Le promesse di rilancio economico legate alla riforma fiscale del 2025 finiscono nel mirino dell’opposizione. In una nota diffusa oggi, il movimento DOMANI – Motus Liberi solleva dure critiche sulla gestione del gettito derivante dalla riforma IGR, stimato in circa 17 milioni di euro, accusando l’esecutivo di incassare nuovi tributi senza aver messo in campo una reale strategia di crescita per il Paese.
“La riforma IGR del 2025 è stata presentata dal Governo come una scelta ‘necessaria’ e ‘strategica’: un sacrificio chiesto a cittadini e imprese per finanziare un piano di sviluppo del Paese”, esordisce il comunicato della forza politica. Tuttavia, a mesi di distanza, il movimento rileva come quelle risorse stiano confluendo in spesa pubblica generica o in opere singole prive di un disegno organico.
Al centro della polemica finisce il nuovo Polo della Sicurezza a Valdragone, un’opera da 7,5 milioni di euro complessivi, il cui primo lotto da 3,6 milioni è finanziato proprio grazie all’extra gettito fiscale. “Opera utile sotto il profilo logistico, ma è questa la priorità per lo sviluppo economico di San Marino?”, si domanda il movimento, sottolineando come il Paese debba affrontare urgenze ben più pressanti: dal costo dell’energia alla crisi demografica e abitativa, fino alla carenza di infrastrutture economiche e digitali.
Secondo DOMANI – Motus Liberi, l’amministrazione attuale starebbe fallendo nella sua missione principale: “Il Governo non sta guidando una strategia di crescita, ma limitandosi ad amministrare la spesa”. Per il movimento, la competitività di uno Stato si costruisce investendo in innovazione, formazione e attrazione di capitali, elementi che mancherebbero in un’agenda politica basata su “interventi scollegati e decisi caso per caso”.
La tensione politica è salita ulteriormente dopo la seduta congiunta delle Commissioni Esteri e Finanze svoltasi nella giornata di ieri, dove la maggioranza ha respinto un ordine del giorno presentato proprio dal movimento per dare impulso allo sviluppo. Un’occasione che, secondo la nota, è stata “per l’ennesima volta gettata nel cestino”.
Il movimento chiede ora un cambio di passo radicale attraverso un piano di sviluppo nazionale pluriennale, trasparenza totale sull’impiego dell’extra gettito e criteri vincolanti che diano priorità a investimenti su lavoro e competitività. La conclusione della nota è un attacco frontale all’attuale gestione della cosa pubblica: “San Marino non ha bisogno di un Governo che spende. Ha bisogno di un Governo che costruisce crescita. Oggi, l’extra IGR si rivela per ciò che è: una tassa in più senza un progetto in più”.












