Nonostante il ritocchino al nostro rating mondezza ( BB+ ), tanto esaltato dal governo, i cittadini non stanno meglio e la vita quotidiana è più difficile e complicata. Pensionati e lavoratori hanno perso oltre il 12 % del loro potere d’acquisto, l’inflazione vera è molto pesante, gli affitti aumentano, la sanità pubblica zoppica, decine di famiglie chiedono aiuto alla Caritas. Stiamo sicuramente meglio di altre aree per la buona gestione e le riforme strutturali di 40 anni fa ( governo delle sinistre ) in cui meritavamo la tripla A, però siamo di fronte a problemi molto gravi e a un governo inefficiente e confuso.
Bilanci falsi, debito nascosto, debito estero, affari, gestioni approssimative, segreti, opacità, immobilismo, casta nascente, mancanza di visione, pesano come un macigno sul nostro presente e sul nostro futuro, nonostante le potenzialità che abbiamo. La pessima politica autoreferenziale dei fragili e liquidi partiti dediti solo alla spartizione del potere, il governino traballante e immobile che coltiva gli orticelli, la sparizione dei corpi intermedi, creano solo danni.
Non posso accettare che la politica sia ridotta a slogan, promesse, propaganda, improvvisazioni, sperperi e clientelismo. Ma mi infastidisce anche il fatto che la cultura e le idee siano ridotte a materia per pochi illusi. Se non riconciliamo la politica con la cultura; se non ricerchiamo le radici che abbiamo troppo presto dimenticato; se non ricostruiamo questi legami adeguandoci ai tempi nuovi, non abbiamo futuro.
Le nostre radici sono nell’Arengo di 120 anni fa. Dobbiamo quindi operare per promuovere la più ampia convergenza sullo stato di diritto e la moralità pubblica per rafforzare la nostra fragile democrazia e per migliorare la convivenza sociale. Dobbiamo agire concretamente per non arrivare al punto in cui lo stato sociale diventa insostenibile.
Di questo passo, il problema di un futuro non lontano sarà quello di mantenere la pace civile.
Emilio Della Balda












