San Marino. Disponibilità al dialogo della maggioranza, Csu: “Finora è solo una presa in giro”

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Le dichiarazioni della maggioranza sulla sua presunta volontà di continuare il dialogo con la CSU, di cui leggiamo anche oggi sulla stampa, finora si sono rilevate solo una presa in giro.

La maggioranza ha approvato il Decreto sulla Patrimoniale senza accogliere nulla delle richieste sindacali che si ponevano l’obiettivo dell’equità. Ma allora di cosa stanno parlando? Fanno grandi aperture al dialogo alle quali non seguono fatti concreti! Evidentemente per loro il dialogo è accettare supinamente tutto quello che decidono da soli!

La CSU aveva chiesto di sospendere l’iter consiliare e di rimettersi al tavolo per concordare un testo condiviso da presentare in Consiglio successivamente. Ma maggioranza e Governo hanno tirato dritto, nonostante la richiesta sindacale fosse sostenuta da migliaia di persone che allo sciopero generale del 30 maggio hanno riempito Piazza della Libertà e che in precedenza hanno partecipato alle affollatissime assemblee intercategoriali.

La maggioranza ha la faccia tosta di attribuire alla CSU un linguaggio che creerebbe un clima poco sereno, quando sono loro stessi che alimentano lo scontro sociale, prendendo decisioni che ignorano la volontà espressa democraticamente dai molti cittadini che partecipano alle iniziative sindacali.

La CSU è stata molto chiara: perché riprenda seriamente il dialogo, la maggioranza deve dare segni concreti di disponibilità ad accogliere le richieste del sindacato innanzitutto su alcune questioni prioritarie: oltre al Decreto sulla patrimoniale, andato come prima detto, sulla vicenda di Fondiss e sulla revoca della rescissione dei contratti del settore bancario.

Sulle risorse di Fondiss, pari a 63 milioni di euro depositate finora in Banca Centrale, la CSU esige che dal 1° luglio tornino interamente nella disponibilità del Comitato Amministratore, per essere investite con le massime garanzie possibili presso le banche, ad eccezione della banca che finora ne ha beneficiato. La CSU ha inoltre chiesto di sapere quali titoli nel luglio scorso sarebbero stati acquistati e per quale durata, informazione questa nella disponibilità di BCSM. Siamo ancora in attesa di ricevere una risposta…

Al contempo la CSU ribadisce la richiesta di riattivare i contratti integrativi dei dipendenti degli istituti di credito, attraverso il ritiro dei recessi messi in atto dalle direzioni delle banche, ad iniziare da Cassa di Risparmio. Su questa tematica la maggioranza non può continuare a trincerandosi dietro una presunta non competenza, assolutamente inaccettabile, considerando che per Carisp, banca che appartiene allo Stato, la parte pubblica ha piena responsabilità.

La maggioranza dice di aver apprezzato lo slogan scelta dalla CSU per lo sciopero, “Uniti per il paese”: se veramente vuole unire e non dividere, la smetta con i suoi atteggiamenti autoritari e autoreferenziali e si renda disponibile a considerare sul serio le richieste sindacali, dando fin dai oggi dei segnali precisi.

Comunicato stampa
CSU

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