San Marino. Conto alla rovescia in vista dell’Etnofestival

Etnofestival 2014 dal 10 al 13 agosto

Giornata di apertura. Non c’è cornice adatta quanto l’“antica terra della libertà” a ospitare quel ventaglio multicolore dei suoni più legati all’essenza ancestrale dell’uomo e al suo confronto con il paesaggio, il clima e soprattutto con gli altri uomini che è il San Marino Etnofestival, giunto quest’anno alla 17esima edizione.
Sia che si desideri essere appagati da una ricerca espressiva oppure si prediliga una sollecitazione al ballo, sia che si voglia ritrovare stimoli che poggiano nella memoria oppure lasciarsi trasportare dalle sensazioni del momento, gli artisti che si succederanno sul palco della Cava dei Balestrieri dal 10 al 13 agosto sono impegnati per rispondere in maniera esauriente alle inclinazioni di ogni spettatore.
A cominciare dal formidabile griot del Mali Habib Koité, che vanta una discendenza diretta dal primo di questi cantastorie, che, durante le cerimonie religiose, battesimi, matrimoni e funerali, raccontano gli eventi della tradizione e dell’attualità, suonando uno strumento e cantando. Il primo griot che la storia ricordi si chiamava Balafoseke Kouyaté e visse all’epoca dell’Impero Mandingo: da lui sono discesi tutti gli altri, soprattutto le famiglie di ceppo nobile Diabaté, Soumano, Suso. Mentre Kouyaté e Koité sono lo stesso nome scritto e pronunciato in modo diverso.
Habib ha inciso il suo primo album, già famoso in patria, nel 1995 – Muso Ko, subito in cima alle classifiche di musica world – e poi ha collaborato con personaggi come i jazzisti dell’Art Ensemble of Chicago, il bluesman Eric Bibb, il cantautore Jackson Browne, oltre a molti personaggi top della musica world.
Invitato in veste di narratore in musica anche ai festival letterari dedicati alla poesia africana, Koité ha portato il suo stile chitarristico unico, non esente da influenze blues e flamenco, e la sua musica dai ritmi cadenzati e dagli emozionanti riferimenti ai molti stili del territorio maliano in tutto il mondo, dal Giappone agli Usa.
Oggi, con l’ennesimo album Soo, festeggia i trent’anni di professionismo musicale, da quando, appena diplomato primo del suo corso, gli venne offerta la cattedra di chitarra all’Istituto Nazionale delle Arti di Bamako, la capitale del Mali, e la direzione della INA Star, la prestigiosa band della scuola.