San Marino. Csu: “POLO DELLA MODA: TRA AMNESIE DEL SEGRETARIO AL LAVORO E DATI PREOCCUPANTI”

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5 MARZO 2019. Siamo letteralmente stupiti dalla risposta “piccata” del Segretario di Stato al Lavoro al Lavoro ed Industria rispetto alle doverose critiche sollevate dalla CSU nei giorni scorsi. Siamo ancora più meravigliati delle inspiegabili amnesie del Segretario Andrea Zafferani alla luce di quanto da lui affermato il 5 Agosto del 2015 sempre con riferimento agli impegni occupazionali e formativi del progetto Polo della Moda: “E’ inaccettabile che non ci siano concreti impegni occupazionali di sammarinesi e residenti, a fronte di tutti gli sgravi concessi. Gli investitori non pagano 1€ per la formazione del personale residente, che è tutta a spese nostre”.

 

Se non fossero le parole di un esponente del Governo, sembrerebbero quelle di quei disfattisti e rompiscatole della CSU: una convergenza di opinioni quasi totale con il recente comunicato della FULCAS CSU che dovrebbe far riflettere con attenzione.

 

Vorremmo rassicurare l’Esecutivo che la CSU è stata ed è coerente con le proprie posizioni favorevoli al progetto Polo della Moda, che sono state assunte pubblicamente sin dal 2015. Non solo ma siamo altrettanto coerenti riguardo al sacrosanto principio in base al quale gli iscritti alle liste dei disoccupati sammarinesi devono avere la precedenza, a parità di requisiti.

 

Mantenere il rispetto degli accordi sottoscritti con i proponenti il progetto è doveroso, ma altrettanto indispensabile è – particolarmente in una condizione di crisi occupazionale come quella attuale – privilegiare le assunzioni di cittadini e residenti: obiettivo che diventa difficilmente raggiungibile con la liberalizzazione delle assunzioni di persone provenienti da fuori territorio, anche per mansioni di bassa professionalità.

 

Il Segretario Zafferani, incoerente con le sue dichiarazioni passate,  ha di fatto rimosso l’unico strumento che potesse concretamente favorire l’occupazione interna. Le centinaia di disoccupati interni si aspettano di poter almeno giocare la partita ad armi pari, e non – come affermato dall’esponente del Governo con riferimento al comunicato CSU – essere assunti al Polo della Moda per grazia ricevuta e non per merito.

 

Affermazioni che offendono soprattutto la dignità degli oltre 150 iscritti ai corsi di formazione previsti per il Polo della Moda, che si trovano di fronte all’incertezza di non conquistare l’ambito posto di lavoro nonostante il possibile superamento a pieni voti del percorso formativo previsto, ciò a causa della concorrenza lavoratori forensi che – a parità di requisiti – possono mettere sul piatto esperienze lavorative che il nostro Paese non ha saputo o potuto offrire ai residenti..

 

Con il Segretario al Lavoro Andrea Zafferani, vogliamo invece tornare a parlare di dati occupazionali preoccupanti, invece di perdersi in sterili ed inutili polemiche.

 

E i dati relativi al mese di dicembre 2018 sono emblematici: in un anno gli occupati sono aumentati di 602 unità, di cui solo 101 sono sammarinesi o residenti.

 

Se da un lato c’è di che rallegrarsi, per un incremento così significativo dell’occupazione, dall’altro non si può certamente essere soddisfatti, visto anche che i due terzi dei lavoratori provenienti da fuori territorio hanno qualifiche bassissime. Ciò significa che vengono richieste qualifiche reperibili anche in territorio, oppure che detti lavoratori sono letteralmente sfruttati.

 

Mentre la disoccupazione maschile è a livelli poco più che fisiologici (4,5%), quella femminile è più del doppio ed è, purtroppo, stabile: infatti, a fronte di 183 lavoratrici in più, solo 27 sono sammarinesi o residenti, ciò nonostante il sistema di incentivi e disincentivi messo in atto dal Governo.

 

Entrando nel dettaglio, nel biennio 2015 – 2016, ultimo periodo antecedente l’introduzione della “Legge sviluppo”, gli occupati sono cresciuti di 558 unità, di cui ben 479 erano sammarinesi e residenti.

Nel biennio successivo 2017 – 2018 in piena vigenza della citata Legge, gli occupati sono aumentati di 754 unità, di cui solo 141 sono cittadini e residenti. Questi dati non meritano ulteriori commenti.

 

Il fallimento delle politiche per il lavoro del Governo è pertanto sotto gli occhi di tutti, per cui chiediamo per l’ennesima volta che venga rimossa la liberalizzazione delle assunzioni.

 

Per concludere, i dati dell’Ufficio di Statistica ci offrono la possibilità di distinguere tra i settori virtuosi e quelli che non lo sono: è giusto sottolinearli.

Il settore manifatturiero assorbe la gran parte dell’incremento degli occupati (516 su 602) dei quali quasi la metà sammarinesi o residenti; in controtendenza il settore commercio da un lato incrementa gli addetti di 70 unità, ma dall’altro evidenzia la diminuzione degli occupati sammarinesi.

 

I numeri non sono opinioni, invitiamo quindi il Governo a fare qualche doverosa ed approfondita riflessione!!!

 

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