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In effetti c’è molta stanchezza e disinnamoramento fra noi cittadini , anche se qualche cosa sembra muoversi.
Eppure mai un momento è stato così importante e delicato come questo, ed il voto che andremo a deporre nell’urna domenica 9 giugno farà una grande differenza .
Il mondo è cambiato e sta cambiando ad una forte velocità .
Noi sammarinesi non solo siamo fermi ma spesso anche con la testa girata all’indietro a rimpiangere l’eldorado di un passato fatto di monofase furbizie fiscali e riciclaggi .
Siamo diventati una società pigra, scontenta ,rancorosa, fatta prevalentemente di vecchi (anche io lo sono, ma non per questo non ne sono consapevole)e con pochi o nessun spazio per i giovani , specie quelli più volitivi e preparati (che infatti se ne vanno).
Una organizzazione sociale, amministrativa, educativa, sanitaria ecct che se negli anni ottanta poteva essere adeguata o in alcuni casi addirittura all’avanguardia , ora è superata e non più in grado di intercettare i bisogni e rispondere alle esigenze dei singoli, delle famiglie, delle comunità.
Ma invece di cambiare dove necessario con coraggio e determinazione, la stagnazione politica ha dato spazio e voce ai vari populismi che bivaccano sui disagi , abilissimi nello strumentalizzare ogni difficoltà del sistema e sempre pronti a promettere soluzioni miracolistiche , improbabili e semplicistiche ai problemi molto complessi .
Unico elemento in un certo senso positivo(i danni procurati sono stati molti e in tutti i settori che hanno toccato) è la constatazione indiscutibile che passati dalla prova del dire a quella del fare (che sarebbe più giusto chiamare del disfare) i due principali movimenti populisti (Civico 10 prima e Rete poi), hanno miseramente fallito nelle loro esperienze di governo . Sarebbe bene che ce ne ricordassimo tutti andando a votare Domenica .
Anche a livello istituzionale facciamo sempre più fatica.
Governi Troppo arlecchino, poco omogenei e scaturiti per sommatoria e non per concordanze di programma imbarcando i tanti partitini e movimenti( ormai ne abbiamo uno ogni 10 abitanti) .
In questo contesto anche il livello degli eletti è quello che è e non può essere diversamente.
Nel complesso quindi non assistiamo al trionfo della democrazia ma alla sua sfarinatura anche perchè i partitini, e i cespugli che ad ogni tornata elettorale aumentano di numero perché hanno ben chiaro che spesso possono esercitare un notevole potere di veto se non di esplicito ricatto determinando nelle maggioranze così formate paralisi ed interventi contraddittori.
Dopo le elezioni sarebbe utile che la politica-tutta- e la società civile aprissero un dibattito approfondito non ideologico e non demagogico per una riforma lungimirante delle istituzioni che coniughi rappresentanza e governabilità a partire dalla Elezione diretta della Reggenza , la nostra Istituzione più rappresentativa.
Termino con una nota di folclore.
E’ giunto oggi in tutte le case il libretto bello patinato “ELEZIONI POLITICHE 2024”.
Tutto il teratrino della politica nostrana vi è anche fotograficamente rappresentato (non senza diversi ritocchi anti-age direi , ) .
Sfogliandolo si notano le comparse , gli attori di lungo corso (ed anche di ripetuta trombatura), le volpi mascherate fra gli agnelli, e le vecchie cariatidi, alcune proprio preistoriche . A colpo d’occhio , poche le vere novità ,pochi i giovani ,pochi le persone rappresentative della società , del lavoro , dell’intellettualità; molti, troppi i personaggi marginali.
Quindi cari amici concittadini: scremare, scremare ,scremare e scegliere i migliori e chi ci da un minimo di garanzia .
Dario Manzaroli