Con l’invio di dieci avvisi di garanzia dal Tribunale di Cailungo per “amministrazione infedele” agli ex vertici della Cassa di Risparmio di San Marino e due rogatorie internazionali per vederci meglio su possibili “atti corruttivi” anche il Tribunale ha praticamente reso noto di indagare da tempo sulla vicenda che riguarda Carisp e l’affaire Sopad-Delta, mentre sulla stessa questione la politica ha già nominato e resa operativa la Commissione consiliare di inchiesta risalente allo scorso luglio.
Il compito della commissione è quello di “individuare eventuali responsabilità politiche o amministrative che hanno gravitato intorno alla Cassa di Risparmio nel gruppo bancario italiano Delta” e come spiega il presidente della commissione, Gerardo Giovagnoli, consigliere del Psd alla Dire, “non c’è sovrapposizione tra i due organismi”.
Contattato per un commento sugli sviluppi del Tribunale, preferisce glissare su fatti che “non riguardano la nostra indagine – puntualizza – la quale si rifà ai tre punti espressi nella legge istitutiva”. Ovvero fare luce su infrazioni “politiche e amministrative” rispetto in primis “alle autorizzazioni rilascia- te e ai controlli effettuati” dall’Autorità di vigilanza sull’investimento di Cassa di Risparmio di San Marino nel gruppo bancario Delta; quindi sul ruolo assunto dai segretari di Stato, da Bcsm e da esponenti politici nella vendita delle azioni e “all’eventuale pagamento di un sovrapprezzo”; infine all’eventuale commistione di interessi di esponenti sammarinesi “con coloro che contrastavano gli interessi di Cassa di Risparmio di San Marino”.
“Noi indaghiamo le responsabilità politiche e non penali – puntualizza Giovagnoli – e non siamo giustizia ordinaria”. Certamente osserva che tra i due organismi “vige una collaborazione specificata anche dalla legge”.
Tradotto in parole povere; “Se avessimo informazioni utili per il tribunale, su rilevanze penali – spiega Giovagnoli – le porteremo alla conoscenza dei magistrati e presumibilmente può essere anche il contrario”.
Rispetto all’attività della commissione, insediata il primo agosto scorso, il presidente si limita a dire che al momento è stata “molto intensa”. E ci sarebbe stata anche anche una recente audizione tra i commissari e il giudice Laura Di Bona che porta avanti l’indagine. Intanto sul fronte giudiziario si apprende che sono almeno una decina gli avvisi di garanzia per gli ex vertici della Cassa di Risparmio.
Si indaga a tutto campo anche sul negoziato per la cessione delle azioni Sopaf nel gruppo Delta. Una trattativa che ha registrato interessamenti anche da parte della politica, e prese di posizione contrastanti circa la richiesta di quello che si paventava come un “sovrapprezzo”, pagato poi sotto forma di consulenza alla Sopaf dei fratelli Magnoni.
Azioni che erano state valutate tra i 19 e i 22 milioni pagate invece da Carisp circa 55 milioni di euro a cui si aggiunsero altri 15 milioni di consulenza. Nel maggio scorso i fratelli Magnoni, coinvolti nell’indagine giudiziaria della procura di Milano, sono finiti in carcere con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale”. L’inchiesta della magistratura milanese, innescata tra l’altro dalla rogatoria partita da San Marino, con la quale il Commissario della Legge Laura Di Bona chiedeva informazioni ai colleghi lombardi. Una rogatoria da San Marino sarebbe stata inviata anche in Lussemburgo.
San Marino Oggi
ndr. I nomi degli indagati dovrebbero essere Leone Sibani, presidente, Giuseppe Lonfernini, vice-presidente, e poi i membri del Cda Giancarlo Berardi, Luigi Fattori, Cesare Menghini, Andrea Albertini, Antonella Cecchetti, Marco Nonni, Paola Stanzani, Enzo Donald Mularoni.