San Marino. Criminal Minds. I retroscena delle perquisizioni al M.llo Gatti e al M.llo Bernacchia – parte seconda

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  • Il Procuratore del Fisco in data 3 dicembre 2012 aveva disposto un RECLAMO avverso il provvedimento di exequatur (Sequestro materiale della Gendarmeria) datato 20 Novembre 2012.

    Si duole – scrive il Giudice Brunelli nel suo dispositivo dell’8 Gennaio 2013 – la parte pubblica (ovvero il PF ndr) del fatto che il decreto ha apparentemente solo indicato un limite nell’oggetto del sequestro statuendo che le cose da sottoporre al vincolo siano pertinenti con le indagini in corso; infatti, tale restrizione non può operare al momento in cui viene svolta l’attività, poichè solo dopo tale attività si potrà stabilire se le cose acquisite siano utili o non alle indagini. 

    Nella vicenda, poi, non emergerebbero in alcun modo le esigenze investigative che impongono il mantenimento del sequestro su tutto il materiale indiscriminatamente a disposizione dei gendarmi indagati.

    In proposito osserva il reclamante (PROCURATORE DEL FISCO) che ”l’acquisizione di dati e informazioni di polizia, anche quando finalizzato all’accertamento dei reati, deve essere accompagnato da modalità proporzionali alla rilevanza e riservatezza delle informazioni stesse”, dovendosi ”conciliare l’interesse pubblico alla repressione dei reati, con l’altrettanto rilevante interesse a tutela dell’efficacia delle indagini e della loro riservatezza”.

    Si sottolinea ancora che per ”evitare interferenze con l’attività di polizia è necessario attenersi rigorosamente al principio di pertinenza tra documenti da sequestrare ed il tema dell’indagine”, anche nel senso che ”in tanto il sequestro può essere mantenuto, in quanto lo stesso risulti indispensabile ai fini delle esigenze probatorie”.

    Inoltre, si duole reclamare del fatto che l’accusa mossa al M.LLO GATTI è ”soltanto quella di avere assistito al processo a carico di Manco (Manco Catello ndr) presso il Tribunale di Rimini, con ciò effettuando un’attività investigativa in territorio italiano non autorizzata”, non comprendendosi perchè si possa qualificare la partecipazione a un’udienza come attività investigativa e perché la stessa avrebbe dovuto essere autorizzata”, in particolare escludendo che occorra qualsivoglia autorizzazione per compiere attività di mera osservazione.

    3. Ritenuta l’ammissibilità del reclamo – scrive il Giudice Brunelli – questo Giudice ha disposto ai sensi dell’art.31 l.30 Luglio 2009, n.104, la concessione del previsto termine per memorie anche agli interessati non reclamanti. Con memoria depositata il 21 Dicembre 2012, la difesa del M.llo Bernacchia, riprendendo gli argomenti sviluppati nel reclamo, chiede che il provvedimento di exequatur venga annullato o revocato.  In particolare dopo aver rilevato che in tale provvedimento il commissario della Legge non ha minimamente circoscritto l’oggetto dell’indagine e del sequestro, ammettendo la misura nei confronti di tutto quanto concerne l’attività professionale di due marescialli della Gendarmeria che hanno svolto e svolgono attività di indagine riservate e certamente delicatissime, con possibile pregiudizio, in primis, degli interessi dello Stato, si sostiene che difetterebbe nella specie il requisito del FUMUS del reato a carico del BERNACCHIA.

    In particolare egli è accusato di aver dato una comunicazione falsa all’autorità di polizia italiana concernente il possesso di sostanza stupefacente da parte del Manco Catello, inducendo il destinatario della comunicazione a compiere una perquisizione nei confronti del soggetto che ha esito negativo; il suo interesse a sviare le indagini accusando falsamente il Manco sorgerebbe dalla posizione di socio occulto della Società di investigazioni private CIO spa che il Bernacchia rivestirebbe, secondo le dichiarazioni di Salvatore Vargiù, che è rappresentante legale di tale società. Si tratterebbe di accuse puntualmente smentite dall’indagato nel corso del suo interrogatorio.

    Con memoria depositata il 27 dicembre 2012, anche la difesa del M.llo Gatti si pone a sostegno del reclamo, riprendendone gli argomenti, e sottolineando soprattutto il carattere perfettamente lecito della condotta ascritta all’indagato, nonchè la mancanza di ulteriori elementi dai quali si possa ricavare che egli è a parte della supposta macchinazione contro Manco Catello”

    FINE SECONDA PARTE