Nicola Codicé, candidato in “Domani Motus Liberi” (leggi qui e leggi qui il commento di Motus), come ampiamente preannunciato, non è certo l’unico candidato che -pur senza che sussistano indizi che facciano pensare al dolo ma con evidente ingenuità e superficialità- è responsabile di una azione che è finita, poi, con il “favorire” direttamente o indirettamente la “Cricca”, segnatamente a Codicé quel Daniele Guidi indicato nell’indagine tuttora aperta e condotta dal Commissario Elisa Beccari come una sorta di “capo” di quell’associazione a delinquere ipotizzata nello stesso fascicolo giudiziario.
Il comunicato di ieri di Repubblica Futura, l’ennesimo di una serie infinita contro la Presidente di Banca Centale, precisamente la sua conclusione in cui annuncia che “prenderà le opportune decisioni” (e in cui non manca la solita frecciata a GiornaleSm, evidentemente colpevole, nel caso, di aver fatto una cronaca giudiziaria, ovvero aver raccontato come, secondo le parole sotto giuramento della stessa Tomasetti, la posizione di Andrea Zafferani di RF, relativamente alle competenze di Condir o Coovig sui prestiti di liquidità alle banche, nel Ccr a cui lei partecipò dopo il Condir del 31 luglio 2018, fu talmente veemente che le procurò una tensione tale da indurla a vomitare –leggi qui-…
…Quel “prenderemo le opportune decisioni”, dicevo, mi ha ricordato che, Repubblica Futura, per mano di Fernando Bindi, Miriam Farinelli e Sara Conti (le ultime due candidate per le elezioni del 9 giugno), certe “opportune decisioni” le prese già a suo tempo, determinando per la Presidente di Bcsm, elemento determinante nella sconfitta della “cricca”, un’indagine e relativi attacchi mediatici protrattisi per anni e continuati anche dopo l’avvenuta archiviazione (che equivale ad una assoluzione piena) dell’inchiesta
Ed è di questo che intendo parlarvi oggi, ovvero del ruolo che due candidate della lista di Repubblica Futura, Sara Conti e Miriam Farinelli (unitamente a Fernando Bindi non più candidato) hanno avuto -con un atto legittimo, tale è l’esposto- nel “complicare la vita” alla nemica numero uno di quella associazione a delinquere che figura negli atti di una indagine tuttora aperta ai Tavolucci e che sarebbe stata guidata da Daniele Guidi, già condannato in secondo grado per la truffa che ha visto volatilizzarsi circa 75 milioni di fondi pensione e Fondiss, più il danno procurato.
Complicare la vita al nuovo Presidente di Banca Centrale mentre risolveva i disastri creati in precedenza è, secondo voi, una grave responsabilità politica? Perdipiù, farlo tramite un esposto che il giudice ha poi ritenuto giuridicamente infondato, è una grave responsabilità politica? Continuare, e qui la domanda riguarda RF come forza politica, a fare comunicati stampa accusando la Presidente di Banca Centrale di aver falsificato un verbale e addiritturta affermarlo in una trasmissione della Tv di Stato pur essendo noto che l’accusa era infondata poiché già archiviata, è una grave responsabilità?
Come consuetudine in questa opera di trasparenza che si limita a raccontare fatti, senza commentarli e senza giudicarli, ogni sammarinese, il prossimo 9 giugno nel segreto dell’urna, potrà esprimere il suo giudizio e dare la sua risposta, nonché il suo contributo a formare un Consiglio Grande e Generale totalmente impermeabile alle pressioni di quella “cricca” che appare oggi in agonia ma non è ancora del tutto sconfitta.
Ma entriamo nei fatti che vedono protagoniste, con Bindi, le due candidate di RF, Sara Conti e Miriam Farinelli.
In un esposto all’Autorità Giudiziaria, i tre consiglieri di Repubblica Futura rappresentavano -uso le parole del Giudice Elisa Beccari nel decreto di archiviazione- “che l’avv. Maria Teresa Zonzini, audita dai membri della Commissione d’Inchiesta, riferiva in ordine ad una modifica ex post intervenuta sul verbale della seduta del 31 luglio 2018 del Condir di Banca Centrale”. Tralasciamo i tecnicismi finanziari, e giuridici: in pratica si tratta di un esposto di Bindi, Farinelli e Conti in cui si pone all’attenzione della magistratura una “notizia di reato” (credo falso in atto pubblico) ascrivibile al Presidente e a quattro membri del Consiglio Direttivo di Bcsm.
Secondo l’esposto, semplifico, la Tomasetti avrebbe falsificato un verbale del Consiglio Direttivo (Condir), motivando l’accusa con modifiche apportate allo stesso -e ciò che segue è giuridicamente importantissimo, determinante- prima dell’approvazione del medesimo!
In pratica, come ha riconosciuto poi il Giudice nel decreto di archiviazione, non si può ritenere formato il verbale fino alla sua approvazione, ragion per cui le modifiche apportate sono la normale procedura per giungere alla definizione di un verbale che diviene tale solo dopo l’approvazione dell’organismo competente. Quello predisposto dalla Zonzini, non è quindi il verbale, non è un atto, ma è la bozza del medesimo, modificabile qualora chi è chiamato ad approvarlo lo rilevi non conforme o non completo nella ricostruzione della seduta che va a ricostruire. Non è un caso che in tanti organismi, privati o pubblici, le bozze di verbale portate all’approvazione trovino contestazione e modifiche prima della loro approvazione.
Infatti, nel decreto di archiviazione si legge: “Ritiene questo Giudice che la condotta oggetto di esposto non possa rientrare nella suddetta fattispecie incriminatrice. In primo luogo va evidenziato che (…) il segretario Zonzini procedeva a stampare in data 3 agosto 2018, sul libro del Condir, la bozza del verbale della seduta 31 luglio 2018 da lei predisposta, allorquando non era ancora intervenuta l’approvazione, da parte dei membri dell’organo presenti e di chi aveva assistito all’adunanza, circa il contenuto del documento: non potendosi reputare lo stesso un atto validamente formatosi, neppure può integrare la condotta di alterazione e contraffazione“.
Sta di fatto che nonostante l’infondatezza giuridica delle accuse intrinseche nell’esposto Bindi-Conti-Farinelli e così giudicate dall’Autorità giudiziaria, in forza di quella azione condotta dalle oggi candidate nella lista di Repubblica Futura Miriam Farinelli (la stessa che nell’aprile 2023 scese in campo per invitare a fare “basta di parlare di Banca Cis” –leggi qui e leggi qui), la Presidente di Banca Centrale, colei che ha combattuto con efficacia l’occupazione della “Cricca”, è rimasta un paio d’anni sulla “graticola”, subendo attacchi sui media in cui la sua autorevolezza veniva sempre più minata proprio in forza delle accuse intrinseche in questo esposto a firma, fra gli altri, non dimentichiamolo, Miriam Farinelli e Sara Conti e alla conseguente indagine giudiziaria che ha suscitato.
E questi sono fatti. Le conclusioni sull’azione delle due candidate di RF le potrà trarre, ogni sammarinese, il 9 giugno prossimo nel segreto dell’urna elettorale, in quelle elezioni politiche che permetteranno ai sammarinesi, se attenti nel loro voto, di insediare un Consiglio Grande e generale -e quindi un governo- totalmente impermeabile alle pressioni di quel gruppo oggi in larga parte a processo ma non ancora definitivamente “sepolto”!
Enrico Lazzari
Nota importante dell’Autore e di GiornaleSM: in questi approfondimenti si raccontano fatti senza alcun commento o valutazione. Fatti attinenti azioni che hanno visto protagonisti alcuni candidati alle prossime elezioni politiche e fatti che -direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente, ingenuamente o dolosamente che sia- hanno avuto l’effetto di favorire la “cricca” o mettere in difficoltà, creare problemi, minare l’autorevolezza, bloccare l’azione di chi combatteva strenuamente quel gruppo di potere privato che ha contribuito in maniera importante al dissesto finanziario ed economico che tutti i sammarinesi stanno ancora oggi pagando.
Nulla più, nessuna accusa diversa da una eventuale responsabilità politica, men che meno un reato penale, è contenuta o deducibile relativamente ai personaggi, ai candidati citati che, per quanto risulta oggi, non compaiono fra gli indagati o gli imputati di alcuna azione penale nota e, pertanto, vanno considerate “brave persone” fino a eventuale e non nota oggi prova contraria.