SAN MARINO. CORRUZIONE. 5 mesi per vedere cosa c’è dentro i cellulari e i pc di Buriani! Ma scherziamo? … di Marco Severini

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  • La notizia che Buriani fosse indagato per CORRUZIONE non mi ha lasciato esterrefatto, devo dirlo. Me lo aspettavo, vedendo le tante carte, anche emerse dall’ottimo lavoro della Commissione d’Inchiesta su Banca Cis, e dalle importanti risultanze poi svilite dall’assurda sentenza del Prof. Roberto Bin che ha salvato, letteralmente, Alberto Buriani. Il giudice di Pieve di Cento è stato di fatto reintegrato nel suo posto di lavoro in tribunale con tanto di pagamento di arretrati e copiose spese processuali. Soldi pagati dai contribuenti sammarinesi, tanto per cambiare.

    Buriani ora è indagato per corruzione in quanto è accusato di aver arrestato Claudio Podeschi su ordine di Daniele Guidi per ottenere un beneficio! Ignobile se fosse vero. Un arresto volto a ostacolare e annullare l’acquisizione di una cordata estera (?) della licenza di ECB (Eurocommercial Bank) che vedeva probabilmente come mediatore proprio lo stesso Podeschi. E’ il grandissimo e coraggiosissimo Federico D’Addario che sente la telefonata, probabilmente tra Guidi e Buriani, e lo dice, come tutti avranno piu’ volte sentito, in Commissione d’Inchiesta su Banca Cis. Una cosa di per se, se fosse confermata, che lascia allibiti, come il fatto – sempre dichiarazioni di D’Addario – che Guidi potesse disporre a pieno titolo del tribunale, o meglio dei servizi di un Commissario della Legge.

    D’Addario dichiara cose sconvolgenti e dice: ”Mi sono trovato nell’ufficio di Rovereta di Daniele Guidi nel dicembre del 2015 allorché io gli ho detto che volevo fallire e portare i libri in tribunale. Dichiaro fallimento così un perito vedrà che cosa è successo, così gli ho detto. Li dentro tutti vedevano e tutti stavano zitti. Tutti, da BANCA CENTRALE, da L’AIF …. perchè erano tutti li. Io che non sono nessuno come faccio a fare una guerra a Daniele Guidi che è con BURIANI, con quello dell’AIF … va a mangiare con quello, vanno in vacanza con i dirigenti che c’erano all’epoca. Un giorno Daniele Guidi mi ha detto che se io andavo in Tribunale non c’era problema tanto lì comandava lui e poteva dimostrare l’indimostrabile. Gianatti ha assistito alla conversazione perchè sono volate anche delle minacce. Mi ha detto che se rompevo il cazzo ti mettiamo la droga in casa e ti facciamo dare 20 anni. E questo l’ha detto Daniele Guidi.”

    Un giorno Daniele Guidi mi ha detto che se io andavo in Tribunale non c’era problema tanto lì comandava lui e poteva dimostrare l’indimostrabile. SE VOGLIO TI METTIAMO LA DROGA E TI FACCIAMO DARE VENTI ANNI!!!

    Indovinate chi sarà mai stato il Commissario della Legge che avrebbe fatto ciò? Forse lo stesso a cui ha ordinato l’arresto di Claudio Podeschi? Se fosse vero è la prova che Guidi, attraverso Buriani,poteva disporre liberamente del Tribunale.

    Le testimonianze di D’Addario sono importantissime. Primo perchè vengono da una persona di loro fiducia che era dentro il sistema e considerato della cricca. Una persona che però ha avuto il coraggio, dopo i gravissimi torti subiti, di parlare e di urlare al mondo come funzionava il mondo Banca Cis, quel mondo che è arrivato anche a fare proprio un giudice e, grazie sia a questo che alla politica vicina, a comandare il paese aprendo a grossi potentati, se non vogliamo dire peggio, stranieri.

    Importante sarà vedere cosa ci sarà dentro il pc del Tribunale di Buriani e dentro i cellulari sequestrati. Di certo non si possono aspettare 5 mesi prima che si faccia un atto forte, se le rilevanze sono importanti, e che non si indaghi quei politici/imprenditori/bancari e banchieri che erano conniventi con il giudice indagato per corruzione. Nominativi che saranno sicuramente emersi dalle prove informatiche qualora ci fosse qualcosa.

    Vogliamo i nomi dei politici amici e conniventi di Buriani, vogliamo sapere tutti e non lo chiedo solo io ma tutta la popolazione sammarinese che sono anni che sta facendo sacrifici e sono anni che sono letteralmente derubati da delinquenti in doppio petto.

    Cittadini che sono obbligati a rinunciare ad anni di pensione o a andare in pensione piu’ tardi perchè qualcuno ha rubato i fondi pensione, impunito sino ad ora. Questa è la verità altroché tante storie.

    Un’altra verità è che fino al 29 giugno 2021 il giudice che indagava su Buriani era Roberto Battaglino, sedicente amico dello stesso Buriani. Ed è lui stesso a dirlo che sono amici. Forse qualche incompatibilità tra Buriani e Battaglino è opportuno sollevarla. Anche perchè è lo stesso Battaglino che sarà decidente nel procedimento TITOLI (500/17) dove sono indagati, archiviati (da Morsiani…) ed indagati ancora persone che erano vicinissime a Buriani, vedi Guidi e Grandoni.

    Vogliamo davvero che un sedicente amico di Buriani giudichi il caso Titoli?

    E’ possibile avere giustizia in questo paese? oppure si deve aspettare mesi e mesi, come nel caso della sentenza Bin, eppoi vedere sentenze di quel tenore? oppure un niente di fatto!

    Anche se è vero che siamo tutti stressati, ma qualcuno fesso e stupido non lo è.

     

    Marco Severini – direttore del GiornaleSM