San Marino. Criminal Minds. I retroscena delle perquisizioni al M.llo Gatti e al M.llo Bernacchia – parte prima

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Come si è arrivati alle perquisizioni degli uffici e delle abitazioni dei due marescialli della Gendarmeria? Soprattutto perché? Una addirittura di fronte al figlio minore di uno dei due marescialli. Si sa le perquisizioni, per loro natura, sono molto invasive e lasciano profondi strascichi e turbamenti psicologici per chi le subisce. Dopo l’arresto, le perquisizioni, soprattutto fatte ad appartenenti alle forze dell’ordine, lasciano un profondo ed incancellabile  disagio. Soprattutto come si vedrà un secondo Giudice (e qui dobbiamo citare l’ottimo Brunelli, che ancora una volta, fortunatamente, non ha paura di far valere il diritto e di andare contro una decisione di un suo collega) è di avviso opposto ed addirittura critica la scelta del suo collega (in questo caso il Giudice Vannucci) per aver eseguito queste perquisizioni.

    Ma veniamo ai fatti.

    Vi è un procedimento pendente a San Marino sia contro il Maresciallo Gatti che contro il Maresciallo Bernacchia, che è il n.843/RNR/12 formati per il reato punito dall’art.357 cp (CALUNNIA). Questo procedimento – si legge nel dispositivo – è stato disposto dal decreto emesso dal Giudice VANNUCCI il 19 Novembre 2012 in risposta alla assistenza giudiziaria proveniente dalla PROCURA DI RIMINI, arriva tre giorni prima e cioè il 16 Novembre 2012.

    La stessa Vannucci ‘‘comunicava, in conclusione, di aver già provveduto ad emettere la suddetta rogatoria con antecedente decreto di exequator, emesso in data 18 Novembre 2012.”

    In data 20 Novembre 2012, sempre il Giudice VANNUCCI, ”in accoglimento di nuova richiesta di collaborazione giudiziaria avanzata dalla medesima  Autorità (procura di Rimini) con nota del 20 novembre 2012 , ritenuta la sussistenza del FUMUS DELICTI; il carattere non artificioso dell’ipotesi accusatoria e la diretta strumentalità degli incombenti istruttori richiesti alla acquisizione di elementi utili alle indagini ordinava la perquisizione degli uffici del Corpo della Gendarmeria di San Marino, in uso a Gabriele Gatti e Stefano Bernacchia, delle abitazioni dei due gendarmi, al fine di accertare le tracce e gli altri effetti materiali del reato con conseguente sequestro dei corpi del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti, dettando modalità per l’esecuzione del sequestro dei computers in uso ai due indagati; disponendo l’effettuazione dei ”cloni” degli stessi (all’esito restituiti ai titolari), incaricando dell’incombente ”Il Gruppo interforze (Isp. Morri) nonchè la Polizia Giudiziaria (Isp.Francioni) oltre ai funzionari della Gendarmeria indicati dal Comandante (…)

    FINE PRIMA PARTE