San Marino, addì 26/02/2026 – 1725 d.f.R.
Nelle ultime settimane la vicenda che coinvolge Starcom Holding, San Marino Group ed Ente Cassa ha occupato con insistenza il dibattito pubblico, facendo emergere accuse e ricostruzioni tra loro profondamente divergenti in merito a un’operazione di acquisizione non andata a buon fine e alle sue possibili ripercussioni sul sistema finanziario sammarinese.
Non si tratta di semplici indiscrezioni giornalistiche, ma di prese di posizione ufficiali e atti pubblici che delineano versioni incompatibili. Si parla di sequestri rilevanti di fondi, di responsabilità contestate e di possibili coinvolgimenti politici che, se confermati, configurerebbero un utilizzo improprio del ruolo istituzionale. Una situazione di tale gravità non può essere liquidata come uno scontro tra parti o ridotta a polemica politica.
Quando emergono ombre su un’operazione così delicata per la stabilità e la credibilità del sistema bancario della Repubblica, la politica ha il dovere di agire con senso di responsabilità. Sarebbe stato necessario avviare un percorso chiaro e tempestivo per fare piena luce sui passaggi decisionali, sui ruoli ricoperti e sulle eventuali responsabilità politiche, nel rispetto dell’autonomia della magistratura ma senza rinunciare alla funzione di indirizzo e controllo che spetta alle istituzioni.
Invece, la maggioranza e il Governo hanno scelto una linea prevalentemente difensiva, affidata a comunicati volti a ribadire compattezza interna più che a fornire risposte nel merito. Ma proclamare unità non equivale a garantire trasparenza. La sensazione diffusa è che prevalga la tutela degli equilibri politici rispetto alla piena salvaguardia dell’interesse generale.
Difendere la democrazia dalla rissa permanente significa accettare il confronto e considerare le richieste di chiarezza come parte fisiologica della vita istituzionale. Il danno per il Paese non deriva dalle domande, bensì dall’assenza di risposte convincenti.
Nessuno invoca interferenze con il lavoro della magistratura, che deve operare con autonomia. Tuttavia, la responsabilità politica è distinta da quella penale e non può essere sospesa in attesa di eventuali sviluppi giudiziari. Di fronte a ricostruzioni pubbliche così divergenti, la politica non può limitarsi a minimizzare o rinviare.
In questo quadro, risulta difficile comprendere richieste di “unità e coesione” quando, parallelamente, si assumono decisioni rilevanti senza un adeguato coinvolgimento istituzionale. L’organizzazione di un servizio straordinario di controllo e sicurezza nel centro storico, con l’impiego della Gendarmeria e dei Corpi volontari, senza una preventiva e formale informazione ai Consiglieri di opposizione, rappresenta un ulteriore elemento di criticità. Se si invoca la compattezza, essa deve tradursi in comportamenti coerenti e trasparenti.
La Repubblica non appartiene a chi temporaneamente la governa, ma alla sua comunità. Per questo DOMANI – Motus Liberi continuerà a chiedere verità e trasparenza nell’interesse esclusivo della Repubblica di San Marino e dei suoi cittadini, affinché la credibilità delle istituzioni sia difesa con i fatti e non soltanto con le parole.
DOMANI – Motus Liberi
Ufficio Stampa











