Il problema più serio e più preoccupante del nostro Paese è che i partiti hanno rinunciato al loro ruolo fondamentale di collegamento e di mediazione tra Stato e cittadini. Si sono frammentati in gruppi di potere a rimorchio dei governi che vanno avanti, da troppo tempo, alla giornata senza un pensiero lungo e senza un progetto. Hanno esaurito la loro spinta evolutiva di elaborazione e di proposta. Di conseguenza, il governo non ha una gestione collegiale e coordinata. Ogni suo membro coltiva l’orticello personale che gli deriva dalla quota di spesa corrente e clientelare che riesce ad ottenere ogni anno.
Il risultato di questo disordine è una gestione opaca, un notevole spreco di denaro pubblico, un sempre maggiore distacco dei cittadini dalla vita pubblica. Ciò avviene in una fase critica e incerta in cui sarebbe essenziale lavorare intensamente per avere una amministrazione ordinata, digitalizzata e rigorosa; una giustizia puntuale e autonoma per andare verso lo stato di diritto; un territorio pianificato nell’interesse pubblico e per la giustizia sociale; una sanità efficiente che previene le malattie e indirizza lo stile di vita; una formazione continua e qualificata che affronta le sfide che sono in corso; una gestione corretta e rigorosa della finanza pubblica; misure per difendere il potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni.
Serve, dunque una svolta guidata da indirizzi di fondo e gestita da nuovi protagonisti responsabili, onesti, concreti e liberi.
Diversamente non c’è futuro.
Emilio Della Balda













