L’allarmismo sulle pensioni è stato promosso proprio dal governo che, con interventi straordinari ed illegittimi, tartassa il Fondo Pensioni che è l’unica vera ricchezza che è rimasta ai sammarinesi dopo il saccheggio clientelare e rubereccio della finanza pubblica.
Il governo tenta di rapinare i pensionati presenti e futuri prendendosi i soldi del Fondo Pensioni e vuole farlo per mano di quelli che beccano, sia di parte sociale, che di parte politica.
Se il Fondo Pensioni è arrivato a 400 milioni è dovuto ai contributi versati per decine di anni dai lavoratori. Garantisce per almeno 22 anni l’integrità del sistema. Sono soldi dei lavoratori che non si possono toccare.
Il governo opera per limare giorno dopo giorno lo stato sociale aziendalizzando e burocratizzando l’ISS, forzando sulla libera professione medica, appesantendo e peggiorando i servizi, tentando di introdurre il ticket, prelevando somme ingenti dal Fondo Pensioni, mantenendo il clientelismo, trascurando la prevenzione. Ora apre il discorso sul disavanzo della gestione previdenziale che ha provocato, inducendo altri a chiedere una riforma lacrime e sangue con relativo attacco ai diritti acquisiti, perché non vuole prendersi la responsabilità diretta di una confisca che si trasformerebbe in una perdita netta di consenso popolare. Si spargono le voci che ai pensionati bastano 2.000 euro al mese per vivere e pertanto si devono tagliare le pensioni. Ma se bastano 2.000 euro ai pensionati che stanno mantenendo i nipoti disoccupati, bastano anche agli altri lavoratori, dirigenti o governanti che siano. Se si vuole fare il Soviet del Titano (con un ritardo di quasi un secolo), bisogna assumersi la responsabilità di stabilire il tetto retributivo di 2.000 euro mensili per tutti, buttando per aria il Paese. Non si può lanciare il sasso e nascondere la mano.
Se il governo è incapace di amministrare e di dare lavoro a tutti i cittadini, deve farsi da parte. Non può demolire lo stato sociale conquistato col lavoro, con i sacrifici e con le lotte delle passate generazioni. Tanto più che i soldi ci sono. Bisogna saperli spendere bene abbandonando il clientelismo e il pressapochismo.
Emilio Della Balda