San Marino, crisi istituzionale e “piano parallelo”: l’affondo di Lorenzo Forcellini Reffi (DML)

Il clima politico a San Marino si fa incandescente dopo le pesanti dichiarazioni di Lorenzo Forcellini Reffi, presidente di Domani – Motus Liberi, che in una nota diffusa nella giornata di ieri, domenica 22 febbraio, ha lanciato un durissimo attacco alla gestione della cosa pubblica. Al centro della polemica non c’è solo l’instabilità politica, ma la rivelazione di un presunto “piano parallelo” che minaccerebbe l’integrità stessa della Repubblica.

Secondo quanto comunicato da Domani – Motus Liberi, la preoccupazione del partito si è spostata dalla critica alla gestione amministrativa a un allarme sulla sopravvivenza delle istituzioni. Reffi cita esplicitamente le informazioni fornite dal Dirigente del Tribunale riguardo a un progetto eversivo che vedrebbe coinvolti esponenti politici, associazioni private e uomini d’affari. Le accuse ipotizzate sono pesantissime: “Attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica di San Marino”.

“Siamo venuti a conoscenza che qualcuno ha avuto l’intenzione di mettere a repentaglio la nostra sovranità e i suoi oltre 1700 anni di storia”, ha dichiarato Reffi, citando anche altre voci dell’opposizione per sottolineare la gravità del momento: “In ordine di gravità, dopo l’omicidio c’è questo”. Il presidente di Motus Liberi ha poi puntato il dito contro la reazione delle forze politiche di fronte a tale scenario, descrivendo un quadro di profonda frammentazione.

Il cuore della critica riguarda il fallimento della proposta per istituire una Commissione d’Inchiesta che accertasse le responsabilità politiche di questo presunto attacco allo Stato. Nella ricostruzione di Reffi, la maggioranza si sarebbe spaccata clamorosamente: mentre l’opposizione presentava un Ordine del Giorno per chiedere chiarezza, le forze di governo non sono riuscite a trovare una linea comune. “La maggioranza non sostiene l’Ordine del Giorno e si spacca”, ha spiegato il presidente di Motus Liberi, elencando il voto contrario di DC e di una parte di Alleanza Riformista (AR), l’astensione di Libera e il mancato voto di gran parte del PSD.

La situazione sarebbe ulteriormente degenerata il giorno successivo, quando AR ha presentato un Progetto di Legge autonomo per istituire la medesima Commissione, ma con tempistiche differenti. Un movimento che Reffi definisce quasi surreale: “Se fosse un film, la sala esploderebbe in un ‘no, vabbè’. Potremo accettare di essere nelle mani di una maggioranza che si comporta in questo modo di fronte ai reati più gravi?”.

L’accusa finale di Domani – Motus Liberi riguarda il tentativo di distogliere l’opinione pubblica dai problemi strutturali del Paese attraverso annunci di servizi digitali, trasporti a chiamata o interventi di ordinaria amministrazione. “Il solito film della politica della polvere sotto il tappeto non è più tollerabile”, ha incalzato Reffi. Il comunicato si chiude con un appello alla competenza e alla protezione della Repubblica: “Ci serve di più. Al nostro Paese serve chi abbia davvero l’interesse a proteggere questa identità, e serve in fretta”.