All’Iss c’è un cortocircuito in atto e tuttavia con il progetto di legge presentato negli scorsi giorni dal Segretario Santi sembra si intraveda un’inversione di tendenza, qualcosa che sia pure lentamente sta cambiando.
Se sia soltanto un’impressione lo abbiamo domandato al Consigliere del Pdcs Stefano Canti. “Può darsi – ha detto Canti – che il Segretario si sia reso conto di quanto il momento sia delicato e di dover dare una risposta perché l’istituto è in forte difficoltà.
Qualche passo in avanti forse è stato fatto. In particolare mi riferisco alla possibilità di far lavorare i medici sammarinesi in pensione anche se restano tutti i dubbi sull’inserimento delle 20 ore settimanali, penso che se il medico è ancora bravo nella sua professione ciò possa costituire comunque un limite perché dovrebbe poter lavorare a tempo pieno.
Detto ciò non si può non notare come certe soluzioni che avevamo proposto non siano contemplate dal progetto di legge e mi riferisco alla stabilizzazione dei precari che era invece una ricetta che sarebbe stata molto utile alla soluzione del grave problema della fuga dei medici.
Con questa legge però si introduce la possibilità per il medico di effettuare la libera professione anche su sammarinesi rispetto a tutte quelle prestazioni che l’Iss non eroga (l’agopuntura ad esempio) e ciò è in linea con il nostro decreto sulla libera professione poi abrogato dal referendum.
Occorreranno dunque dei miglioramenti e noi intendiamo proprio in quest’ottica presentare emendamenti. L’importante è che ci sia la volontà di intervenire al più presto su un sistema in evidente difficoltà.
Il Segretario ha detto che il progetto verrà portato in prima lettura a luglio poi ci sarà la commissione quarta dove si potranno presentare gli emendamenti e se tutto va bene a settembre si potrebbe portare il progetto di legge in seconda lettura.
Il tema ci sta particolarmente a cuore, c’è da augurarsi che arrivati a questo punto ci sia tutta la volontà di proseguire con il confronto”.
La RepubblicaSM