San Marino, crisi in Venezuela: la politica fa fronte comune a difesa del diritto internazionale

L’escalation della crisi in Venezuela e le sue ripercussioni sullo scenario globale sono state al centro del dibattito politico sammarinese durante l’ultima puntata della trasmissione “Palazzo Pubblico”, condotta da Luca Salvatori e andata in onda sull’emittente di Stato San Marino RTV (clicca qui per rivedere la puntata di Palazzo Pubblico della Tv di Stato). Nel corso del confronto, esponenti di maggioranza e opposizione hanno manifestato una sostanziale unità di vedute, ribadendo la necessità di ancorare ogni azione diplomatica al rispetto dei diritti umani e delle regole democratiche, in linea con l’ordine del giorno già approvato nel 2024 dalla Commissione Affari Esteri.

Immagine tratta da “Palazzo Pubblico” di San Maerino RTV

La posizione del Partito Democratico Cristiano Sammarinese è stata illustrata da Manuel Ciavatta, il quale ha ricordato come la linea del Titano, specialmente nel rapporto con le grandi potenze, sia storicamente improntata alla ricerca di un dialogo efficace. Secondo l’esponente democristiano, questa strada diplomatica rimane la via maestra da perseguire anche nell’attuale contesto. Non è mancato un riferimento al sostegno espresso dal Pdcs nei confronti di Maria Corina Machado per il Nobel per la Pace, gesto simbolico a supporto della libertà e della dignità nel Paese sudamericano.

Sul fronte della legalità internazionale, Maria Luisa Berti di Alleanza Riformista ha evidenziato i rischi connessi all’uso della forza in spregio alle norme condivise, sottolineando come tali violazioni espongano soprattutto i piccoli Stati a una condizione di estrema vulnerabilità. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Giuseppe Maria Morganti (Libera), che ha messo in guardia sul legame indissolubile tra giustizia, autodeterminazione dei popoli e pace, paventando il pericolo che l’attuale situazione possa degenerare rapidamente in un conflitto fuori controllo.

La questione della legittimità istituzionale è stata sollevata da Gerardo Giovagnoli del Partito dei Socialisti e dei Democratici. Per Giovagnoli, San Marino deve interrogarsi su quale governo riconoscere, mantenendo come unica bussola il diritto internazionale e la chiara volontà democratica espressa dalla popolazione venezuelana. Anche Mirko Dolcini (Domani Motus Liberi) ha espresso forte preoccupazione, non solo per la violazione delle norme internazionali, ma anche per l’aggressività del linguaggio politico utilizzato dai vari attori globali e per il moltiplicarsi dei focolai di guerra.

Sempre dall’opposizione, Antonella Mularoni di Repubblica Futura ha osservato come, a fronte di una posizione sammarinese già definita, anche l’Europa stia progressivamente chiarendo la propria linea. Mularoni ha auspicato fermezza nelle decisioni internazionali per evitare epiloghi drammatici. In chiusura, Giovanni Zonzini (Rete) ha esortato le istituzioni sammarinesi a far sentire la propria voce in tutti i consessi multilaterali e bilaterali, utilizzando il peso specifico del voto del Titano per condannare ogni violazione del diritto internazionale, indipendentemente dalla provenienza politica di tali azioni.