I firmatari del Contratto Collettivo Unico Generale del Settore Industria – ANIS e OSLA per la parte datoriale, CSdL, CDSL e USL per la parte sindacale – si sono incontrati questa mattina presso la sede ANIS per procedere alla rilevazione dello scostamento tra gli aumenti programmati per gli anni 2024 e 2025 (3,90%) rispetto all’inflazione reale calcolata secondo l’indice IPCA (indice dei prezzi al consumo armonizzato) dell’ISTAT (2,80%).
È stato preso atto dello scostamento dell’1,10% in difetto che come previsto dal Contratto di Lavoro è stato considerato come anticipazione dei recuperi programmati per il 2028 pari allo 0,40%, per il 2027 pari allo 0,50% e per il 2026 pari allo 0,20%.
Pertanto con la corresponsione dello 0,80% si esaurisce il recupero programmato pari al 4% e per gli anni 2027 e 2028 rimane solo la copertura dell’inflazione programmata dando seguito a quanto previsto dal contratto di lavoro firmato nel giugno 2024, che ricordiamo ha una validità quinquennale e si prefigge di coprire l’effettiva inflazione e di conseguenza mantenere il potere d’acquisto dei lavoratori occupati nel settore a fronte della fruibilità di diversi strumenti di flessibilità.
Conseguentemente sono state siglate le tabelle retributive per gli anni 2026 e 2027.
Quindi gli aumenti per l’anno 2026 sono pari al 2,80% e quelli per l’anno 2027 del 2% e perciò il programma paghe verrà prontamente aggiornato affinché le aziende e i loro uffici possano elaborare le buste paga del mese di gennaio con i nuovi importi. Si ricorda, a tal proposito, che il Contratto Industria coinvolge circa 11mila lavoratori, oltre il 40% della forza lavoro e il 55% degli occupati nel privato.
Comunicato stampa – ANIS, OSLA, CSdL, CDSL e USL
San Marino, 28 gennaio 2026











