San Marino. DOMANI – Motus Liberi Giovani. Contro l’odio non bastano le parole: serve una responsabilità collettiva

Davanti a episodi di odio che colpiscono la nostra comunità siamo tutti pronti a indignarci, a puntare il dito e a ripetere che “bisogna fare qualcosa”. Il tema del bullismo e dell’hate speech è ormai da tempo al centro del dibattito pubblico: incontri nelle scuole, progetti educativi, interventi di esperti e psicologi accompagnano da anni il percorso formativo dei nostri ragazzi.

Abbiamo letto con attenzione la lettera di 53 insegnanti delle Scuole Medie, che ha scatenato un bel dibattito ed una approfondita riflessione all’interno della nostra Sezione Giovanile: gli ultimi fatti che hanno interessato la Repubblica ci impongono una riflessione onesta, ovvero che le iniziative formative scolastiche, pur importanti, non sono sufficienti se non vengono accompagnate da un’educazione concreta al comportamento e alla responsabilità. Non basta spiegare ciò che è sbagliato; è necessario offrire modelli di riferimento credibili, che non possono e non devono ricadere esclusivamente sulla scuola.

I ragazzi imparano soprattutto osservando gli adulti. Osservano ciò che leggono, ciò che viene detto nello spazio pubblico e digitale, il modo in cui ci si confronta e ci si rispetta – o non ci si rispetta. Per questo l’educazione non può essere demandata a un solo ambito, ma deve diventare una responsabilità condivisa dell’intera comunità.

In questo contesto, riteniamo che il Governo stia perdendo ancora una volta l’occasione di aprire una riflessione ampia e strutturata sul ruolo della comunità educante. Servirebbe una regia politica capace di mettere attorno a un tavolo tutte le forze consiliari, i rappresentanti del mondo scolastico, sportivo e associativo, insieme a esperti del settore, per costruire risposte concrete e consolidate nel tempo.

Il nostro appello è chiaro: oltre alle politiche fiscali e amministrative, è necessario che l’Esecutivo torni a occuparsi anche della tenuta sociale e educativa del Paese. San Marino non può limitarsi a intervenire solo quando il problema esplode.

Per questo proponiamo l’avvio di un percorso condiviso che porti alla definizione di un Codice di Responsabilità Digitale: un insieme di linee guida istituzionali rivolte al mondo adulto e, in particolare, a coloro che ricoprono ruoli pubblici o educativi – nella scuola, nello sport e nelle realtà associative educative che intendono aderire.

Non si tratta di vietare o reprimere, né di adottare scorciatoie ideologiche già viste altrove, perché diciamocelo chiaramente: vietare od oscurare i social network non ci porterà mai da nessuna parte. Crediamo invece in un approccio fondato sull’educazione, sulla responsabilità e sull’esempio. Non basta controllare i ragazzi: è necessario rieducare anche gli adulti a un uso consapevole delle parole, a non restare indifferenti davanti all’odio e a comprendere il peso che ogni messaggio pubblico può avere.

La nostra forza è sempre stata quella di essere una comunità. Facciamo in modo che questo resti un valore e non diventi una fragilità. Perché una comunità che riesce a educare bene oggi è una comunità più sana, più forte e più libera domani.

Borgo Maggiore (R.S.M.), 30/01/2026

DOMANI – Motus Liberi Giovani

Sezione Giovanile del Partito