San Marino. Conferenza stampa AR. Cons. Bronzetti: “Sì alla Commissione di indagine della maggioranza, ma solo a indagini concluse per non inquinare i fatti”

L’odierna conferenza stampa di Alleanza Riformista ha offerto un’analisi profonda e sfaccettata della situazione politica sammarinese, intrecciando la difesa rigorosa delle istituzioni con una critica serrata al metodo legislativo.

Gian Nicola Berti ha aperto il dibattito ponendo l’accento sulla necessaria separazione dei poteri e definendo pericolosa qualsiasi sovrapposizione tra l’azione della politica e quella della magistratura. Secondo Berti, il naufragio di un importante investimento estero nel settore bancario, pur essendo una notizia negativa per la stabilità del sistema, non deve diventare il pretesto per una “giustizia parallela”. Il consigliere ha ribadito che solo il Tribunale possiede gli strumenti per accertare la verità su presunti piani corruttivi, ammonendo che una commissione d’inchiesta prematura rischierebbe di inquinare le indagini in corso e di trasformarsi in uno strumento di autoassoluzione o autocondanna politica.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è inserita Denise Bronzetti, la quale ha chiarito che il gruppo non intende affatto sottrarsi all’individuazione di eventuali responsabilità politiche, ma ne subordina l’analisi alla conclusione della fase istruttoria giudiziaria. La consigliera ha espresso una forte preoccupazione per la gravità del momento storico, sottolineando come la politica debba mantenere i riflettori accesi non solo sulla singola operazione bancaria, ma su tutto il contesto di attacchi rivolti alle autorità di controllo come l’AIF e la Banca Centrale. Per Alleanza Riformista, la vigilanza deve essere costante, ma deve procedere con un metodo che rispetti le prerogative della magistratura per evitare di alimentare ulteriori tensioni in un Paese già profondamente scosso.

Un’anima più critica e orientata al merito dei provvedimenti è emersa nell’intervento di Maria Luisa Berti, che ha spostato l’attenzione sulla qualità della produzione normativa. La consigliera ha manifestato un aperto dissenso nei confronti della recente legge sulla naturalizzazione, criticando un modus operandi governativo dettato più dalla fretta di ottenere risultati veloci che da una visione organica della materia. Secondo la sua analisi, l’attuale normativa rischia di creare odiose discriminazioni tra i cittadini a causa di una visione frammentata che non tiene conto dell’identità dello Stato. Berti ha auspicato un ritorno a una politica basata su dati certi e analisi ponderate, lamentando come la ricerca della velocità legislativa finisca spesso per sacrificare l’equità e la precisione tecnica.

A chiudere il cerchio è stato il Segretario di Stato Rossano Fabbri, che ha cercato una sintesi tra le diverse sensibilità del partito. Pur condividendo le perplessità sulla legge per la cittadinanza, Fabbri ha posto l’accento sulla necessità di non ignorare il “grido d’allarme” del Tribunale riguardo alle possibili responsabilità politiche in un presunto piano parallelo di condizionamento del sistema. Per il Segretario, una volta che l’autorità giudiziaria traccia un perimetro di responsabilità politica, l’accertamento da parte degli organismi consiliari diventa un atto dovuto e consistente. Parallelamente, Fabbri ha rivendicato l’attivismo del suo settore, citando il deposito di nuovi provvedimenti su sport e autotrasporti, e denunciando un grave tentativo di truffa digitale ai danni del Congresso di Stato, sottolineando come le istituzioni debbano restare “sul pezzo” per tutelare i cittadini non solo dalle crisi politiche, ma anche dalle insidie della criminalità informatica.