San Marino. ”Dirigenza senza esperienza” … del consigliere PDCS William Casali

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  • Le questioni legate alla giustizia continuano ad insistere, sempre con maggiore intensità e ad ogni passo di chi, con impegno, cerca di ripristinare delle normali condizioni di lavoro, si scatenano costantemente reazioni opposte.
    Con la precedente legislatura, di Adesso.sm, si è creata una grande e grave spaccatura nel tribunale, ormai evidente a tutti i cittadini. Questa impostazione perdura e continua ad aggravarsi acutizzando gli scontri.
    Ritengo necessario, a questo punto delle cose, soffermarmi su una figura chiave di questa partita, ossia il Dirigente del Tribunale che, a questo punto ritengo necessario ribadire, sappiamo NON avere i requisiti che la legge indica per questo suo ruolo, ossia Il prof. Guzzetta non possiede i 5 anni di comprovata esperienza in strutture simili al nostro tribunale; ribadisco requisito previsto per legge (LQ 2/2011).
    Ritengo che tale requisito non fosse dettato dal caso, anzi la capacità di gestire strutture così complesse e delicate, come il Tribunale appunto, non possono lasciare spazio all’improvvisazione e dovrebbero essere affrontate con una piena consapevolezza e capacità direttive.
    La lettera inviata al Consiglio d’Europa, in cui il Dirigente sottolinea, in chiusura, di condividerne integralmente il contenuto, NON risulta firmata dall’unanimità dei magistrati (al più si sarebbero dovuti astenere proprio quei magistrati che ne sono direttamente interessati). Eppure in un documento di aspra denuncia, inviato ad organismi internazionali, COME MINIMO, avrebbe dovuto coinvolgere tutti i magistrati se è vero che vanno a ledere dei diritti fondamentali e credo che il Dirigente avrebbe dovuto, perlomeno, consigliare questa impostazione. COME MINIMO sarebbe stato opportuno tentare ogni possibile via interna (coinvolgendo gli organismi preposti), prima di ricorrere a quelli internazionali, difatti non si trova tipo di riferimento nel documento ed anche il Segretario alla Giustizia ha confermato che alcuni passaggi doverosi non sono stati fatti.
    Entrando nel merito dei temi ritengo quantomeno contraddittorio aver messo in discussione l’indipendenza della magistratura almeno per due fondamentali motivi:
    • Togliendo il diritto di voto all’attuale Dirigente, NON essendo un magistrato non interferisce con le autonomie della magistratura
    • La legge di interpretazione autentica non cambia gli equilibri tra togati e non togati, ma semplicemente chiarisce la giusta interpretazione nella convocazione di un organismo lasciano alla Magistratura esattamente lo stesso numero di membri con diritto di voto
    Nella sostanza delle cose, questo atto può solo amplificare la tensione nei rapporti internazionali, i cui effetti complicano il difficile percorso per ridare stabilità all’economia del Paese.
    E’ giusto anche ricordare la disinvoltura del nostro Dirigente del Tribunale nell’apostrofare le istituzioni Italiane, creando un forte imbarazzo istituzionale nei rapporti tra Stati. Anche qui, la proverbiale “prudenza” od “opportunità” di un rappresentante del nostro Paese avrebbe potuto fare gioco, ma ovviamente la mia sensibilità potrebbe valere poco.
    Quello che invece stimola molto la mia sensibilità e sono sicuro che stimola anche quella di molti cittadini è quello che abbiamo dovuto leggere proprio negli ultimi giorni su sito Giornalesm.com. Comprendo che sarà tutto da verificare, ma se fossero state davvero queste le parole, credo proprio che il problema sia ben più grave, secondo quanto riportato su sito il nostro Dirigente avrebbe detto:
    “Ma nel momento in cui questo non sarebbe più un valore e noi fossimo -diciamo- messi alla porta, noi avremo una sola alternativa, una sola.
    A quel punto non basta più la lealtà e l’amore per San Marino.
    A quel punto scatta l’amore e la lealtà per il tuo paese, che non si può permettere di avere una enclave che prenda una deriva da stato di democratura alla Orban.”
    Se il Dirigente del nostro Tribunale avesse riportato queste parole all’interno di un organismo delicato come il Consiglio Giudiziario Plenario, sarebbe veramente grave, questa notizia ha fatto preoccupare tantissimi nostri concittadini ed ora è giusto prendere provvedimenti.
    William Casali, consigliere PDCS