San Marino, “Decreto Palestinesi”: emendamenti farsa e fumo negli occhi: al Consiglio non testa che la strada della “bocciatura”! – di Enrico Lazzari

Cari Sammarinesi, a Palazzo devono aver assunto un esperto di illusionismo di quart’ordine. Gli emendamenti al Decreto 154, sbandierati come una “riscrittura profonda”, sono in realtà il più classico dei capolavori del gattopardismo: hanno messo due lucchetti nuovi di zecca sulla porta principale – quella che serve a rassicurare l’opinione pubblica – mentre il portone sul retro è stato lasciato spalancato, con tanto di tappeto rosso già steso e luci di benvenuto accese. Cambiano i termini, certo, ma la sostanza rimane un azzardo geopolitico che il Titano farebbe bene a evitare con cura maniacale, per i motivi illustrati, nei giorni scorsi, fino alla noia.

L’aspetto più esilarante – se non fosse tragico – è la solenne precisazione che il decreto includerà prioritariamente chi ha bisogno di assistenza sanitaria e chi è già in Europa, magari ospite di strutture benemerite come la Sant’Egidio. Ma qualcuno, tra un caffè e una seduta segreta, ha il coraggio di spiegare dove starebbe l’urgenza? Se queste persone sono già in territorio europeo, al sicuro, assistite e protette da giganti della solidarietà, perché San Marino deve farsi carico di trasferirle, garantendo loro alloggi pubblici e corsie preferenziali? La risposta trasuda un’ipocrisia che toglie il fiato: non è più soccorso medico d’urgenza, ma un corridoio di immigrazione mascherato da “bontà a favore di telecamera”. Se l’emergenza è finita una volta messo piede nell’Unione Europea, portarli sul Titano è solo una scelta ideologica che nulla ha a che fare con la salvezza di vite umane, ma molto con l’estetica della solidarietà da salotto radical-chic.

Ma il capolavoro dell’inganno sta nel concetto di “temporaneità”. Vi vendono la data del 30 giugno 2027 come un termine invalicabile, una sorta di “scadenza dello yogurt” per la solidarietà di Stato. Peccato sia una promessa scritta sulla sabbia, destinata a essere cancellata dalla prima marea di opportunismo politico. Finché il soggiorno non sarà vincolato esclusivamente alle cure mediche – il mio ormai celebre “Aeroporto-Ospedale-Aeroporto” – quella scadenza resterà un miraggio burocratico. Chi avrà la forza politica di non rinnovare quei permessi tra diciotto mesi? Nessuno. Anche perché – e qui casca l’asino – resta confermata la possibilità di lavorare. Ed è qui che la maschera cade definitivamente: non si concede il diritto di lavorare a chi deve solo essere bendato, curato e riaccompagnato a casa sua. Si dà il lavoro a chi si vuole stabilizzare. Chi lavora crea legami, versa contributi, si radica. È l’atto di nascita di un insediamento permanente, altro che accoglienza provvisoria per feriti di guerra.

Non si può gestire la sicurezza di una Repubblica millenaria con questa leggerezza da “buonisti” allo sbaraglio. Mentre i cittadini sammarinesi attendono risposte su carovita e alloggi, lo Stato si premura di mettere a disposizione il proprio patrimonio immobiliare per un’operazione che ha tutto il sapore della stanzialità (okay, servirà regolamento…).

 Per tutte queste ragioni, vanificata la possibilità di emendarlo con razionalità, intelligenza e saggezza, l’invito ai Consiglieri che siedono anche questa sera in Aula è uno solo: abbiate il fegato di respingere questo decreto, con o senza questi emendamenti farsa.

Puntate sulla solidarietà vera: ponti aerei, bambini di Gaza che necessitano di cure… Respingete questo decreto “ideologico”, minaccioso per il futuro del Titano e approvate un odg che porti il Titano a fare solidarietà ai veri bisognosi, non a chi è già in Europa. San Marino salverà davvero, così, qualche vita in Palestina… E sul Titano: a cominciare da quella del Pdcs e dei partiti meno ideologizzati con quella irrazionale sinistra ideologizzata, anti-occidentale e “irrimediabilmente irrealista”!

Non trasformate San Marino in un laboratorio politico multiculturale per compiacere qualche fanatico dell’ideologia. Ne va della sicurezza futura della Repubblica e della serenità di una comunità pacifica che ha il diritto di non veder minato il proprio equilibrio da scelte avventate e viziate da un finto umanitarismo. Fermatevi, bocciate questo pasticcio finché siete in tempo.

Enrico Lazzari