San Marino. Consiglio Grande e Generale, esame del progetto di legge sull’ICEE – Mercoledì 21 gennaio mattina. Report by AskaNews

Nella mattinata di mercoledì 21 gennaio 2026, prosegue in Consiglio Grande e Generale l’esame del progetto di legge sull’ICEE. Vengono esaminati e approvati gli articoli dal 15 al 21 prima del via libera definitivo da parte dell’Aula al progetto, approvato con 37 voti favorevoli e 11 astenuti. Pareri contrastanti sull’articolo 17, che introduce l’Osservatorio di monitoraggio sull’ICEE.

Casali (RF) valuta positivamente l’istituzione dell’Osservatorio come strumento di supervisione dell’ICEE, soprattutto nella fase iniziale di applicazione della legge. Sottolinea però che l’organismo risulta indebolito dalla natura puramente consultiva dei suoi pareri, che rischiano di essere ignorati dalla politica.

Mussoni (PDCS) dichiara il pieno sostegno al progetto di legge e all’articolo, ma esprime una critica di metodo. A suo giudizio l’Osservatorio rappresenta un’ulteriore stratificazione burocratica che rischia di rallentare il funzionamento dell’ICEE.

Righi (D-ML) condivide l’istituzione dell’Osservatorio ma ne evidenzia diverse criticità. Ritiene che due riunioni annuali siano poche per una fase sperimentale così delicata e suggerisce un monitoraggio più ravvicinato. Segnala il rischio che un organismo misto politico-sociale diventi uno strumento di pressione anziché di analisi tecnica.

Chiaruzzi (PDCS) ricostruisce la genesi dell’Osservatorio come frutto di un confronto approfondito in Commissione. Inquadra l’ICEE come uno strumento fortemente innovativo per la tutela delle fasce più deboli, in un sistema che finora ha distribuito benefici in modo uniforme.

Santi (Rete) definisce l’Osservatorio “uno dei pochi articoli realmente qualificanti” della legge. Critica la leggerezza con cui alcuni interventi minimizzano lo strumento e ricorda che l’emendamento è della maggioranza. 

Nel finale spazio alle dichiarazioni di voto dei gruppi consiliari.

Marinella Loredana Chiaruzzi (PDCS) rivendica il lavoro condiviso della maggioranza e definisce l’ICEE un passaggio storico per avviare politiche sociali più mirate, chiarendo che non risolve tutto ma permette criteri più equi e leggibili.

Paolo Crescentini (PSD) esprime pieno sostegno al provvedimento, definendolo necessario e indispensabile per superare la distribuzione “a pioggia” delle risorse e ottenere una fotografia reale delle condizioni economiche delle famiglie.

Fabio Righi (D-ML) annuncia l’astensione, riconoscendo l’importanza dello strumento ma giudicandolo una cornice ancora troppo debole, che rinvia le scelte decisive a decreti successivi. Avverte che l’uso concreto dell’ICEE determinerà se produrrà equità o sperequazione e segnala il rischio che patrimoni schermati possano beneficiare del sistema, minando la fiducia dei cittadini.

Denise Bronzetti per AR saluta positivamente l’approdo della legge in seconda lettura, sottolineando però la mancanza di scelte strategiche più coraggiose e richiamando con forza il tema dei decreti attuativi, ritenuti decisivi per rendere effettivo il principio di redistribuzione e per consentire allo Stato il recupero di somme non dovute, invitando a un monitoraggio serio attraverso l’osservatorio previsto.

Giovanna Cecchetti, a nome proprio ed Elego, esprime voto favorevole e difende l’operato della maggioranza, respingendo le accuse di tardività e definendo l’ICEE uno strumento fondato su equità, trasparenza e sostenibilità, pur riconoscendo che “ora va fatto camminare” e migliorato nel tempo.

Guerrino Zanotti per Libera rivendica con convinzione il valore politico della legge come passo concreto verso la giustizia sociale, critica l’atteggiamento delle opposizioni ricordando che in passato “la ricerca della perfezione” ha prodotto immobilismo e insiste sull’urgenza di costituire il comitato di monitoraggio per completare rapidamente l’iter.

Emanuele Santi per Rete motiva l’astensione come atto di responsabilità e apertura di credito, riconoscendo i miglioramenti apportati anche grazie agli emendamenti dell’opposizione ma denunciando un “punto di caduta” che evita il nodo centrale dei patrimoni intestati a società o trust, avvertendo che l’equità reale si giocherà tutta nei decreti, dove “casca l’asino”.

Maria Katia Savoretti per RF conferma l’astensione ribadendo le criticità di una legge ritenuta incompleta e troppo dipendente da decreti e regolamenti, ma riconosce lo sforzo della maggioranza e valorizza l’osservatorio come strumento essenziale di controllo per evitare abusi e garantire che l’ICEE non diventi uno strumento di sperequazione bensì di intervento mirato a favore di chi ha davvero bisogno. 

In seguito i lavori proseguono con il comma 5, che prevede l’esame della relazione del Segretario di Stato per gli Affari Interni circa le azioni necessarie a gestire le nuove disposizioni derivanti dall’Accordo di Associazione all’UE. Si apre un dibattito sul tema dell’Europa ma anche su questioni legate a informazione e disinformazione.

Netta la presa di posizione del Segretario di Stato per gli Esteri, Luca Beccari. Beccari colloca con chiarezza il Paese in una fase che definisce conclusiva rispetto all’entrata in vigore dell’accordo, spiegando che San Marino è ormai “pienamente nel vivo” del percorso finale di approvazione da parte delle istituzioni europee. Ribadisce che non vi sono più questioni negoziali aperte e che esiste una volontà comune delle parti di andare avanti. Il Segretario insiste sul fatto che questo percorso è stato fortemente voluto da San Marino e non imposto dall’Europa. Definisce “assurdo” il tentativo di collegare l’Accordo a vicende estranee, come il decreto sull’accoglienza dei palestinesi. Critica l’atteggiamento di alcune media che trattano il tema dell’Accordo “con la delegittimazione, con la presa in giro, con lo scherno, con il tentativo di agganciare a questa vicenda altre vicende”. “Vi prego, fermiamo chi continua a portare avanti la disinformazione in questo Paese. Questo è un momento fragile, ma è fragile non Luca Beccari, non la Democrazia Cristiana, non la maggioranza. È fragile il Paese” conclude Beccari.

Il Segretario di Stato per gli Interni Andrea Belluzzi sottolinea come il lavoro sull’Accordo non riguardi solo il negoziato ma soprattutto la sua applicazione concreta. Belluzzi denuncia con nettezza l’esistenza di “tentativi di sabotaggio” esterni all’Aula, richiamando dinamiche già viste in passato. Belluzzi insiste in particolare sul tema della formazione, definita non un costo ma un investimento strategico, ricordando l’avvio di programmi formativi rivolti non solo ai dirigenti ma anche ai profili amministrativi e contabili chiamati a dare attuazione all’Accordo.

Gerardo Giovagnoli per il PSD osserva che anche a San Marino vengono ripetute affermazioni palesemente false, come il rischio di “invasioni” o l’obbligo di recepire l’intero corpus normativo europeo. Denuncia l’esistenza di interessi legati al vecchio modello del Paese, fondato su presunte scorciatoie e nicchie non più sostenibili. In questo senso, l’Accordo viene descritto come uno strumento che favorisce apertura, confronto e apprendimento da altri modelli amministrativi, superando la logica del “abbiamo sempre fatto così”, che ha contribuito al ritardo del Paese.

Nicola Renzi per Repubblica Futura ribadisce con forza il proprio sostegno e di lunga data al percorso europeo, riconoscendo che l’Accordo ha “radici lontane” . Pur confermando il sostegno di RF, Renzi segnala che nell’ultima fase del confronto “qualcosa non ha funzionato”, denunciando una mancanza di reale volontà di confronto che spiega la distanza della sua forza politica dall’ordine del giorno proposto. Renzi richiama poi alcuni nodi politici rilevanti, a cominciare dal “clarifying addendum” sul sistema bancario e finanziario. Conclude con una critica durissima alla disinformazione, parlando di “ipocrisia” e di una “vergogna” nel non prendere le distanze da certi ambienti informativi.

Il Segretario di Stato Matteo Ciacci esprime un sostegno pieno e politico al Governo, alla maggioranza e al Segretario Beccari, sottolineando come dal confronto emerga un dato chiaro e rilevante: una maggioranza “assolutamente compatta” sull’Accordo. Rivolgendosi anche a chi contesta l’Accordo, pone una domanda diretta: “Ma qual è l’alternativa?”, escludendo esplicitamente il ritorno alla “San Marino da bere degli anni Novanta”. Sul piano dell’informazione, richiama la legge che introduce la trasparenza sui finanziamenti, affermando che “l’informazione deve essere libera e devono essere trasparenti le modalità con cui viene finanziata”.

Giovanni Zonzini per Rete condivide la denuncia contro chi “avvelena i pozzi” e strumentalizza l’Unione Europea, ma ribalta l’accusa sostenendo che il problema non sia nell’opposizione bensì “alle spalle” del Segretario Beccari, chiedendo apertamente chi finanzi i media che portano avanti campagne anti-UE. Zonzini richiama con forza il tema della trasparenza, affermando che parlare di finanziamenti ai giornali “fa sorridere” se poi non si applica la legge vigente. 

20260121 – Consiglio Grande e Generale – Report mercoledi 21 gennaio mattina (1)