È già trascorso un anno dalla nascita del nuovo governo, il governo della discontinuità, della trasparenza e del cambiamento.
Molti elettori, anche di idee diverse, avevano riposto molte speranze per il futuro del nostro Paese, che ha limiti e difetti, ma che per noi sammarinesi rimane comunque il più bello del mondo.
Indubbiamente è diffcile governare in un periodo particolarmente complesso e sottoposto agli effetti di una crisi economica che dura ormai da troppo tempo, però passano i mesi e a me pare non vengano affrontati i problemi più urgenti che si riassumono poi negli interventi che possano favorire la ripresa economica e il rilancio del Paese.
Non dico che il governo sia rimasto con le mani in mano, ma gira un po’ troppo a vuoto. Si ha come l’impressione che si muova come quella mamma che comperò il pupazzo per l’auto al figlio minorenne che l’automobile ovviamente non possedeva compiendo un atto che nell’immediato non serviva. Qui, se si vuole uscire dalle secche, occorre rivitalizzare l’evanescenza della politica estera e dargli una impronta economica; mettere mano ad una vera “spending review”; rilanciare le politiche turistiche; tornare a parlare di dogane commerciali.
Insomma occorrerebbe rispolverare i programmi elettorali dimenticati troppo in fretta!
Augusto Casali