San Marino. CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, gli interventi della giornata di ieri (mattina e pomeriggio)

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CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 13- 20 FEBBRAIO

-MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO- seduta del mattino

All’indomani di una seduta notturna un po’ troppo animata, tanto da richiedere l’interruzione dei lavori da parte della Reggenza, in mattinata riprende il dibattito al comma 5, sui temi della Giustizia, dalle Repliche. Il primo a prendere la parola è il capogruppo di Ssd, Giuseppe Maria Morganti, che prosegue il suo intervento, interrotto in seduta notturna, in cui giustifica l’emendamento relativo alle funzioni del dirigente del tribunale presentato come “un intervento interpretativo che va a sanare un vuoto legislativo lasciato nel 2011, in quanto non si prevedeva l’utilizzo di questa figura terza nella gestione del tribunale”. Quindi è la volta del Segretario di Stato con delega alla Giustizia, Nicola Renzi,che stigmatizza gli interventi di alcuni consiglieri dell’opposizione in seduta notturna in cui hanno auspicato il commissariamento del tribunale: “Quando iniziamo a dire queste cose- manda a dire- siamo davanti al cortocircuito istituzionale”. 

Il dibattito prosegue con le richieste ripetute, da parte dei consiglieri di opposizione, di ritirare il progetto di legge della maggioranza, con tanto di emendamenti, a fronte della disponibilità a garantire i voti necessari alla sostituzione dei membri  di Adesso.sm in Commissione Affari di Giustizia, aprendo anche a riprendere il nodo normativo del dirigente del tribunale attraverso un nuovo progetto di legge condiviso. “Non fate una prova di forza- auspica Francesco Mussoni, Pdcs- nominiamo i membri della commissione e prendiamo giusto il tempo per fare approfondimenti e per creare le condizioni di dialogo che il tribunale necessita”. E ancora: “Nel dibattiro di ieri sera avevo colto qualche spiraglio- prosegue- oggi il Sds Renzi sembra chiudere ogni dialogo, mi farebbe piacere questa valutazione si potesse riaprire”. Replica Roberto Giorgetti, Rf: “Noi come maggioranza ci siamo detti disponibili a ragionare, purché non si ripetano nuove forzature- manda a dire- Siamo disposti a ritirare parte delle legge su questo aspetto, ma da nessuno ho sentito riconoscere che c’è stata da parte dell’opposizione una forzatura istituzionale impropria da non riproprorre”.

Le repliche proseguiranno nella seduta del pomeriggio per poi procedere alle sostituzione dei membri di maggioranza in Commissione Affari di Giustizia e all’esame del Progetto di legge di Ssd-Rf-C10.

 

Di seguito un estratto degli interventi della mattina.

Comma 5

Sostituzione di S.E. Luca Santolini in seno alla Commissione Consiliare per gli Affari di 

Giustizia per il semestre 1° ottobre 2018 – 1° aprile 2019 

  1. b) Nomina di un membro nella Commissione Consiliare per gli Affari di Giustizia in 

sostituzione del Consigliere Eva Guidi, nominato Segretario di Stato 

  1. c) Progetto di Legge Qualificata “Modifica dell’art.8 della Legge Qualificata 30 ottobre 

2003 n.145” (presentato dai Gruppi Consiliari di Maggioranza) (II lettura) 

Repliche

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Mi limito a concludere il mio intervento iniziato ieri sera, entrando nel merito di una questione fondamentale, sostengo che l’intervento proposto è un intervento interpretativo che va a sanare un vuoto legislativo lasciato nel 2011, in quanto non si prevedeva l’utilizzo di questa figura terza nella gestione del tribunale. Essendo un istituto del tutto nuovo nel nostro ordinamento, c’è necessità di metterlo a regime ed esplicitare le funzioni del dirigente all’interno di categorie precise. Ecco perché interviene questo principio che esplicita le funzioni per fare chiareza, per dire esattamente quali sono le funzioni che possono essere esercitare, scrivendole sulla carta, e quelle che non possono essere esercitate. La legge del 2011 è chiara: le funzioni del dirigente si possono sovrapporre in molti casi a quelle del magistrato dirigente, escluse le funzioni giurisdizionali, questo dice la legge. E dobbiamo attenerci a questo principio. Possiamo diminuire il livello dell’attenzione su questo ragionamento? Mi auguro di sì. D’atra parte il dirigente, è bene scriverlo, esplica in maniera esatta quelle che sono le funzioni che sono esattamente sovrapposte tra quelle del dirigente e magistrato dirigente. I compiti del dirigente sono quelli di organizzazione, il compito del magistrato dirigente è pure quello dell’organizzazione dei lavori del tribunale: le funzioni si sovrappongono e vengono esplicitate. La seconda attribuzione  è quella della distribuzione del lavoro giudiziario: nel dirigente viene esplicitata come ripartizione del lavoro giudiziario, nel caso del magistrato dirigente come distribuzione del lavoro giudiziario, non vi è differenza sostanziale nelle due dizioni. E questa cosa è stata detta non oggi, ma nel 2011. 

L’intervento che si propone nasce all’interno di una complessa discussione fatta nel Consiglio giudiziario plenario in cui si è valutato tutti insieme che una interpretazione del Consiglio giudiziario stesso non fosse sufficiente a dirimere necessità oggettive di operatività del tribunale. Qui richiamo alla responsabilità: possiamo permetterci, come Stato, che un organo così importante come la magistratura non funzioni? E’ un provvedimento che non modifica l’ordinamento, ma lo chiarisce.

Sds Nicola Renzi

Ieri sera ho sentito parlare di un tribunale che va commissariato e di magistrati che con loro condotta potrebbero colpire questa o quell’altra forza politica: oggi abbiamo compiuto un passo che speravo sinceramente non venisse mai compiuto, perché quando iniziamo a dire queste cose siamo davanti al cortocircuito istituzionale.
Io sono stato oggetto in Aula di due odg che chiedevano la mia censura e di una mozione di sfiducia che chiedeva il mio allontamento dalla delega alla Giustizia non solo per non aver detto cose del genere, ma per non aver preso le distanze immediatamente- cosa che poi ho fatto in una conferenza stampa ad hoc- nei confronti dell’ex Sds Celli che aveva detto cose molto meno gravi di queste. Quando in Aula siamo arrivati a dire che serve un commissariamento del tribunale, diventa superfluo ragionare sul fatto che questa legge faccia qualcosa di più o di meno rispetto alla semplice interpretazione che la legge già prevede. 

Teodoro Lonferninini, Pdcs

Sono dispiaciuto che ieri sera abbiamo dovuto negare il diritto di parola al consigliere Morganti, era la terza volta nel dibattito che sarebbe intervenuto, dite voi se siamo in una situazione normale… Ma non lo siamo. 

Questi sarebbero dibattiti importanti ma vanno fatti nella correttezza della forma istituzionale prevista, cosa che non sta avvenendo. La legge presentata a novembre fa riferimento al poter procedere alla nomina della Commissione consiliare di Giustizia, qui stiamo parlando delle questioni del tribunali e di quelle che riguardano il nuovo dirigente. Attraverso gli emendamenti state attribuendo un altro dibattito. Per avere piene facoltà di dirigente del tribunale, oltre la comprovata fama- e il prof. Guzzeta certamente ce l’ha- deve avere anche una comprovata esperienza di 5 anni in strutture similari al tribunale. E la persona nominata non ce l’ha.

Ieri sera avete dovuto interrompere all’1,30 di fretta e furia il dibattito perché lo stesso Morganti, intervenuto 4 volte, stava dicendo qualcosa che non conveniva con voi. Evidentemente Morganti diceva qualcosa che non era in linea. La confusione ce l’avete voi. 

Iro Beluzzi, Psd

All’interno dell’Aula sono state espresse parole forti da consiglieri che conosciamo per pacatezza e dirittura morale, mi rifaccio al compagno di partito Capicchioni, che aveva lanciato il commissariamento del tribunale. Il Segretario Renzi deve comprendere che, se questa percezione si va diffondendo, è frutto probabilmente della sua strategia di gettare nel caos il tribunale, di creare uno scontro mai creato sulla giustizia. Scontro che nasce nel momento in cui si è creata o si è aperto un procedimento perché sembrava ci fossero commistioni tra politica, Banca centrale e mondo economico, da lì si è generato artatamente uno scontro sullo giustizia. 

Francesco Mussoni, Pdcs

Rispetto al problema delle nomine dei membri della Commissione giustizia, mi pare sia emerso con chiarezza che l’opposizione, anche ammettendo di aver enfatizzato politicamente questo aspetto- lo dico a titolo personale-sosterrebbe la nomina dei membri di maggioranza.  A questo punto quindi perché continuare sull’approvazione di un Pdl qualificato in materia di giustizia, non condiviso con le opposizioni. E qui c’è anche un problema di democrazia, poiché certe proposte di legge devono avere una gestazione dialettica con l’opposizione e, facendo finta di niente, state riproponendo quanto fatto in altri settori dove lo scontro, l’assenza di dialogo e di approfondimento ha generato una conflittualità dannosa. Non è mai successo nel paese che una legge qualificata fosse presentata all’Aula un’ora prima dell’inizio del comma, non nota alle opposizioni e forse anche a gran parte dei consiglieri di maggioranza. Su questo aspetto bisogna fare un passo di maturità politica e istituzionale. Non fate una prova di forza, nominiamo i membri della commissione e prendiamo giusto il tempo per fare approfondimenti e per creare le condizioni di dialogo che il tribunale necessita. Nel dibatti di ieri sera avevo colto qualche spiraglio, oggi il Sds Renzi sembra chiudere ogni dialogo, mi farebbe piacere questa valutazione si potesse riaprire.  

Federico Pedini Amati, Mdsi

Il Sds Giustizia si permette di dare metri di giudizio. Proprio lei che ha detto ‘sto dalla parte della maggioranza dei giudici’ si scandalizza che ci diciamo preoccupati per la giustizia, dove lei ha provocato un disastro. Lei si è guardato bene dal parlare di Guzzetta, le ripropongo la domanda: è incompatibile ad oggi al ruolo di dirigente di tribunale? Lei è il garante delle leggi, c’è una legge che va rispettata o cambiata. Lei è Segretario all’ingiustizia. In replica non ha profferito parola su Guzzatte. Poi Morganti che ieri ha detto delle castronerie, io c’ero con lei nel partito quando faceva battaglie sulla Centrale del latte, e adesso abbiamo un incompatible a dirigere il tirbunale.

Gian Carlo Venturini, Pdcs

Richiamo anche io Morganti al senso di responsabilità. Lei è uomo di esperienza e dice che si continua a fomentare il conflitto, ma è questa maggioranza che lo fa. Con l’emendamento presentato all’ultimo momento addirittura prevedete la figura del dirigente supplente, figura che non è prevista nella legge costituzionale che definisce le figure del sistema giudiziario. La legge del 2011, collega Morganti, prevede la nomina di un dirigente anche fuori dalla magistratura ma con funzioni precise di organizzazione. Non ci è mai passato per la testa di modificare una legge per correggere una nomina fatta erroneamente. La mancata nomina dei commissari con la maggioranza dei 2/3: non è un novità, con la Reggenza Rattini per sei mesi non si è riusciti a sostituire il reggente, così come Edda Ceccoli non si è riuscita a sostituirla con il consigliere Tamagnini, ma mai ci siamo permessi di cambiare la legge. La Commissione Giustizia non è come tutte le altre, fa parte dell’ordinamento giudiziario e certi accorgimenti scritti dalle norme dai nostri precedessori avevano fondamento preciso. Chi ha scritto quell’emendamento lo sa bene, ma non è dentro il Consiglio e credo abbia ben altri obiettivi. Lancio l’appello al senso di responsabilità, fermate questo atto.

Davide Forcellini, Rete

E’ in atto un sovvertimento dello stato di diritto e la giustizia viene violentata da questa maggioranza e da questo governo. Quello che ho visto ieri sera in Aula conferma i miei dubbi e le mie perpessità su una maggioranza che sta portando avanti da due anni una pseudopolitica. Sono state fatte nomine sbagliate e oggi si vuole far passarre legittimo che volete cambiare la legge per una nomina fatta. Violentate la democrazia per poter perpretrare questa nomina. Mi chiedo perché? Perchè evidentemente questa persona dirà e farà quello che volete voi. Serve uno stop. 

Alessandro Mancini, Ps

Pensavo ci fosse un’assunzione di responsabilità e una presa di coscienza da parte del Sds alla Giustizia per come è stato gestito questo comma. Questo non è avvenuto, lei Segretario Renzi in replica non ha risposto a nulla di quanto chiesto ieri sera e non è entrato nel merito del perché si è arrivati alla nomina di Guzzetta e del perché si era consapevoli che Guzzetta non poteva esercitare le funzioni di magistrato dirigente perchè non era magistrato..erano le risposte che doveva dare. Ma lei non ha solo la delega alla Giustizia e Affari esteri, ma anche la delega al silenzio con cui cerca sempre di bypassare ostacoli e interpretare le norme. Esercita la delega al silenzio sulla sua persona e nei confronti di altri. Questa notte è stato evidente a tutti come l’intervento del collegao Morganti, il primo tempo, fosse tutto un altro film, era evidente che a lei non andava bene quello che Morganti ieri sera stava dicendo. Lei con il silenzio pensa di aggiustare tutto, invece ha amplificato tutto, lei è responsabile della divisione in Aula e nel tribunale. Non a caso le abbiamo fatto una mozione di sfiducia su queste cose, sul suo comportamento in merito alla selezione del nuovo dirigente del tribunale, per cui si era preso una delega che nessuno le aveva dato per andare a bussare alla porta di Guzzetta insieme al presidente della Commissione  Giustizia, ben consapevoli che non poteva fare il magistrato dirigente. Lei lo sapeva e ora fate il blitz. 

Elena Tonnini, Rete    

Morganti è di Ssd, ma continua a sostenere la causa di Ap, e a volte si contraddice come ieri sera. Nel tentativo di minimizzareil il blitz degli emendamenti che alterano il sistema giudiziario, ha affermato che quasi quegli emendmenti sarebbe anche inutile presentarli perché cambiano poco o nulla. Peccato che oggi la norma non è chiara. Se cambia nulla, evidentemente con gli emendamenti la norma continua non essere chiara. E allora a cosa servono questi emendamenti? Io capisco che le reali motivazioni per cui si sta cercando di minimizzare queste modifiche, in realtà gravi e pericolose per la giustizia, non potete venire in quest’aula a dirle, non potete dirle al microfono. 

Questo modo di ragionare, proprio quella operatività senza  regole, senza il rispetto delle regole, ha creato dei mostri su cui il tribunale sta lavorando e forse oggi si va a intervenire proprio perché vi è scomodo che il tribunale lavori sui mostri che state creando e allora oggi diciamo è vero che si sta creando un cortocircuito istituzionale.  E’ assolutamente vero, ma questo è causato 

dalle vostre forzature, dalle vostre manipolazioni, dalle illegalità che state continuando a perpetrare. Renzi svia il discorso per evitare di affrontare i temi nel merito, non ha il coraggio di dare risposte all’aula, figuriamoci se le darà ai consiglieri di maggioranza su cui si vogliono diliure le responsabilità di governo. 

Marco Gatti, Pdcs

Tutti i consiglieri di maggioranza oggi sono chiamati nel rispetto del giuramento fatto in Aula,  di rispondere agli interessi superiori dello Stato, a valutare attentamente quello che si sta proponendo. Con l’emendamento cambia il titolo di quello che è stato presentato in prima lettura. Oggi si vuole procedere a votare una legge qualificata senza una relazione che spieghi la finalità degli interventi. Prima la legge era chiara, il dirigente può svolgere solo funzioni amministrative, oggi dite che essere magisrato dirigente o dirigente è la stessa cosa. Questo comporta che attribuite tali funzioni con legge qualificata, saltando quello che prevede l’ordinamento istituzionale e bypassando gli organi dell’ordinamento giudiziario. Ritirate gli emendamenti. 

Giovanna Cecchetti, Gruppo Misto

L’Aula prima era chiamata alla sostituzione del Reggente Santolini e del Segretario Guidi, poi a discutere del pdl che modificava l’articolo 8 della legge sulla composizione della commissione di Giustizia, poi all’ultimo sono stati presentati emendamenti che vanno a modificare l’aritcolo 6 el regolamento giudiziario sulla figura del magistrato dirigente del tribunale. Emendamenti portati con leggerezza, mentre un nuovo progetto di legge qualificata e dovrebbe seguire il suo iter. Per questo chiedo siano ritirati i nuovi emendamenti che non c’entrano niente con la modifica dell’articolo 8. Già di per sé la modifica dell’articolo 8 è un atto leggero, con cui si vogliono coprire i propri scopi.   Qui si sta giocando con i poteri dello Stato e i loro equilibri. 

Oscar Mina, Pdcs
Dopo il dibattito di ieri sera, non è cambiato nulla, le dichiarazioni di Sds Renzi sono molto gravi, rispetto la delega che ha, dovrebbe prendere coscienza della situazione che si sta sempre più aggravando e del perpetuarsi di questo clima sulla giustizia che non ci porta da nessuna parte. La strada che avete scelto per superare l’impasse, per superare la mancanza di nomine che mettono a rischio l’ordinamento giudiziario, potrebbe diventare la prassi per voi. Il dialogo si cerca nel rispetto delle regole, unica strada percorribile per ritrovare il dialogo è ritirare questo Pdl. 

Enrico Carattoni, Ssd

Rispetto le contestazioni fatte da Lonfernini in replica, quando sosteneva che  l’attuale dirigente non avesse i titoli perché mai stato in organismi giudiziari di altri paesi: al contrario, è stato vicepresidente della Giustizia amministrativa in Italia, è stato all’interno di un organo collegiale che aveva grosso modo le stesse qualifiche e competenze che deve avere il dirigente del nostro tribunale. 

Noto poi come la dialettica si stia spostando su due fronti: nel merito avete sbagliato a presentare emendamenti che sono un blitz, e c’è chi dice che così facende vogliamo fermare le indagini in corso nel tribunale, come il consigliere Tonnini. Lo smentisco in maniera categorica.  

Stefano Canti, Pdcs

Un’ammissione di responsabilità avrebbe dato la possibilità di aprire, nei confronti del Sds Stato e della maggioranza. Ma in fase di replica ascoltiamo interventi in cui si ribadisce la differenza di visioni sulla materia. Non è questo l’approccio. Siete voi colleghi di maggioranza ad avere il timone, siete voi che dovete portare la barca, se volete che i consiglieri di opposizione siedano al tavolo, dovete dare un segnale. Faccio una proposta alla maggioranza: chiedo di ritirare il progetto di legge, d’altra parte l’opposizione ha già garantito i numeri per nominare i rappresentanti della maggioranza in commissione Giustizia, sede delle proposte di modifica sulla giustizia e che voi invece avete presentato come forzatura. Questo Pdl può essere portato in Commissione Giustizia per tenere un confronto che porti a un progetto condiviso. Non vi sembra una proposta seria? Sta a voi ammettere che state portando avanti l’ennesima forzatura.  

Roberto Giorgetti, Rf

Dopo 5 mesi e 4 votazioni, alla vigilia di un Pdl che avrebbe superato il meccanismo dei 39 voti, l’opposizione ha detto di essere disponibile alle nomine. Se veramente la preoccupazione era di evitare forzature istituzionali improprie, forse si sarebbe dovuti arrivare prima. Ma lasciamo stare. Noi come maggioranza ci siamo detti disponibili a ragionare, purché non si ripetano nuove forzature. Siamo disposti a ritirare parte delle legge su questo aspetto, ma da nessuno ho sentito riconoscere che c’è stata da parte dell’opposizione una forzatura istituzionale impropria da non riproprorre.

Sulla nomina per la sostituzione di Rattini cadde il governo, per Edda Ceccoli c’erano altre motivazioni, non ci sono precedenti a quanto successo in questi mesi in Commsisione Giustizia. 

E’ stata definita una ‘legge pericolosa’, assolutamente no, non fa altro che raccordare quanto già previsto dalla legge qualificata del 2011, unica novità è l’istituzione del sostituto. Pedini ha detto che andiamo a sanare incompatilità: non cambia una virgola sulle incompatibilità. Gli emendamenti sono presentati in modo assolutamente legittimo. Si potevano prendere altre strade, certo, ma mi sembra che le forzature anche da parte dell’opposizione si susseguano. Questi emendamenti non introducono novità, si chiariscono una serie di aspetti che erano già evidenti, serve per fare in modo che il dirigente del tribunale possa fare il dirigente senza allargarsi a funzioni improprie. Non si capisce come con questo Pdl si possano bloccare indagini, finiamo di alimentare tesi complottistiche. 

Roberto Ciavatta, Rete

La giustizia è immediatamente compromessa quando la politica cambia le leggi per coprire infrazioni già commesse. Non è vero che questa è solo una interpretazione, è falso dire che gli emendamenti sono figli di una discussione del Consglio giudiziario plenario, dove qualcuno- non la maggioranza- ha cercato di tutelare dall’imbarazzo e dalle conseguenze proprio la Reggenza, perchè l’Odg avrebbe decretato l’invalidità di quella convocazione. 

Ora si fa la legge, ma non può essere retroattiva e ci troviamo ancora nelle forzature di sempre. 

Ci dicono: avete paura di fare i nomi? Certo che abbiamo paura, con quello che è stato fatto sulla giustizia in questi due anni, noi abbiamo solo un tribunale dove andare, e la condivisione doveva esserci anche per questo.

La sfiducia che oggi si ingenera: dove si deve parlare degli organi dello Stato? E’ nostro dovere farlo. Ancor più che oggi alla cittadinanza dobbiamo dire che le leggi le cambiamo perché abbiamo agito fuori dalla legge. Ancora non avete risposto su come mai, nonostante la legge vieti il riconoscimento di indennità, il congresso invece lo ha riconosciuto. Forse c’è una ragione perché c’è solo un Segretario oggi qua, ci sono gruppi consiliari di maggioranza che non hanno parlato,  è un segnale. 

Marianna Bucci, Rete

Giorgetti si preoccupa di dire che è stato fatto tutto secondo il regolamento, ma non so se ve ne siete accorti, nella storia di questo paese tutte le porcherie sono state fatte a norma di legge. Le leggi vengono usate per modellare il Paese sulla volontà di Alleanza popolare. A me non fa paura lo psicopatico che va in giro nel paese a dire che è Napoleone, a me spaventa chi gli dice ‘sì sei tu l’imperatore’ e finge di non accorgersi che stanno saltando tutti i presidi democratici. Neanche si parla di Guzzetta, della delibera che contiene un reato che si tenta di sanare con emendamento. Imbarazzante l’intervento di Renzi. 

Jader Tosi, C10

Ieri sera ho assistito a un teaatro irreale, dove numerosi erano gli spettatori in tribuna. Oggi mi ritrovo in Aula del Consiglio, i toni sono cambiati. Si seguono gli appelli: staccate la spina. Al netto di errori, questa maggioranza ha intrapreso la strada per far emergere la vera situazione del paese, che piaccia o no. Io non ho giudici e giudici, ma ho un tribunale. Ma devo ragionare davvero come fa l’opposizione sullo scegliere chi deve giudicare? Credo ci siano le leggi e una magistatura che faccia il suo lavoro e noi dobbiamo dare elementi per superare l’impasse creato da chi se li vuole scegliere i giudici. Credo si possa uscire da questo impasse e che la giustizia sia giusta per tutti e non come è stato in passato.

Denise Bronzetti, Ps

Ancora una volta vengono portate in Aula incongruenze, inesattezze e probabilemente bugie rispetto alla dinamica dei fatti. Morganti nella ricostruzione dei fatti è sempre il più scorretto, lei sa benissimo che i consiglieri di opposizione in commissione Giustizia hanno chiaramente detto che non era necessaria ed eravamo contrari ad ogni modifica della legge n.2 del 2011. Abbiamo detto di non procedere ancora una volta con forzature e interpretazioni, se voi ritenete che qualcosa in quella legge dovesse essere modificata, era corretto farlo con una modifica di legge e non con interpretazioni. Farci dire a noi che eravamo d’accordo per la modifica di legge è estremamente scorretto. Da un lato dite che la legge era chiara, ma che necessità avevate allora di volerla modificare? E quella che ci fornite oggi, con gli emendamenti, non è una interpretazione, ma una modifica importante. E mi appello alla Reggenza che non può più permettere certe forzature, dal punto di vista procedurale e anche le incongruenze con cui si sanano dei reati con la legge. Segretario Renzi, lei è solo in quest’Aula contro tutti, probabilemnte anche contro qualcuno della sua maggioranza. 

Mimma Zavoli, C10

Parlo da chi fa parte del Consiglio giudiziario plenario, nell’ultimo intervento viene fatta una falsa rappresentazione di come si sono svolti i fatti. Io rispetto anche il vincolo di segretezza delle riunioni del Consiglio giudiziario plenario, ma per delineare una sorta di pressione nei confronti dei colleghi che non possono e non sanno, pressione volta a generare condizioni di grande instabilità. Per far sentire chi non conosce i termini della questione dall’inizio -perchè così si è voluto- si utilizzano informazioni che non corrispondono alla realtà dei fatti, perché qualcuno ha detto cose molto diverse rispetto alla modifica di legge. Io in quei consessi ci sono, e sentire cose non andate così, è inaccettabile. Fare passare che stiamo forzando e modificandi una norma in modo alterato è un concetto fuorviante. 

 

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs

La minoranza ha sempre garantito le successioni della maggioranza in commissione Giustizia, quando è arrivato il momento di rottura? Quando si sono venute a manifestare difficoltà e diversità di vedute sulla giustizia. Noi crediamo questo Pdl vada ritirato, si eliminano guarantigie dell’opposizione nell’incedere sulla composizione di questo organo dell’ordiamento giudiziario, ma non solo, si interviene sulla nomina del magistrato dirigente e su questioni che devono avere il loro iter di formazione normativa. Noi abbiamo sempre detto ‘se dovete fare modifiche normative, fatele secondo l’iter previsto’, diversamente questa sarà la ‘legge guzzetta’, perché va a sanare una situaziione specifica addosso a una persona. E non è accettabile. 

Grazia Zafferani, Rete

Il mio intervento di ieri sera, nel passaggio in cui in modo provocatorio si diceva di commissariare o azzerare il tribunale, era motivato dal fatto che non è più accettabile sentire fuori dai microfoni, nel paese a anche da Segretari di Stato elevare a eroi certi magistrati e distruggerne altri. Nella sua lista nera poi il Sds mette sempre i consiglieri di Rete, non di altri gruppi, perché bisogna isolare Rete. Il messaggio di elevare un giudice a errore e uno a quello di corrotto è il messaggio che viene alla luce da questo ocnflitto politico. E’ palese. E non ci possiamo più prendere in giro. Non ho mai elevato nessun giudice a eroe, perché un giudice non è un giocatore di calcio, ma un uomo di legge. Ma vi rendete conto dela gravità del percorso intrapreso?  Chiedo ancora al Sds Renzi: Guzzetta è incompatibile o no? Questa è legge diversa da quella presentata in prima lettura, si o no’? E’ una legge fatta su misura sì o no? Domande fatte ieri a cui non è ancora arrivata ripsosta. 

Pasquale Valentini, Pdcs

Ognuno di noi dovrebbe rispondere a questa domande: stiamo facendo un passo avanti rispetto all’impasse o vogliamo che la situazione resti com’è?  Dobbiamo fare qualcosa per fare un passo avanti, le forzature non fanno altro che dire che si vuole restare così. Il comma: dobbiamo parlare della sostituzione che la maggioranza dei 2/3 non ha garantito. Ora l’opposizione ha detto prima del Consiglio di auto-limitarsi rispetto una forzatura che sa di aver fatto, non assecondando quella nomina, ma quella forzatura era un tentativo che oggi l’opposizione se lo autolimita per di superare l’impasse, perché si rischia una danno irreversibile. A quel punto cade la ragione del punto c). Ora bisogna che facciamo i conti con la responsabilità di chi introduce un’altra finalità al comma. Un’altra finalità che non ci sta perché esige altri percorsi e altre condizioni. Dite quello che volete ma non ci sta. La legge è chiara: dice che il tribunale ha bisogno di un magistrato dirigente e quando vi fosse difficoltà ad averlo, si può fare un dirigente. Ora il compito che avremmo tutti è se il modo in cui è stato fatto quel dirigente ha rispettato le norme e cosa si può fare oggi perché altre forzature non compromettano il funzionamento della giustizia. Il passo in avanti non ha ambiguità: votazione dei commissari e ritiro del pdl. Diversamente altri si assumeranno le loro responsablità.

Alessandro Cardelli, Pdcs 

Si va avanti a forzature: nel prossimo Consiglio, previsto lunedì e martedì, si avrà un’altra seduta in cui è stato inserito un ulteriore comma che va a riguardare una serie di nomine per il completamento dell’ordinamento giudiziario. Senza che nessuno ne abbia parlato. Mi rivolgo al presidente della Commissione giustizia, Mimma Zavoli, che dice di aver rispettato il regolamento con la presentazione degli emendamenti all’ultimo minuto. Ma qua bisogna fare ragionamenti di opportunità politica.   

Vi sembra normale che ieri sera oltre 100 persone fossero in tribuna per protestare? Credo bisognerà fermarsi, le modifiche vanno bene se migliorative, ma su questi temi bisogna confrontarsi. Una proposta seria è dire ‘sospendiamo l’adozione del pdl e ragioniamoci nel Consiglio di marzo’. Le forzature portano a questi risultati: nomima del nuovo dirigente sbagliata e una legge per porvi rimedio. Noi siamo disponibili a darvi due terzi dei voti per le nomine, sospendete il progetto di legge. Un appello alla responsabilità serve, se necessario sospendiamo anche i lavori. 

Pierluigi Zanotti, Rf

Si evita accuratamente di parlare di logica e buonsenso, non è che se si alza la voce la verità è più vera. A mio parere, ma anche del Consiglio giudiziario plenario, la norma era chiaramente interpretabile nella direzione intrapresa. 

Piuttosto perchè non si è voluto affrontare apertamente i verbali commissione giustizia? La Commissione, che non fa parte dell’ordinamento giudiziario, è invece emanazione del Consiglio grande e generale. La norma non si esaurisce nella lettera, ogni applicazione di una legge passa necessariamente per una sua interpretazione, altrimenti a cosa servono i magistrati? 

Celli ha sbagliato a fare certe dichiarazioni in Commissione Finanze, ma qui si può dire che è interesse bloccare certe indagini e che quindi alcuni magistrati sono burattini della maggiroanza? 

Mariella Mularoni, Pdcs

Continuate a sostenere un emendamento con cui volete sanare la nomina sbagliata del prof. Guzzetta. Vi ricorderete la lettera di  Fuzzetta con cui dava disponibilità e ricoprire l’incarico, dopo esser stato contattato dal Sds Giustizia e dal presidente della Commisisone giustizia, senza mandato. Allora avete commesso una forzaura, e oggi ne fate un’altra, dando compiti a figure non togate, creando figure non previste, e ora di fronte agli errori, volete cambiare la legge. Questa è garanzia di legittimità? Vi state arrampicando sugli specchi. Smettete di dichiarare che stiamo bloccando la magistratura. Ritirate questo Pld, fate un atto di responsabiltà. Appello alle Reggenze: sospendete il comma per dare la possibilità di confronto a maggioranza e opposizione.

Margherita Amici, Rf

Se nel 2011 è stata introdotta la possibiltà di nominare un dirigente non togato, il legislatore dell’epoca come pensava di far gestire un tribunale senza di fatto un dirigente operativo? Desidero saperlo da chi continua ad affermare che, in base alla legge qualificatan. 2 del 2011, il dirigente non togato non potesse fare nulla.  Una rappresentazione di un tribunale di questo tipo, previsto per legge, non vi fa sorgere il dubbio della certezza del diritto? 

I temi dell’incompatibilità: qui non si parla di incompatibilità, gli articoli non sono minimamente toccati. Il consigliere Tonnini addita già la persona che ricoprirà il ruolo di sostituto, ma Ciavatta dice che hanno paura di fare i nomi. 

Repubblica di San Marino, 20 Febbraio 2019

CONSIGLIO GRANDE E GENERALE, SESSIONE 13- 20 FEBBRAIO

-MERCOLEDI’ 20 FEBBRAIO- seduta del  pomeriggio

+++Matteo Ciacci e Michele Muratori sono nominati in Commissione Affari di Giustizia, in sostituzione del Capitano Reggente Luca Santolini e del Sds Eva Guidi, entrambi con 53 voti a favore e 1 astenuto+++

Concluse le repliche, il dibattito al comma 5, sui temi della Giustizia, entra nel vivo delle votazioni: l’opposizione, come aveva anticipato nel dibattito, questa volta concorre al raggiungimento del quorum per consentire la sostituzione dei membri di maggioranza in Commissione Affari di Giustizia. Matteo Ciacci, C10, e Michele Muratori, Ssd, ottengono ben 53 voti e subentrano nella Commissione rispettivamente al posto di S.E. Luca Santoni e del Segretario di Stato Eva Guidi. 

I lavori si concentrano poi al punto c) del comma 5, l’esame del progetto di legge qualificata “Modifica dell’articolo 8 della legge Qualificata 30 ottobre 2003 n.145”, presentato dai gruppi di maggioranza. Viene dapprima respinta la Mozione d’ordine dell’opposizione per non il non passaggio degli emendamenti, 31 i voti contrari e 20 a favore.  “Ci siamo detti disponibili a garantire la maggioranza qualificata- spiega Alessandro Cardelli, Pdcs, nell’illustrare la mozione- nonostante ciò, la maggioranza ha deciso di andare avanti, ma non solo. Ha aggiunto due emendamenti al Pdl che riteniamo contrari alla nostra dichiarazione dei diritti”. Di qui la richiesta di ritiro del Pdl e degli emendamenti che “sono una forzatura troppo grande”.  

Respinta la mozione, si procede all’esame del provvedimento: il presentatore Giuseppe Maria Morganti, Ssd, chiarisce che la relazione di presentazione dal Pdl è superata.  Infatti, rispetto alle modifiche previste all’articolo 8 della legge qualificata che regola le nomine in Commissione Giustizia, poichè si è poco prima superato l’impasse e proceduto al completamento delle componenti di maggioranza, l’intenzione dei proponenti è di mantenere il requisito della maggioranza dei ¾. 

Si procede così all’esame degli emendamenti che intervengono su altri articoli della legge qualificata, relativi al ruolo del magistrato dirigente, equiparando le sue funzioni a quelle del magistrato dirigente. L’opposizione anticipa che non parteciperà al voto dell’articolato. Nel dibattito sugli emendamenti, i consiglieri di minoranza ribadiscono le contrarietà illustrate nel corso del dibattito al comma 5, da ieri. Gian Carlo Venturini, Pdcs punta il dito contro l’ennesima prova di forza: “Questo governo e questa maggioranza- manda a dire- non possono andare avanti con queste forzature su temi come questi e poi venire a chiederci di sotterrare l’ascia di guerra per un confronto”. Alessandro Cardelli, Pdcs, osserva che modificando il titolo del provvedimento, si dimostra che “non è più la modifica di un articolo, ma una riforma. E le riforme si fanno in maniera seria”. Gian Matteo Zeppa, Rete e Alessandro Mancini, Ps, sottolineano come il testo in prima lettura “non ha più nella a che fare con gli emendamenti presentati dalla maggioranza”.  Gian Carlo Capicchioni, Psd non usa mezzi termini: “Avete fatto un obbrobrio giuridico- manda a dire- Fermatevi, se no sarà l’ennesima porcata che viene fatta”.  

Dalibor Riccardi, del gruppo misto, richiama l’attenzione a “iter procedurali corretti”, perché “così non si ripristina la giusta serenità nel tribunale”.  Dalle fila di maggioranza, Roberto Giorgetti, Rf rigetta le critiche: “Abbiamo accolto quanto richiesto dall’opposizione- manda a dire- non sarà necessario avere meno di 39 voti per nominare anche in futuro i membri della Commissione giustizia”. Sulle altre proposte di modifica rassicura: “La legge non è un’altra legge, si lavora su un’altra parte dello stesso testo”. Ovvero, “volevamo recepire che il dirigente del tribunale, la cui nomina era già prevista, deve poter fare il dirigente e questo-conclude- ci divide nel dibattito”. 

I lavori si interrompono sulle dichiarazioni di voto: la sessione consiliare si conclude, con la convocazione già ufficializzata di un secondo Consiglio grande e generale di Febbraio, previsto per la prossima settimana, da lunedì 25 a mercoledì 27 febbraio. Nel cui ordine del giorno figura il proseguimento e la conclusione dell’attuale comma 5, oltre che gli altri comma rimasti inevasi. 

Di seguito un estratto degli interventi del pomeriggio.

Comma 5  punto c) Progetto di Legge Qualificata “Modifica dell’art.8 della Legge Qualificata 30 ottobre 2003 n.145” (presentato dai Gruppi Consiliari di Maggioranza) (II lettura) 

Mozione d’ordine dell’opposizione per non il non passaggio degli emendamenti/Respinta con 31 voti contrari e 20 a favore.  

Alessandro Cardelli, Pdcs, dà lettura della mozione d’ordine per il non passaggio all’esame del Pdl e degli emendamenti proposti

(…) Rilevato
che la modifica dell’art. 8 della Legge Qualificata 30 ottobre 2003 n.145 e s.m., cosi come presentata, rappresenta una grande forzatura istituzionale dal momento che con la stessa viene revocato il diritto dell’opposizione di incidere sulle scelte della composizione dell’organo e, cosa ancora più grave, la maggioranza parlamentare si arroga, con la forza dei numeri, il potere di scegliere anche quali membri dell’opposizione inserire all’interno della Commissione Affari di Giustizia;
Considerato che gli emendamenti proposti nella seduta odierna dalla maggioranza di modifica alla Legge Qualificata 30 ottobre 2003 n.145 e s.m., attribuiscono al Dirigente del Tribunale non Magistrato, funzioni giudiziarie, quando queste sono attribuite esclusivamente a un organo del potere giudiziario istituito per legge costituzionale con la evidente conseguenza di aggirare le leggi costituzionali;
Richiede di interrompere immediatamente l’esame del Progetto di Legge “Modifiche all’art. 8 della legge qualificata 30 ottobre 2003 n.145 e s.m. i.”. 

Per spiegare perché, anche in questo caso, l’intera opposizione ha richiesto di non adottare il pdl e gli emendamenti. Noi pochi minuti fa abbiamo concesso i voti per sostituire i membri della commissione Giustizia, motivazione per cui avete portato questo pdl. Servivano 39 voti per la nomina. Nel momento in cui siete arrivati a fare una forzatura, piuttosto che cambiare la norma, ci siamo detti disponibili a garantire la maggioranza qualificata. Nonostante ciò la maggioranza ha deciso di andare avanti, ma non solo. Ha aggiunto due emendameti al Pdl che riteniamo contrari alla nostra dichiarazione dei diritti. 

I voti li abbiamo dati anche se ritenevamo che le nomine non andavano fatte, ma vi chiediamo di ritirare il pdl e gli emendamenti che sono una forzatura troppo grande. E’ per un motivo di opportunità politica e anche di credibilità del paese, come si possono fare forzature che vengono giudicate dagli organismi internazionali? 

Nessuna legge costituzionale riconosce il dirigente del tribunale quale organo giudiziario. Qualora l’emendamento venisse accolta, aggiriamo l’ordinamento, attribuendo un potere a chi non è considerato organo giudiziario in base a una legge costituzionale. Quindi prima di tutto si deve fare una legge costituzionale che lo preveda. Ma così non è possible, si sta aggirando la legge costituzionale. E su questo nessuno della maggioranza in dibattito si è espresso. 

Ultima considerazione che faccio è di tipo politico: sulle proposte fatte sull’ordinamento giudiziario dei ragionamenti si possono fare, ma non con emendamenti portati all’ultimo momento. Se oggi sospendessimo l’adozione del pdl, ci si può sedere a un tavolo. Se non si trova, andrete diritti al prossimo Consiglio già convocato per la prossima settimana. Ma almeno si faccia il tentativo. Chiediamo con forza che venga ritirato il Pdl, qualora non ci sia disponibilità, che venga almeno sospeso con la possibilità che i gruppi si incontrino per trovare una soluzione condivisa. 

Dibattito sul Progetto di legge dei gruppi di maggioranza.

Giuseppe Maria Morganti, Ssd dà lettura della relazione

‘Il presente progetto di legge si rende necessario al fine di poter procedere alla nomina della Commissione Consigliare per gli Affari di Giustizia, prevedendo allo stesso tempo le garanzie già previste dalla normativa in vigore, e procedure alternative in caso di impossibilità di accordo fra i Consiglieri circa la designazione designazione della Commissione.La modifica prevede infatti che il quorum dei due terzi dei membri del Consiglio Grande e Generale per l’elezione, permanga nelle prime due votazioni, mentre è stata prevista la possibilità di procedere con la votazione con maggioranza semplice nelle successive votazioni.
Nel caso in tui infatti non si riesca a trovare l’accordo fra i vari componenti del Consiglio Grande e Generale circa la nomina della Commissione, questa non si potrà insediare inibendo fra l’altro di poter adempiere a tutte le attribuzioni ad essa demandate dalla Legge. Confidando in un positivo esito dell’esame della presente proposta di legge, si porgono Deferenti ossequi. 

Ci siamo ritrovati al superamento di questa relazione. Per il primo intervento, che riguarda l’articolo 8, la proposta che emerge è sostanzialmente cambiata, in quanto l’Aula ha dimostrato disponibilità oggettiva a superare l’impasse che ci impediva di completare le nomine della Commissione Affari di Giustizia. Abbiamo appreso con interesse la posizione manifestata dall’opposizione, la nomina poc’anzi avvenuta dei due consiglieri denota il ripristino di una modalità che ci preme conservare in tutta la sua integrità. 

 Sull’emendamento al titolo che da “Modifiche all’articolo 8 della legge qualificata 30 ottobre 2003 n,145” cambia in “Modifiche alla legge qualificata 30 ottobre 2003 n.145”.

Gian Matteo Zeppa, Rete

Abbiamo visto il modo di procedere al confronto della maggioranza, oggi le sostituzioni sono state fatte e quindi non ha più l’esigenza di andare a modificare il Pdl. Il primo testo depositato e arrivato ieri sera in discussione non ha più nulla a che fare con gli emendamenti presentati dalla maggioranza. Noi come Dim non partecipiamo al dibattito, non ritenendo degna l’Aula di queste forzature che avranno eco anche fuori dal confine. Nonostante i 39 voti concessi, nonostante siamo qui da ieri sera a fare battaglie ideologiche sulla fine del diritto a San Marino, voi non vi prendete le vostre responsabilità e fate gli insolenti in Aula facendo forzature sul tribunale. C’è in atto già un monitoraggio e andrà avanti. Rete e Mdsi, non parteciperà più ad alcuna legittimazione di qualcosa che non doveva neanche arrivare. Vi dovete vergognare. Risponderete finalmente non a noi, ma a qualcun altro che quel monitoraggio, lo attiverà.

Pasquale Valentini, Pdcs 

Parlo a titolo personale, già la modifica del titolo cambia in maniera sostanziale la finalità e le ragioni del progetto. Prima si modificava l’articolo 8, siccome non esiste più motivazione per quello, adesso si chiama modifica alla legge qualificata. Un progetto così non può essere considerato emendamento del precedente progetto che non ha più ragione d’essere. Questo aveva bisogno di altro iter e altre motivazioni di cui vi facevate responsabili e si sarebbe chiamato “modifiche dell’ordinamento giudiziario”. Voler spacciare una cosa del genere come semplice aggiustamento che non cambia nente è già un controsenso, perché si cambia nelle sostanza. Non voglio assolutamente partecipare a questa azione.

Teodoro Lonfernini, Pdcs

Rispetto alla vostra relazione al pdl, ci presentate un’altra legge. Gli emendamenti che oggi ci dobbiamo impegnare ad approvare sono altra cosa, riguadano il magistrato dirigente e tutto l’iter di funzionamento del dirigente che non è magistrato, e voi ci obbligate a lavorare su un’altra legge. Chiedo alla Segreteria istituzionale, se questo modo di fare è possibile secondo la correttezza istituzionale. Non si interviene in leggi qualificate in questo modo. Segretario, la maggioranza la porta a un comportamento che è inopportuno. 

Alessadro Cardelli, Pdcs

La confusione è sempre maggiore. Presentate un emendamento grossolano. Avete aggiunto una facoltà al magistrato dirigente che è quella di rendere pareri, è un errore enorme, se si vuole dire che il dirigente non ha funzioni giudiziarie e può esprimere parere è un conto, ma che lo sia un magistrato dirigente è grave. Voi avete perso lucidità. Che senso ha chiedere a una magistrato dirigente dei pareri? Decide, non dà pareri. Avete stravolto l’ordinamento giudiziario con emendameti portati sotto traccia, non so neache se vi siete confrontanti con i giudici in Consiglio giudiziario plenario su una roba di questo genere. Ve lo chiedo ancora, sospendete il Pdl e confrontiamoci. Modificando il titolo dimostrate che non è più la modifica di un articolo, ma una riforma. E e le riforme si fanno in maniera seria. 

Roberto Giorgetti, Rf

Abbiamo fatto quello che ci è stato richiesto. Con questa legge non vogliamo fare la riforma dell’ordinamento giudiziario, ma recepire in modo esplicito quello che per noi è già chiaro. I pareri non sono riferiti ai procedimenti giudiziari, perché se il magistrato dirigente venisse in Commissione giustizia e facesse riferimenti o pareri sui procedimenti giudiziari commette reato, è tra l’altro una delle questioni aperte su quanto è stato portato all’attenzione della Commissione giustizia, i cui verbali l’opposizione ha impedito quest’Aula di prenderne visione. 

Siamo perfettamente in linea con quanto prevede il nostro regolamento, se qualcuno non condivide questo percorso e sostiene ne avrebbe preferito un altro, lo può dire, ma non inventiamo procedure che non esistono. Con questo emendamento abbiamo accolto quanto richiesto dall’opposizione, non sarà necessario avere meno di 39 voti per nominare anche in futuro i membri della Commissione giustizia. Sul resto abbiamo detto in modo chiaro nelle ultime 24 ore che la legge non è un’altra legge, si lavora su un’altra parte della stesssa legge. Volevamo recepire che il dirigente del tribunale, la cui nomina era già prevista, deve poter fare il dirigente e questo ci divide nel dibattito.  

Stefano Canti, Pdcs

Nel dibattito di oggi alle repliche abbiamo fatto una grande apertura alla maggioranza, chiedendo di ritirare il provvediemnto a fronte della garanzia dei numeri per la nomina dei due rappresentanti di maggioranza in commissione giustizia. Subito dopo la maggioranza ha presentato un emendamento in cui si dice ‘lasciamo i due terzi della votazione’. Ma perché allora non abbiamo sospeso il pdl? Se in buona sostanza, dopo l’apertura di questa mattina, ci fosse stato un confronto, i lavori in Aula sarebbero andati lisci come l’olio, invece siamo qui a discutere emendamenti presentati ieri dalla maggioranza. Con l’emendamento al titolo, la maggioranza ha il mandato di fare i due emendamenti successivi presentati al Pdl. Dacchè c’er un pdl che prevedeva solo la modifica dell’articolo 8, con questo emendamento, la maggioranza è autorizzata a fare altri due emendameti al progetto di legge. 

Francesco Mussoni, Pdcs

E’ necessario ribadire che stiamo affrontando la discussione su una materia che non dovrebbe essere affrontata in questa modalità, in quest’Aula. E’ cosa grave da un punto di vista costituzionale. La Reggenza è direttamente coinvolta in questa situazione, noi qui stiamo procedendo con autoritarismo. L’autorevolezza di un provvedimento in materia di giustizia la si crea in modalità discussa con l’opposizione, con i tempi dovuti. Non vorrei che l’autoritarismo determinasse conseguenze brutte. Già in altri settori del paese abbiamo visto che intervenire con autoritarismo genera sfiducia. 

Giorgetti ha sottolineato che siamo nell’ambito del rispetto delle regole del regolamento consiliare, ci mancherebbe, per carità, ma si può essere autoritari nel rispetto delle regole. Qui non c’è stata un concertazione, vi invito di nuovo, cerchiamo di non andare fino in fondo a questo scontro, perché non serve a nessuno. Mi aspetto un ravvedimento della maggioranza. Mi rivolgo anche a voi, Eccellenze, perchè non siete meri regolatori dei lavori consiliari in queste materie.

Davide Forcellini, Rete

La possibilità di arrivare in Aula con una normativa che ogni consigliere ha modo di controllare, vedere, analizzare e poi vedere come questo provvediemnto venga completamente stravolto da un emendamento, è chiaro che provoca dei problemi a quest’Aula. Si va potenzialmente a snaturare quello che è la possibilità di avere ragionato in via preventiva su questo provvedimento, quindi si va a snaturare l’iter democratico di approvazione delle leggi. Lo segnalo per una modifica necessaria al regolamento consiliare. Detto ciò ho il tremendo sospetto che questo errore del regolamento sia stato sfruttato dalla maggioranza per propinarci la modifica del titolo che va a snaturare il provvedimento. Si sta facendo una forzatura aggravata, una violenza all’impianto della giustizia del Paese. Mi appello alla maggioranza perché ci ripensi.  

Alessandro Mancini, Ps

Questo emendamento, la modifica del titolo, è l’emendamento più importante dell’impianto normativo che si sta discutendo. Senza questo emendamento al titolo tutto quello che avete intenzione di fare dopo, non si può fare. Era stata presentata una legge in prima lettura che nulla ha a che fare con questi emendamenti. Vergogna ve l’ho data ieri sera, mi limito a dire ‘ridicoli’, perché non avete avuto neanche il coraggio, in queste 10-12 ore di dibattito, di dire queste cose. Che cambiavate titolo, che modificavate l’aspetto del parere, non avete neanche avuto il coraggio di dire quelli che erano gli emendamenti cui ancora stavate lavorando. L’importante è non violare il regolamento del Consiglio grande e generale. Di fronte a una cosa così mi piego alla maggioranza. 

Jader Tosi, C10

Quando uno si propone per dare vergogna agli altri dovrebbe aver il coraggio di guardarsi allo specchio. Quindi consiglier M ancini glielo rimando indietro il ‘si vergogni’. Lo abbiamo spiegato in mille modi cosa sono i pareri. Qui il punto è come mai la gran parte dell’opposizione si sta sperticando nel voler salvare questa maggioranza che sta compiendo con questi emendamenti qualcosa di così aberrante. Non vi ho mai visto in passato fare cose del genere per il bene del Paese.

Marco Gatti, Pdcs

In sede di replica mi ero sperticato per chiedere alla maggioranza una rifessione e avevo parlato anche del cambiamento del titolo. Se non si concordano insieme passaggi importanti come quelli normativi come questo, e si va avanti a forza, per cercare di ripartire con serenità, se perdiamo la lucidità come sta avvenendo, succederà di tutto. Oggi discutiamo un Pdl che non è più quello in prima lettura, domani i governi di turno potranno presentare un progeto di legge sull’Iss e poi ci troveremo in seconda lettura parlando della legge di bilancio. 

La modifica di un titolo denota lo stravolgimento del provvedimento presentato in prima lettura, quando nella storia i provvedimenti della giustizia in questo paese sono stati fatti con un confronto prima, e anche a larga condivisione, perché sono le regole di tutti. Se la maggioranza non capisce che su un tema come questo bisogna tornare a ragionare insieme, perché ne va del futuro della politica, della Repubblica, credo faremo una brutta fine. Vi chiedo nuovamente di sospendere l’esame del provvedimento 

Gian Carlo Capicchioni, Psd

Vi chiedo di fermarvi, abbandoniamo la diatriba, così andiamo a modificare l’ordinamento per ripicca, perché non si sono dati i voti in precedenza sulla nomina di due componenti della Commissione giustizia. Avete fatto un obbrorio giuridico. Fermatevi, se no sarà l’ennesima porcata che viene fatta.  

Gian Carlo Venturini, Pdcs

Anche se in questo momento discutiamo la modifica di un titolo, e può sembra ininfluente, si compie una modifica importante senza approfondimento e condivisione su temi delicati come la giustizia. Nel precedente governo avevo la delega alla Giustizia e ho portato 23 provvedimenti, frutto di continui confronti. Una volta che arrivavano in Consiglio per l’esame definitivo non c’erano molti dubbi, perché erano già stati discussi. Qui abbiamo un Sds alla Giustizia che in due anni non ha portato un provvedimento, oggi ci porta questa modifica dell’ordinamento nel nostro paese senza verifiche e approfondimenti del caso. Questo governo e questa maggioranza non possono andare avanti con queste forzature su temi come questi e poi andare a chiedere di sotterrare l’ascia di guerra e chiedere confronto. 

Massimo Andrea Ugolini, Pdcs

Si modifica il titolo in modo ampio e discrezionale per andare a modificare altri articoli. Le leggi di carattere costituzionale non passano in Commissione per essere discussse in un ampio dibattito in Coniglio, ma quando un provvedimento viene stravolto in seconda lettura e anche il titolo è stravolto, non è più accettabile. 

Dalibor Riccardi, Gruppo Misto

Questo emendamento ha una modifica nella forma e le parole sono importanti: si è passati dalla modifica all’articolo 8 a una modifica della legge qualificata. Ieri si diceva dalla maggioranza che non si modificava la legge qualificata in modo prorompente ma mentivano.  Con l’emendamrnto presentato alle 16.15 si cambia una parola che dà senso completamente diverso. Quello che si è scatenato all’interno del tribunale non va bene e tutti qui vogliamo ripristinare la giusta serenità. Ma cosi non lo facciamo assolutamente, ci sono iter procedurali corretti.

Giovanna Cecchetti, Gruppo Misto
Andando a modificare l’articolo 6, ovvio che il titolo andava cambiato, perché non era più consono al Pdl. Quello che chiediano come gurppo misto è il ritiro di tutti gli emendamenti e del progetto di legge, di presentare da parte della maggioranza un pdl che modifica l’articolo 6 dell’ordinamento giudiziario secondo l’iter previsto. Non prenderemo parte alla votazione.

Denise Bronzetti, Ps

Magari questi emendmenti ‘suggeriti’ potevano arrivare tutti in una volta, non con uno snaturamento continuo di una legge importante per cui era naturale il confronto. Si violentano le istituzioni perché non si capisce la loro portata. Penso che i cittadini si ricorderanno le forzature e le mistificazioni continue in un tema delicatissimo come quello della giustizia, ma anche su tutto il resto, perché siete abituati ad agire in questo modo.  

Giuseppe Maria Morganti, Ssd

Stiamo discutendo la Modifica del titolo del provvedimento, estendendo il provvedimento agli articolo 6-7-8 della legge del 2003 e alle successive modifiche, non vedo altre disquisizioni possibili sul titolo. Ci si è arrampicati sugli specchi su questa modifica. Sarebbe opportuno un dibattito sugli emendamenti si attenesse agli emendamenti stessi.  

Dichiarazione di voto.

Alessandro Cardelli, Pdcs
Non si può che esprimere un grande disappunto per come è stato portato avanti questo Pdl. Un progetto di legge nato creando mal di pancia nella stessa maggioranza. Originariamente riguardava la modifica di un singolo articolo della legge qualificata, dopo di chè abbiamo concesso i voti per la nomina, non avete ritirato come avevamo richiesto il pdl, ne avete approfittato per fare ulteriori modifiche alle legge qualificata, avete equiparato un dirigente a un magistrato dirigente, avete attribuito a un dirigente esterno alla magistratura i poteri di un magistrato. Nonostante questo siete andati avanti con le forzature. Tanti aspetti della legge non sono stati affrontati come dovevano, come la questione dei pareri. In quest’Aula non siamo ascoltati. Ringrazio le persone che ieri sono venute ad ascoltare il dibattito e a manifestare pacificamente contro questa riforma, e nonostante questo siete andati avanti. State approvando questa legge con 31 voti. Fatevi delle domande. Una maggioranza risicata a traballante ha votato l’ennesima forzatura.  La Dc non prenderà parte alla votazione per non legittimare questa forzatura istituzionale.

Repubblica di San Marino, 20 Febbraio 2019

 

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