San Marino. Da Area Democratica una riflessione sul dibattito politico

  • Le proposte di Reggini Auto

  • L’ennesimo richiamo dell’Eccellentissima Reggenza ad un comportamento e a dei toni consoni dell’Aula Consiliare, si va a sommare agli appelli che negli ultimi anni sempre più spesso la Reggenza ha dovuto rivolgere ai Consiglieri, sempre più avvezzi ad ignorarli, sdoganando un dibattito politico – se così lo si può ancora definire – sempre più aggressivo, sconveniente all’alto ruolo che il Consiglio Grande e Generale ha e al rispetto per un’Istituzione che è rappresentanza di tutte le cittadine e i cittadini sammarinesi. Come Area Democratica non possiamo non far nostro il richiamo della Reggenza, proprio per il rispetto che abbiamo verso le Loro Eccellenze e per l’Aula Consiliare e, al tempo stesso, non possiamo esimerci dal riflettere su quali siano stati gli elementi che hanno portato a questa regressione del livello del dibattito politico. Che il Consiglio Grande e Generale sia da sempre terreno di dibattiti, scontri e manifestazioni -anche forti – è cosa nota e in fin dei conti anche normale per la dialettica politica, ma l’aggressività che spesso sfocia nella calunnia ha un inizio molto più recente. Non si può non evidenziare come tale situazione abbia iniziato a generarsi proprio quando, con le elezioni del 2012, sono entrate in Consiglio Grande Generale nuove forze politiche, in particolare un movimento che si è distinto dai suoi esordi come “antisistema” (per poi accomodarcisi perfettamente, nei gangli del sistema), i cui rappresentanti hanno macinato consensi gridando, accusando, puntando il dito contro chiunque non venisse considerato “degno”, abusando dell’immunità che – giustamente – i Consiglieri hanno. L’antisistema fintamente rivoluzionario che ha fatto una battaglia per superare una legge elettorale che vincolava i partiti e programmi di governo in coalizioni dichiarate prima del voto, per poi accomodarsi al tavolo del più conservatore dei partiti che il sistema a nutrito: il PDCS. Una luna di miele costruita durante gli anni di opposizione condivisa, che ha portato ad un attacco al Tribunale senza precedenti, al debito che ancora non è ben chiaro come la Repubblica potrà sostenere, alle difese del sistema e ai salti carpiati verso tutte le battaglie portate avanti negli anni (tetto stipendi e Cartiera, solo per fare due esempi), alla gestione clientelare della PA, all’incapacità di fare le riforme necessarie al Paese. Ma, al di là di una certa incoerenza tra il dire e il fare, oggi Rete è legittimamente al governo, e ci mancherebbe altro che non fosse così! Qual ’è il problema, quindi? Dopo tutti gli interventi dall’opposizione, tutte le lezioncine morali su tutto, verso e contro tutti, eravamo tutti curiosi di vedere come sarebbe stata l’azione di Rete al governo. Ma, com’era prevedibile, in questo esecutivo la sua azione è deludente, mentre invece è molto chiara l’impronta democristiana. In conclusione, come diceva Tonino Guerra: “L’ottimismo è il profumo della vita.” Quindi, nonostante tutto, noi vogliamo essere ottimisti e crediamo ancora in un sussulto illuminante di Rete al governo. Prima o poi dovrà arrivare, sempre che la Democrazia Cristiana lo permetta e sempre che la metamorfosi non sia completa.

    Area Democratica