Commissione Consiliare Permanente Finanze, Bilancio e Programmazione; Artigianato, Industria, Commercio; Turismo, Servizi, Trasporti e Telecomunicazioni, Lavoro e Cooperazione
Giovedì 23 gennaio, pomeriggio
Nel pomeriggio si avvia verso la conclusione l’esame in sede referente del progetto di legge “Misure per il consolidamento, lo sviluppo economico, il contenimento dei costi e disposizioni in materia fiscale”.
I lavori riprendono dall’esame di un emendamento di Rete che rappresenta un vero e proprio progetto di legge per il “potenziamento del trasporto pubblico e istituzione della mobilità condivisa”. Spiega Emanuele Santi (Rete): “Con questo progetto andiamo ad introdurre una serie di concetti legati alla riduzione del traffico, mobilità autonoma per persone che non hanno mezzi o difficoltà a guidare, migliorare la qualità dell’aria. Seppur spendendo quasi 4 milioni di euro in trasporti pubblici, vediamo che i nostri mezzi sono quasi sempre vuoti, fatta eccezione per la funivia. Altra questione è riferita al fatto di poter condividere la mobilità, quindi la possibilità di utilizzare una piattaforma che possa far incontrare più persone che vogliono andare nello stesso posto”. Segretario di Stato Marco Gatti: “Sul trasporto pubblico: è forse una delle maggiori complessità. Dovere dello Stato è garantire il servizio, ma la morfologia del nostro territorio è particolare, ci troviamo ad incassare 70mila euro all’anno e a spendere qualche milione. Stiamo cercando di ragionare su come rendere meno costoso questo servizio. E soprattutto a fare in modo che sia utilizzato. Oggi è molto più comodo usare la macchina. Con il trasporto pubblico, occorrerebbero passaggi almeno ogni 15 o 20 minuti, non ad intervalli di ore. Abbiamo messo allo studio una riorganizzazione cercando di studiare un concetto di metropolitana di superficie per mettere in rete tutte le destinazioni. Il grande problema è che ci sono zone periferiche dove il servizio è poco richiesto, ad esempio Chiesanuova. Mentre ci sono zone dove i passaggi sono più intensificati, come Serravalle e Dogana. Non lo risolviamo a livello normativo. Per la nostra realtà bisognerà mettere in sinergia pubblico e privato. Inutile girare con pullman da 50 posti, quando le richieste sono minimali. Forse bisognerà mettere in rete i piccoli trasportatori. Vorremmo elaborare un progetto di questo tipo. Sulla guida automatica: il nostro territorio non so se si presta ad introdurre un sistema così avanzato”. Nicola Renzi (RF): “C’è la tematica del car-sharing che il Segretario non ha toccato minimamente. Purtroppo i nodi alla fine vengono al pettine. Parliamo di mobilità e non diciamo la parolina magica: ovvero PRG. Se non facciamo un PRG che ci dice come trasformare le aree, restiamo fermi all’impostazione di 60 anni fa. E nel frattempo si formano i Castelli dormitorio che non hanno più servizi. Questa è una cosa tristissima. Abbiamo iniziato così, togliendo le poste, la banca, le scuole, etc. Cosa rimane? Dunque ben venga l’idea della metro di superficie. Io mi sono sempre chiesto se non fosse utile investire anche su mezzi più piccoli. Forse in alcuni casi si potrebbe arrivare a una sorta di servizio a chiamata con mezzi più agili. Quella del car sharing è una tematica culturale importante. Sul tema della guida automatica potremmo essere un paese-piota, facendo un accordo con una realtà primaria”. Gaetano Troina (D-ML): “Le nostre scuole superiori hanno elaborato un progetto in collaborazione con l’Università per ridisegnare il sistema dei trasporti pubblici a San Marino. Immagino che nel Governo qualcuno ne sia consapevole. La cosa interessante è che coinvolge l’utilizzo di un’App molto semplice che andava a segnalare agli autisti quante persone hanno necessità di essere trasportate su una determinata linea. In questo modo si poteva valutare se aveva senso far partire un determinato mezzo ad un determinato orario. Sicuramente rispetto al servizio di oggi sarebbe una implementazione. Emanuele Santi (Rete): “I colleghi hanno colto veramente nel segno rispetto a quali sono i vari aspetti che si vogliono andare a normare. C’è un primo step legato alla mobilità pubblica. Non c’è nemmeno la cultura di spostarsi con i mezzi pubblici. Potenziare la rete pubblica con corse più frequenti è un tema importante. Spendiamo tantissimi soldi a fronte di un utilizzo quasi nullo. Qui non c’è la volontà di mettere bandierine, ma solo capire se c’è la volontà di fare una mobilità diversa”. Tommaso Rossini (PSD): “Quello che mi sento di dire che il Governo prenda al più presto in esame la questione. Quello che faccio è un richiamo al Governo affinché vada avanti in questa direzione”. L’emendamento di Rete è respinto.
Segue un emendamento di RF sugli “incentivi alla formazione”. Emendamento che “al fine di impostare politiche che siano utili anche nel medio termine per rendere più competitivo il Paese, favorire la crescita delle imprese e facilitare nuovi investimenti, migliorando la produttività del lavoro ed il tasso di partecipazione al lavoro” propone di dare mandato al Congresso di Stato “di emanare un Decreto Delegato per regolamentare forme e modalità per l’accesso dei lavoratori già inseriti nel mercato del lavoro alla formazione continua, in particolare verso l’incremento delle competenze informatiche, linguistiche e digitali, anche prevedendo forme di riduzione dell’orario di lavoro coperte da uno speciale sussidio per la formazione”. L’emendamento è respinto.
Si passa quindi all’esame del pacchetto di emendamenti riguardante le agevolazioni a supporto del diritto allo studio. Da parte di Domani – Motus Liberi arriva una proposta riguardante la figura dello “studente – atleta” In particolare si vuole impegnare il “Congresso di Stato all’emanazione di apposito Decreto, da adottarsi entro il 30/06/2025, portante l’istituzione di un percorso di didattica sperimentale destinato agli iscritti alla scuola media inferiore ed agli iscritti alla scuola secondaria superiore e CFP, sulla base di criteri stabiliti in accordo con il Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese”. L’emendamento è respinto.
Sono poi presenti emendamenti di RF (mobilità, strumenti tecnologici, assegni di studio, studentato, norme a favore del lavoro temporaneo degli studenti) e di Rete (trasferimento straordinario per borse di studio e ricerca). Rispetto al tema degli assegni di studio, chiarisce Nicola Renzi (RF), “la legge di riferimento è datata 2004 e quindi molto datata. La legge regola i benefici che vengono concessi agli studenti per ogni fascia di età. L’assegno di merito è legato alle votazioni dello studente. C’è poi l’assegno di studio che è un contributo erogato a chi sta studiando. Si pone il solito tema dell’ICEE. Stiamo erogando assegni a chi magari ha un reddito molto alto. Ad oggi però chi lavora non può accedere all’assegno di studio. E chi lavora magari lo fa perché ha necessità economiche e integrare quell’assegno. Allora, il fatto di avere questo divieto di cumulo, va a penalizzare proprio chi ne ha più bisogno. Questi sono temi sociali. Se uno è di sinistra non deve continuare a fare solamente i selfie per la campagna elettorale, ma deve agire di conseguenza. E’ una vergogna che i figli delle persone in difficoltà non possono studiare”. Emanuele Santi (Rete): “Qui parliamo di sanare un’ingiustizia. Che ad uno studente venga tolto un contributo del genere vuol dire penalizzare quelle famiglie che hanno più difficoltà a permettersi la scuola. Non ero a conoscenza di questa cosa, ringrazio RF per aver sollevato tale questione. Io condivido pienamente l’arrabbiatura del collega Renzi”. “Rimane il fatto che a mio avviso queste situazioni qui vanno esaminate nel complesso – dice Tommaso Rossini (PSD) -. Dobbiamo evitare che possa diventare una stortura. Sicuramente è apprezzabile e lo apprezziamo. Però a mio avviso queste situazioni vanno discusse in un contesto che possa comprendere tutte le situazioni in una legge unitaria. Lo stesso vale per gli altri emendamenti: messi in una legge con una riflessione più ampia possono avere senso”. Gaetano Troina (D-ML): “Ci si dice che gli emendamenti da noi presentati sono a spot e che necessitano di approfondimenti. Tutti gli emendamenti della maggioranza e del Governo, non hanno la stessa necessità? Sono scelte politiche legittime: non prendiamoci in giro. Ormai parlare di politiche di destra o sinistra non ha più senso, le risposte che si danno da parte di tutti sono le stesse. Non ha senso che i portatori di determinate sensibilità politiche non facciano uno sforzo per trovare una sintesi su determinati temi. La classe politica sammarinese si è talmente appiattita che non tiene più conto dei bisogni dei cittadini. Che fine hanno fatto le battaglie identitarie? Siamo in un’aula consiliare che è addormentata”. Luca Della Balda (Libera): “Io voto a favore di questo emendamento perché lo ritengo meritorio. Non sono né appiattito né addormentato. La mia coscienza mi dice di votare favorevole. Tutto qua”. Sara Conti (RF): “Grazie al commissario Della Balda. E’ uno dei pochi che ascolta quando parliamo. La domanda che mi faccio è la seguente: è normale che la maggioranza venga qui in Commissione ed esegua tutto quello che dice il Segretario? Mi sembra davvero particolare un atteggiamento del genere che mi pare davvero controproducente. Facciamo un servizio mediocre”. Luca Gasperoni (PDCS): “Rivolgo una domanda a RF: perchè al 35esimo anno di età, in base a cosa? Seconda cosa: lo scaglione da 18.200. Lì si parla di reddito annuale prodotto da attività lavorativa?” Tra le proposte di Repubblica Futura, c’è anche quella “di dare “mandato al Congresso di Stato di individuare entro il 30 giugno 2025, una struttura esistente in loco dove poter realizzare la sede di uno studentato che possa agevolare la fruibilità della nostra Università, agli studenti provenienti da fuori territorio”.
Sempre in materia di diritto allo studio, Rete propone “un trasferimento straordinario di € 150.000 all’Università degli Studi, finalizzato al finanziamento di borse di studio per studenti e/o borse di ricerca per studiosi provenienti da Paesi in stato di guerra”.
Gli emendamenti di RF e Rete sono respinti.
Il pacchetto successivo di emendamenti è invece dedicato al tema delle norme in materia di funzionamento e trasparenza degli organismi istituzionali.
Sono presenti emendamenti di RF (società partecipate e pubblicità, consulenze di Banca Centrale), di Rete (bilancio partecipativo, pubblicazione delle votazioni negli Organismi internazionali), D-ML (disponibilità di posti auto per ragioni istituzionali).
Con il suo primo emendamento, RF chiede l’introduzione di una norma in base alla quale “i membri del Consiglio Grande e Generale che intrattengono rapporti di consulenza con società partecipate dallo Stato o da enti pubblici sono tenuti a rendere pubblica tale condizione, specificando il corrispettivo economico percepito, mediante comunicazione al Comitato Consultivo sulla condotta dei membri del Consiglio Grande e Generale entro 7 giorni dal momento del conferimento dell’incarico o, in caso di incarico già in essere, entro 7 giorni dall’entrata in vigore della legge”. Da parte del Congresso di Stato non vi sono contrarietà all’accoglimento della proposta, a fronte però di alcune modifiche riguardanti in particolar modo il passaggio sull’ammontare del corrispettivo economico. Nicola Renzi (RF): “Perché può essere significativo sapere che un consigliere ha una consulenza da una società partecipata? C’è la possibilità che venga a configurarsi un conflitto di interessi. Un determinato ente sceglie un professionista e quanto dargli. Qui non parliamo di una categoria professionale. Noi non vogliamo il voyeurismo. Vogliamo solamente che tutti giochino a carte scoperte”. Maddalena Muccioli (PDCS): “Da un lato condivido pienamente il fatto che ci debba essere una pubblicità e quindi l’informativa sui rapporti di consulenza. Il tema dei compensi non è di per sé una condizione ostativa, ma il fatto di indicare il nome e l’importo, potrebbe essere un dato che estrapolato dal contesto potrebbe risultare fuorviante”. I lavori vengono sospesi per consentire il raggiungimento di una mediazione. Viene presentato un nuovo emendamento sottoscritto che, rispetto alla versione originale, vede l’eliminazione del passaggio relativo alla “specifica del corrispettivo economico percepito”.
Il nuovo emendamento è accolto all’unanimità.
Segue un ulteriore emendamento di RF: “La Banca Centrale della Repubblica di San Marino rende noti, mediante l’inserimento nelle proprie banche dati accessibili al pubblico per via telematica, gli elenchi dei propri consulenti indicando l’oggetto, la durata, il corrispettivo pattuito, il corrispettivo e i rimborsi spesa erogati e quelli di competenza del periodo. Le pubblicazioni vanno aggiornate con cadenza almeno trimestrale e vanno mantenute per almeno tre anni dalla conclusione dell’incarico”. Segretario di Stato Marco Gatti: “La pubblicazione annuale credo che sia la misura più corretta”. Emanuele Santi (Rete): “I dipendenti di Banca Centrale sono aumentati, i bilanci si sono chiusi con delle perdite. Gli importi erogati dallo Stato per i servizi sono cresciuti. Di fatto però siamo di fronte ad un bilancio che non sta in equilibrio. Non si vuole attaccare nessuno. Dobbiamo trovare un punto di equilibrio e capire cosa ha messo in campo Banca Centrale per ridurre questo gap. Nessuno ha il coraggio di dire che serve un piano di ristrutturazione. So che Banca Centrale è impegnata in tanti processi e i processi costano. Bene che vadano avanti quei processi, ma non vedo nulla di male che vi sia trasparenza”. Sara Conti (RF): “Dicono che sia accanimento chiedere che siano pubblicati trimestralmente, ma non mi sembra che sia un aggiornamento così complesso. Noi chiediamo soltanto la massima trasparenza per quanto riguarda le attività di consulenza”. L’emendamento è respinto.
Segue il confronto su un emendamento di Rete per disciplinare “la gestione del Bilancio Partecipativo. Il Bilancio Partecipativo rappresenta un istituto di partecipazione che, valorizzando le conoscenze dei bisogni diffuse sui territori, persegue la finalità di affidare direttamente ai cittadini la scelta della destinazione di una parte delle risorse pubbliche ed a promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza ai processi democratici, nonché a sostenere la sua capacità e attitudine associativa”.
Alle 19.30, alla sospensione dei lavori, l’esame degli emendamenti al Pdl è ormai quasi ultimato. Sarà completato durante la seduta serale. Al termine, sarà messo in votazione il testo emendato del progetto di legge “Misure per il consolidamento, lo sviluppo economico, il contenimento dei costi e disposizioni in materia fiscale”.