San Marino. Consiglio del 26 febbraio, gli interventi dei consiglieri. Il resoconto DIRE-SMNA

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CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 25- 27 FEBBRAIO

-MARTEDI’ 26 FEBBRAIO-  Prima parte della seduta

 Nel tardo pomeriggio riprendono i lavori consiliari, con il dibattito e l’esame del Progetto di Legge Qualificata “Valorizzazione della rappresentanza della minoranza consiliare”, presentato da Rete e Mdsi, in seconda lettura. Come spiega Gian Matteo Zeppa, Rete, relatore del provvedimento, in sintesi, il Pdl  ha lo scopo di “ovviare- in parte e certamente in modo non risolutivo- alla disparità di condizioni tra la maggioranza e le minoranze”, assegnando  alle opposizioni “la presidenza di ogni commissione nella quale siano previste nomine da parte del Consiglio Grande e Generale”. La proposta viene bocciata dall’esecutivo, per voce del Segretario di Stato agli Affari interni, Guerrino Zanotti: “Più di valorizzazione delle opposizioni- manda a dire- forse si tratta di commissariamento dell’azione della maggioranza che sostiene il governo”.

Perplessità sono avanzate anche dalla maggioranza: “Affidare in maniera forzosa, prevista per legge, la presidenza delle commissioni- commenta Enrico Carattoni, Ssd- ritengo sia un atto che difficilmente possa sortire gli effetti auspicati dalle opposizioni”. A dimostrarlo, le presidenze concesse in questa legislatura alla minoranza delle commissioni Affari di Giustizia e Antimafia: “Abbiamo visto come il solo presidente non riesca a indirizzare i lavori- chiarisce- se la maggioranza è di altro colore politico”, oltre a non aver affatto diminuito “astiosità e conflitto all’interno dell’Aula”. Roberto Giorgetti, Rf, sottolinea invece come con il nuovo regolamento consiliare “abbiamo già fatto, rispetto al passato, dei grossi passi avanti riguardo le condizioni dei singoli consiglieri di maggioranza e opposizione nello svolgere il proprio ruolo”. Da parte delle opposizioni, il provvedimento viene recepito come una proposta interessante che può aprire una riflessione ulteriore sul ruolo della rappresentanza parlamentare. “Questo Progetto che può avere sicuramente dei limiti, perché non risolve tutti i problemi- commenta Pasquale  Valentini, Pdcs- a mio avviso, se ci astraiamo un attimo dal clima che stiamo vivendo, ritengo sia una provocazione positiva”. Alessandro Mancini, Ps, invita la maggioranza ad essere lungimirante e sottolinea come la nomina di un consigliere di minoranza alla presidenza delle commissioni “non comporti alcun tipo di freno a mano, ma sarebbe un elemento di garanzia importante”.  “Quello che il consigliere Giorgetti ha visto esclusivamente come una nomina della presidenza delle Commissioni- ribatte infine Iro Belluzzi, Psd- credo sia diversamente, per la maggioranza, una possibilità ulteriore di consenso nei lavori di quelle commissioni”. Terminato il dibattito, si procede con l’esame del testo, l’articolo 1 viene respinto con 28 voti contrari, 18 a favore e 1 astenuto. Come da nuovo regolamento, il provvedimento non decade, ma si prosegue con l’esame dell’articolato.  I lavori consiliari proseguiranno ininterrottamente fino alle 24. 

 

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma 19. Progetto di Legge Qualificata “Valorizzazione della rappresentanza della minoranza consiliare” (presentato dal Gruppo Consiliare Movimento Civico R.E.T.E. e dalla Lista Consiliare Movimento Democratico San Marino Insieme) (II lettura) 

Gian Matteo Zeppa, Rete
Do lettura della relazione del Pdl di Dim depositato il 4 gennaio 2017, pochi giorni dopo l’inizio legislatura. ‘Il ruolo delle opposizioni è valorizzato in numerosi Paesi, essendo esse non una presenza accessoria durante i lavori parlamentari, ma una indispensabile completamento istituzionale. Non vi è democrazia se non attraverso la trasparenza degli atti e il controllo sugli stessi da parte della minoranza. A San Marino il ruolo delle opposizioni è stato gradualmente svilito nel tempo, fino a divenire un contrappeso teorico che non può essere in grado di svolgere un controllo democratico sulle scelte della maggioranza.
La particolarità del sistema istituzionale sammarinese non aiuta di certo a ristabilire la centralità democratica del ruolo delle opposizioni: la non professionalità della politica fa sì che solo la maggioranza possa beneficiare del contributo fattivo di politici stipendiati a tempo pieno, di Segretari di Stato, e di staff tecnici, a loro volta stipendiati con il denaro pubblico. Le opposizioni, invece, non beneficiano di alcuno strumento per garantire una vigilanza a tempo pieno, e questo si può riflettere in una deriva che potrebbe condurre a stravolgimenti dei normali processi democratici. Per ovviare- in parte e certamente in modo non risolutivo- alla disparità di condizioni tra la maggioranza e le minoranze, questa legge assegna alle opposizioni la presidenza di ogni commissione nella quale siano previste nomine da parte del Consiglio Grande e Generale, per garantire quantomeno il rispetto delle tempistiche di discussione delle leggi depositate dalle opposizioni, nonché per garantire la supervisione terza di organismi nevralgici.
La legge distinque tra i diversi tipi di organismo. Per quanto attiene alle commissioni consiliari permanenti, si stabilisce che siano sempre presiedute da un membro della minoranza. All’articolo 4 si pone invece una distinzione all’interno degli organismi in cui siedono membri del Consiglio grande e generale, tra gli organismi presieduti da membri della minoranza e quelli che invece, per motivi di opportunità e operatività del governo, continuano a venir presieduti in base alle indicazioni delle rispettive leggi istitutive. (…) 

Qualcuno ha detto che è una specie di normativa o di regolamento delle opposizioni, non lo è. E’ invece un progetto di legge che va a dare la giusta proporzione di quello che le minoranze, qualsiasi minoranza, in qualsiasi legislatura, dovrebbero avere nell’alveo dell’arco consigliare: quindi 

le presidenze, altroché le battaglie elettorali, concediamo le presidenze alle commissioni speciali piuttosto che alle commissioni permanenti …no si stabilisce  per legge. Credo che in una normale 

-ribadisco normale- dialettica politica, le minoranze debbano avere per ovvie 

questioni, una rappresentatività anche all’interno delle presidenze delle commissioni consiliari, questo sia indipendentemente dalla legislatura in corso. Credo che sia una salvaguardia invece per lo Stato perché ovviamente c’è la volontà, da parte della maggioranza, anche di forzare molte volte sulle commissioni consiliari, sulle convocazioni- su cui è stato detto molto – sulla volontà di portare certi progetti. 

Faccio menzione della mia della commissione, nella quale sono stato eletto, la commissione II^, dove ad esempio ci sono pratiche che vengono portate dal  governo e su cui la minoranza può dire la propria solo nel momento in cui arriva l’atto fattivo in commissione, senza un’azione preventiva. Allora se invece, a monte, c’è sì l’atto governativo di portare certe pratiche un po’ borderline a livello di richieste di residenza, per tutta una serie di varie motivazioni, in quel caso il presidente della  commissione permanente afferente- che dovrebbe essere della minoranza- potrebbe  dire la sua. Io credo che questo sia una tutela statutaria delle minoranze anche in una 

situazione in cui si deve parlare di  controllo. Il controllo ci deve essere sempre, ma devono essere messe nelle condizioni tutte le opposizioni, tutte le minoranze  di porterlo esercitare, da adesso a venire, in modo che non ci sia nessun privilegio da parte del governo. Il governo deve governare, ma ci vuole anche l’organismo di controllo, attraverso la possibilità di dare alle opposizioni le presidenze delle commissioni. 

Guerrino Zanotti, Segretario di Stato per gli Affari Interni
Mi lascia molto perplessola proposta avanzata da Dim. Più di valorizzazione delle opposizioni, forse si tratta di commissariamento dell’azione della maggioranza che sostiene il governo. All’interno delle istituzioni, credo che la volontà di preordinare delle regole che determinino lo svolgimento del confronto siano ricomprese nel regolamento del funzionamento del Consiglio grande e generale. Con l’accordo trovato sul nuovo regolamento consiliare del 2018, che da una parte non ha risolto neanche uno dei problemi in termini di impegno e durata dei lavori consiliari, dall’altra parte ha però introdotto una serie di regole e norme che tutelano la presenza e la valorizzazione delle presenza delle minoranze nel dibatitto consiliare, nelle commissioni e nelle istituzioni in genere. Le tempistiche di verifica e discussione dei Pdl, la possibilità di richiedere la convocazione delle commissioni consiliari…questi sì sono gli strumenti che vanno valorizzati e credo che in una revisione del regolamento- che auspico avvenga al più presto perché quello che abbimao adottato non ha portato ai risultati sperati- si possa anche andare oltre rispetto agli interventi fatti fino ad oggi. Mi viene da pensare che, anziché trascorrere giornate intere a fare un comma comunicazioni spesso improduttivo, con il solo scopo di inasprire il dialogo e aumentare il conflitto tra le parti, il tempo dovrebbe essere sicuramente indirizzato e utilizzato per altri scopi. Per esempio, per la discussione di un argomento che è la stessa minoranza a proporre.  Su questi temi ci si dovrebbe confrontare, non sull’occupazione delle sedie e delle presidenze nelle commissioni, dove la presenza delle minoranza è già valorizzata a pieno.
Rispetto alla formulazione di questo Pdl esprimo parere negativo, la valorizzazione del rapporto e del confronto democratico nelle istituzioni non passa dalle presenza obbligatoria della presidenza in mano alle minoranze. Tra l’altro questo è già stato attuato in alcuni organismi a inizio legislatura.  
Enrico Carattoni, Ssd
Vorrei cercare di dare un contributo costruttivo a questa proposta dei colleghi di Democrazia in movimento. Ammetto anche io di avere perplessità: affidare in maniera forzosa, prevista per legge, la presidenza delle commissioni ritengo sia un atto che difficilmente possa sortire gli effetti auspicati dalle opposizioni. In questa legislatura, in cui per la prima volta sono state date due presidenze di commissione a consiglieri di opposizioni, abbiamo visto come il solo presidente non riesca a indirizzare i lavori, se la maggioranza è di altro colore politico. Dico anche che se c’è la volontà, questo Pdl può essere superato, lo abbiamo dimostrato a inizio legislatura con la presidenza della Commissione Affari di Giustizia e della Commissione Antimafia, è stato un esperimento introdotto sicuramente importante che ha dato la possibilità di capire i motivi di minor divisione. Nonostante tutto ciò, devo dire, questa è stata la legislatura più rissosa che io ricordi: a dimostrazione che non è solo il fatto di affidare presidenze a Commissioni che diminuisce astiosità e conflitto all’interno dell’Aula. Voglio però cercare di cogliere uno spunto positivo nell’intervento del consigliere Zeppa e della relazione letta, quando si è interrogato sul ruolo di consiglieri, di maggioranza e opposizione. L’interrogarsi su questo ruolo è importante, tanto più alla luce del fatto che, nonostante la riforma del regolamento consiliare, siamo impegnati in quest’Aula per più di 10 giorni al mese circa, e che questa attività richieda sempre più tempo e a cui non possiamo garantire alti livelli di professionalità. Su questo non ho una soluzione, mi piacerebbe che, al netto delle contrapposizioni, ci si potesse interrogare sul ruolo dei consiglieri e che si possa trovare anche supporti ai singoli gruppi consiliari, dotandoli di supporti tecnici e legali. Noi neanche dentro il Consiglio abbiamo un ufficio legislativo vero e proprio.
Pasquale Valentini, Pdcs
Questo Pdl, anche se non risolve tutti i problemi di oggi nel rapporto tra maggioranza e opposizione, affronta un problema diffuso, non solo nel nostro Paese, un problema di stanchezza che stanno vivendo un po’ tutte le democrazie. Questa crisi della democrazia ci impone non di ‘buttar via il bambino con l’acqua sporca’, ma a interrogarci su cosa può alimentare la forma di governo migliore che maggiormente garantisce il rispetto della rappresentanza del popolo.  Colgo l’apertura manifestata da Carattoni per ampliarla. In questo concetto della democrazia come governo del popolo va chiarito che la rappresentanza del popolo non è di una forza o della maggioranza, ma è il parlamento. Il tema è come il parlamento mantiene questa rappresentanza cui è chiamato. Il problema è come si intende realizzare questa rappresentanza, se come conflitto o come mediazione. Non può essere che una parte si arroghi diritto di rappresentare il popolo, anche la maggioranza ha il dovere di raggiungere il massimo consenso sulle cose che si fanno.
Questo Progetto che può avere sicuramente dei limiti, perché non risolve tutti i problemi. A mio avviso, se ci astraiamo un attimo dal clima che stiamo vivendo, ritengo sia una provocazione positiva per riflettere su quello che diciamo, dato che siamo la Repubblica più antica del mondo. Roberto Giorgetti, Rf
Questo Pdl offre spunto a riflessioni importanti alla luce deli accedimenti successi in quest’ultima legislatura. La cosa più evidente che emerge è la profonda diversità di vedute rispetto questa maggioranza sul principio di fondo del funzionamento della democrazia parlamentare. Il Pdl si occupa soprattutto sull’assegnazione di posti.
Si svolgono elezioni per nominare un governo che deve realizzare un programma di governo. L’opposizione ha un ruolo di controllo su ciò che fa il governo. Il controllo è cosa diversa dall’impedire che si facciano le cose.
Passi avanti per agevolare le opposizioni durante i lavori consiliari sono stati fatti con il nuovo regolamento consiliare: la relazione esplicativa dei decreti, poi in passato molti si lamentavano che gli emendamenti arrivavano all’ultimo minuto, l’attuale regolamento prevede il deposito con un preavviso. Si è data poi la possibilità di parificare interpellanze e interrogazioni…e potrei andare avanti ancora con questa innovazioni. E’ interesse del Consiglio far sì che i propri membri siano posti nelle migliori condizioni per svolgere il proprio ruolo. Ciò non implica l’essere bloccati nei lavori. Voglio dirlo: si è detto in questa legislatura che è dovere della maggioranza garantire il numero legale per dare avvio ai lavori consiiari. Al contrario,  è dovere di ciascun consigliere. Posso invece ragionare nel mettere in campo interventi che consentano ad ogni consigliere, non solo quelli di opposizione, di essere messi nelle migliori condizioni per svolgere il loro ruolo. Nella sostanza, abbiamo fatto, rispetto al passato, dei grossi passi avanti riguardo le condizioni dei singoli consiglieri di maggioranza e opposizione nello svolgere il proprio ruolo. Molto è stato fatto e altro si può fare, allora bisogna partire da presupposti diversi che non sia solo la distribuzione non lineare e illogica dei ruoli. Nel funzionamento attuale del regolamento consiliare ci sono aspetti delle tempistiche da rivedere, perché portano a permanenze lunghe in Aula senza che vi sia efficienza nei lavori, ed è stato rilevato sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Iro Belluzzi, Psd
Ero rimasto colpito positivamente sia dal riferimento Sds Zanotti, anche se non condivideva il progetto così come presentato, così come dall’intervento del consigliere Carattoni. Purtroppo capiamo benissimo come l’impossiiblità di dialogo in Aula sia dovuta alla forza rappresentata dal consigliere precedente, Repubblica futura, dove non c’è quell’intelligenza per compiere un salto culturale per far uscire il Paese dall’impasse.
Alcuni elementi che potrebbero essere valorizzati dal presente Pdl: l’articolo 6 determina le modalità per arrivare alla designazione dei rappresentanti delle varie commissioni e organismi nominati dal Consiglio grande e generale dall’opposizione e dalla maggioranza. Quello che il consigliere Giorgetti ha visto esclusivamente come una nomina della presidenza delle Commissioni, credo sia diversamente, per la maggioranza, una possibilità ulteriore di consenso nei lavori di quelle commissioni. Quello che deve essere preso come positivo da quanto presentato è un percorso che ci porti a creare condizioni per cui, determinate scelte, purtroppo non avvenute negli ultimi tempi, debbano essere fortemente condivise.
Jader Tosi, C10
Ascoltando la relazione al Pdl, emerge la necessità di supporto per l’attività consiliare da parte sia dei consiglieri di maggioranza che di opposizione. Noi tutti qui facciamo un servizio e deve essere il migliore possibile per il Paese. E dobbiamo mettere in relazione questo con la nostra vita e il nostro lavoro. Sarebbe opportuno ragionare su questi aspetti e credo troveremo ampia condivisione. In questa legislatura, con il portare un esponente dell’opposizione alla presidenza di una commissione, abbiamo potuto vedere come questo contrasto sia sfociato in qualcosa che non ha permesso il normale svolgimento democratico di alcune commissione.Per risolverlo non servono numeri, ma la maturazione politica. La legge che proponete ci da spunto per parlare in un senso più ampio della cosa, ma non sicuramente dei numeri delle commissioni, è un po’ troppo poco. Alessandro Mancini, Ps
Nel dibattito su questo Pdl di Dim si è parlato di tutto, tranne che di quello che la legge mette in evidenza: ovvero l’opportunità di introdurre dei contrappesi per dare livelli di garanzie più ampie per rispetto delle regole di questo parlamento. La proposta affronta diverse questioni: quando vi è la necessità di nominare dei membri delle opposizioni in seno agli organismi, il Pdl mette in evidenza che la nomina debba venire nell’ambito delle opposizioni. E’ successo anche recentemente su nomina molto importante, 3-4 mesi fa, di un organismo importante dove la maggioranza in qualche modo parteggiò per una parte dell’opposizione. La legge mette in evidenza questa necessità e chiede una riflessione seria sulle presidenze delle commissioni. Tale nomina non comporta alcun tipo di freno a mano, ma sarebbe un elemento di garanzia importante. Oggi non parliamo di regolamento consiliare, Giorgetti, che oggi viene usato ad uso e consumo e che voi volevate cambiare con la modifica del quorum di 2/3 per la nomina dei membri della Commissione Giustizia. Capisco che Giorgetti da 12 anni ha la delega al governo, ma bisogna fare i conti che la ruota gira e quando si scrivono le regole del gioco, bisognerebbe pensare che un domani ci si potrebbe trovare dall’altra parte. Credo questo sia un buon testo di legge, può essere emendato, ci sono altri argomenti da mettere in evidenza, però mi sembra già di intravvedere una certa negatività dalla maggioranza e mi spiace. Sarebbe bene riscrivere le regole nella consapevolezza che le cose cambiano nel tempo. Vanessa d’Ambrosio, Ssd
La materia costituzionale mi ha sempre affascinato e ho avuto l’onore di avere come insegnante Francesca Michelotti. Tra i principi insegnati c’è anche il ruolo dell’opposizione, come viene valorizzato, non con i numeri e le presidenze, ma con gli strumenti che la minoranza stessa può usare. Ed è la parte che mi è mancata in questo Pdl. Manca la parte degli strumenti. Più che una valorizzazione, vedo un commissariamento del governo di turno, ed è pericoloso. Un governo deve governare con tutti gli strumenti del caso, c’è una maggioranza che ha suoi strumeti per supportare il governo e l’opposizione che ha il suo delicato ruolo di controllo con altri strumenti.  Non è vero come ha detto Mancini che questo Pdl non c’entra nulla con il regolamento, c’entra eccome. Ha introdotto già diversi elementi per valorizzare il ruolo delle opposizioni. Più che parlare di una corsa alla presidenza delle commissioni, parliamo di strumenti affinché il lavoro di ognuno di noi e il valore di una maggioranza e dell’opposizione siano valorizzati. Su questo terreno ci troverete. Matteo Ciacci, C10
Nel regolamento consiliare abbiamo condiviso diverse novità che favoriscono il ruolo dei consiglieri, e in questa legislatura -non dimentichiamo- sono state affidate due presidenze a due commissioni importanti, la Commissione Giustizia e la Commissione Antimafia, ai consiglieri di minoranza. Sulle commissioni la nostra coalizione, per nostra volontà, ha voluto riconoscere questo ruolo. E’ vero che se ci limitiamo a riempire posti come propone il Pdl, affidare tutte le presidenze alle commissioni permanenti e non, è svilente, non si valorizza ruolo dell’opposizione che 1) ha funzione di controllo e garanzia 2) ma il governo ha diritto e dovere di compiere le scelte.  Le funzioni di controllo non si  svolgono con la presidenza delle commissioni.
Se ci limitiamo a riconoscere posti e ruoli all’opposizione, ci dimentichiamo che la valorizzazione dell’opposizione si ha anche quando il governo lavora e produce quello di cui ha bisogno il Paese e l’opposizione incalza nella dialettica parlamentare. Pur condividendo lo spirito di riflettere e ragionare su strumenti che abbiamo già, nel merito ho forti perplessità nell’impostazione, poi magari nel corso dei lavori si potrà migliorare il testo o arrivare a proposte diverse.  

Repubblica di San Marino, 26 Febbraio 2019

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