San Marino. Consiglio Grande e Generale, esame del comma 15 dedicato alle Istanze d’Arengo – Venerdì 20 febbraio 2026. Report by AskaNews

Nell’ultima seduta della sessione di febbraio del Consiglio Grande e Generale, i lavori si focalizzano  sull’esame del comma 15 dedicato alle Istanze d’Arengo. 

Da parte del Congresso di Stato arriva parere favorevole all’accoglimento dell’Istanza d’Arengo n.1 “per una modifica normativa riguardante in particolare il maturamento del trattamento pensionistico  relativo ai lavoratori che offrono assistenza continua a persone anziane o con disabilità”. Gli istanti  chiedono una “modifica della normativa affinché sia consentito ai lavoratori di persone anziane e/o  con disabilità e non autosufficienti (badanti) di maturare il trattamento pensionistico rapportato al  lavoro svolto”; inoltre che “che tali lavoratori siano soggetti a controlli periodici da parte di personale  qualificato, nonché all’obbligo di seguire corsi di formazione adeguati alle loro mansioni”.

Antonella  Mularoni (RF) sostiene che le strutture residenziali non bastano e le badanti sono “figure ormai  strutturali nella nostra organizzazione sociale”. Avverte che ogni ostacolo alla loro permanenza va  eliminato e che non si possono scaricare nuovi pesi sui nuclei familiari, già sotto pressione.

Carlotta  Andruccioli (D-ML) chiede uno sguardo “a 360 gradi” e sottolinea che l’allungamento della vita è un  fatto positivo, ma va governato con politiche adeguate: servono tutele previdenziali, formazione e  controlli, senza dimenticare pensionati con redditi contenuti.

Michela Pelliccioni (indipendente) ricorda che la figura del caregiver era già stata inserita nella legge sul lavoro della scorsa legislatura,  ma è rimasta inattuata per la mancanza del decreto delegato. Parla della “cosiddetta grey economy”  come di una necessità per un Paese che invecchia e avverte che la risposta non può essere parziale: la  non autosufficienza incide sull’equilibrio delle famiglie e richiede interventi strutturali, non misure  episodiche.

Guerrino Zanotti (Libera) entra nel merito tecnico e osserva che il vero nodo è il requisito  dei venti anni contributivi; propone di valutare strumenti di previdenza integrativa per garantire una  copertura proporzionata agli anni effettivamente lavorati, senza aggravare le famiglie.

Marinella  Loredana Chiaruzzi (PDCS) ricostruisce l’evoluzione normativa dal 1997 a oggi e conferma  l’orientamento favorevole, sottolineando che non si tratta solo di pensioni ma anche di qualità e  trasparenza del servizio, con attenzione agli effetti fiscali indiretti. L’Istanza è approvata con 25 voti  favorevoli. 

Si passa quindi all’Istanza d’Arengo n.2 “affinché la Pubblica Amministrazione, l’ISS e le Aziende  Autonome di Stato disdicano i contratti in essere che contemplino la fornitura di beni e servizi di  aziende e società israeliane”. Il Congresso di Stato si esprime per il non accoglimento dell’Istanza. Su  questa Istanza emergono sensibilità differenti anche all’interno della stessa maggioranza.

Il Segretario  di Stato Alessandro Bevitori riferisce che, a seguito delle verifiche presso l’ISS, “non risultano rapporti  diretti con società aventi sede in Israele”. Sottolinea che un’interruzione unilaterale non trova  fondamento nel quadro normativo vigente e potrebbe incidere sull’approvvigionamento farmaceutico,  ricordando che San Marino non ha mai adottato misure restrittive oltre quelle derivanti da risoluzioni  ONU o, nel caso russo-ucraino, da sanzioni UE recepite internamente.

Giuseppe Maria Morganti  (Libera) riconosce che la misura non sarebbe risolutiva, ma insiste sul valore politico del gesto: San  Marino riconosce la Palestina e le testimonianze da Gaza parlano di violenze inaccettabili.

Manuel  Ciavatta (PDCS) invita a evitare letture manichee tra “buoni e cattivi” e distingue tra piano emotivo e  piano giuridico-amministrativo. Ribadisce che la situazione a Gaza “non è accettabile”, ma osserva  che l’interruzione unilaterale dei rapporti commerciali è problematica e difficilmente attuabile, anche  per la complessità degli assetti societari internazionali. Per coerenza con l’indirizzo del Governo, il  suo gruppo si dichiara contrario.

Matteo Zeppa (Rete) respinge l’idea che sia una questione ideologica e parla di “genocidio evidente” che non può essere sottostimato. Pur prendendo atto che oggi non  esistono forniture dirette, sottolinea che l’istanza guarda anche al futuro e che interrompere un circuito  economico legato a un’economia di guerra è un dovere morale. Per Zeppa anche “un passo minimo”  è un segnale politico, e annuncia voto favorevole.

Tomaso Rossini (PSD) richiama un “obbligo morale  ed etico” di continuare a denunciare le violazioni del diritto internazionale e riconosce che un embargo  avrebbe un forte valore simbolico; tuttavia prende atto delle “criticità oggettive” sul piano formale e  operativo.

Fabio Righi (D-ML) riporta il confronto sul terreno della coerenza della politica estera:  ogni segnale per un piccolo Stato è per definizione “piccolo”, ma non per questo irrilevante. Pur  condividendo l’indignazione per le atrocità della guerra, ritiene che l’istanza rischi di far compiere  alla Repubblica un passo oltre la propria tradizione di neutralità e annuncia voto contrario. L’Istanza  è respinta con 23 voti contrari, 7 favorevoli, 2 astenuti. 

Si discute successivamente della Istanza d’Arengo n.3 “per avviare un processo di riforma complessivo  del sistema scolastico sammarinese”.

Il Segretario di Stato Teodoro Lonfernini ricorda che la  Segreteria è impegnata da tempo in “un percorso strutturato di revisione del sistema scolastico”,  articolato in tre ambiti – interventi trasversali, inclusione e benessere, misure specifiche per ogni  ordine di scuola – e chiarisce che le richieste dell’istanza “risultano già recepite nelle linee guida del  progetto di legge”, per cui non viene data “alcuna indicazione di voto”. L’Istanza è accolta con 32 voti  favorevoli.  

Via libera all’Istanza n.24 sulla ripartizione solidaristica dei costi del congedo di maternità, accolta  con 34 voti favorevoli.

Il ha spiegato che la Segreteria sta già  lavorando a un decreto delegato per istituire un fondo cumulativo: “Semplificare non significa  eliminare i controlli”, ha precisato in altro passaggio della seduta, ribadendo anche in questo caso la  necessità di “assicurare reale equità fra imprese e lavoratori” attraverso una responsabilizzazione  degli attori coinvolti. 

Accolta con 33 voti l’Istanza n.19 per una normativa specifica contro le discriminazioni verso le  persone con disabilità. Canti ha definito il contrasto alle discriminazioni “un carattere prioritario per  la tutela dei diritti fondamentali”, annunciando che è allo studio una legge quadro antidiscriminatoria  di carattere orizzontale, conforme agli standard europei. 

Respinta invece l’Istanza n.20 sulla vita indipendente (3 favorevoli, 16 contrari). Il Segretario ha  invitato al non accoglimento per la complessità della materia, proponendo un tavolo tecnico.

Marinella  Chiaruzzi (Pdcs) ha parlato di “sfida enorme per tutti gli Stati europei”, suggerendo un ordine del  giorno per riattivare il gruppo di lavoro già istituito nel 2022. 

Accolta con 36 voti favorevoli l’Istanza n.17 sulle indagini statistiche nazionali sulla disabilità

Antonella Mularoni (Rf) ha chiesto un “testo unico sulla disabilità” per superare l’approccio  frammentato. 

Via libera anche all’Istanza n.18 per l’aumento del Fondo per interventi sulla disabilità (28 voti  favorevoli).

Il Segretario Alessandro Bevitori ha espresso parere positivo, pur precisando che eventuali  incrementi dovranno essere “compatibili con gli equilibri generali del bilancio”.

Enrico Carattoni (Rf)  ha sottolineato che “la cifra di 100.000 euro non può colmare le attuali lacune”. 

Respinta con 10 voti favorevoli e 20 contrari l’Istanza n.7 per l’istituzione di un servizio d’ordine nelle  manifestazioni pubbliche. Bevitori ha motivato il no richiamando il progetto di legge sul DASPO già  avviato.

Matteo Casali (Rf) ha replicato che il DASPO “non parla affatto di questo tema”, chiedendo  che gli organizzatori si facciano carico dei costi del servizio.

Ampio consenso (35 voti favorevoli) per l’Istanza n.21 sull’istituzione di un hospice. Canti ha ricordato  che la struttura è già prevista nel Piano sociosanitario 2024-2026.

Miriam Farinelli (Rf) ha chiarito  che “l’hospice non deve essere visto come il luogo dove si va a morire, bensì come uno spazio dove si  è accompagnati a vivere il tempo che resta nella maniera più dignitosa possibile”.

Andrea Ugolini  (Pdcs) ha definito l’hospice “un luogo di vita fino all’ultimo respiro”. 

Respinta infine l’Istanza n.23 per la creazione della figura dell’hobbista professionale (25 contrari, 9  favorevoli).

Bevitori ha parlato di “contraddizione in termini”, spiegando che un’attività continuativa  non può essere qualificata come hobby.

Gian Nicola Berti (Ar) ha replicato che “spetta all’autorità  legislativa creare la possibilità di nuove casistiche professionali”, invocando maggiore flessibilità nel  mercato del lavoro. 

Di seguito un estratto dei lavori 

20260220 – Consiglio Grande e Generale – Report venerdi 20 febbraio 2026