Alta tensione oggi a Palazzo Pubblico. Dopo una maratona notturna dedicata al decreto sull’accoglienza dei profughi palestinesi, l’attenzione del Consiglio Grande e Generale si è spostata sulla delicata vicenda di Steven Raul James. Al centro del dibattito, la richiesta dell’opposizione di istituire una Commissione d’inchiesta parlamentare per fare luce sulle tempistiche e sulle eventuali responsabilità istituzionali legate al caso dell’uomo condannato per abusi su minori, una proposta che ha trovato il muro del Governo.
L’accusa: “Inerzia inaccettabile”
La seduta odierna si è aperta con l’esame del progetto di legge presentato dalle minoranze. L’obiettivo era creare un organismo con pieni poteri d’indagine per chiarire quando esattamente le autorità sammarinesi abbiano appreso della condanna definitiva inflitta in Italia e se il Congresso di Stato e il Segretario alla Giustizia abbiano agito con la dovuta celerità. I consiglieri di Repubblica Futura, in particolare Enrico Carattoni e Sara Conti, hanno puntato il dito contro quella che hanno definito un’inerzia “raccapricciante” di oltre un mese: un lasso di tempo durante il quale il soggetto, nonostante la richiesta di estradizione pendente, ha continuato a circolare liberamente e a lavorare come cuoco all’interno di un asilo nido. L’opposizione ha chiesto provocatoriamente perché la maggioranza rifiuti l’inchiesta se non c’è nulla da nascondere, definendo la commissione tecnico-amministrativa proposta dal governo uno strumento privo di reali poteri.
La difesa del Governo e il trasferimento del detenuto
Il Segretario alla Giustizia, Massimo Andrea Canti, ha respinto la proposta dell’opposizione, fornendo un aggiornamento sugli sviluppi della vicenda. L’esponente dell’Esecutivo ha reso noto che il 13 gennaio scorso il Congresso di Stato ha deliberato l’accettazione del trasferimento di James nelle carceri sammarinesi, in applicazione della Convenzione di Strasburgo. Una decisione accelerata anche dalle condizioni del detenuto in Italia, dove avrebbe subito aggressioni e mancato supporto psicologico.
Canti ha ribadito la linea della maggioranza: la strada maestra resta la commissione tecnico-amministrativa, incaricata di studiare protocolli operativi per evitare il ripetersi di simili falle nel sistema. Il Segretario ha espresso rammarico per il mancato invio dei nominativi da parte dell’opposizione per questo organismo e ha sottolineato che far scontare la pena a San Marino permetterà un maggiore controllo e sicurezza una volta che l’uomo tornerà in libertà.
Il dibattito sul decreto Palestina
Prima di affrontare il caso di cronaca giudiziaria, l’Aula aveva vissuto ore di dibattito serrato sul decreto per l’accoglienza di 30 profughi palestinesi. Sebbene sembri essere emerso un consenso generale sull’intento umanitario del provvedimento, non sono mancate le polemiche sugli emendamenti governativi. Le critiche, sollevate in particolare da Rete e Repubblica Futura, hanno riguardato la scadenza dei permessi di soggiorno fissata al giugno 2027 e i vincoli sugli alloggi pubblici, oltre alla rimozione dei riferimenti all’unità familiare, interpretati dall’opposizione come un cedimento a pulsioni xenofobe.











