San Marino. “Dove va mondo delle badanti”. Il rischio è il lavoro nero

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Annarita Mauriello: “Le badanti in regola preferiscono lavorare nella vicina Italia o nella Ue dove i contratti sono nella sostanza più remunerativi e dove i contributi ai in pensionistici sono più alti. In realtà sia a San Marino che in Italia gli stipendi si aggirano sui 900 euro, la dirigerenza è che in Italia ad essi si aggiungono le festività, che sono pagate, la tredicesima e ulteriori aumenti sono previsti a seconda dei deficit del paziente stesso”

Il tema delle badanti che non si trovano a San Marino sta diventando un vero e proprio assillo. A pagarne il prezzo è quasi sempre chi è fragile che si trova a vivere in una spirale di sofferenza dove i protagonisti principali sono soprattutto gli anziani.

Ne abbiamo parlato con il presidente di Comitato Civico Rispetto, Annarita Mauriello:

Perché le badanti a San Marino non si trovano?
“Il perché è presto detto: le badanti in regola preferiscono lavorare nella vicina Italia o nella Ue dove i contratti sono nella sostanza più remunerativi e dove i contributi ai fini pensionistici sono più alti. In realtà sia a San Marino che in Italia gli stipendi si aggirano sui 900 euro, la differenza è che in Italia ad essi si aggiungono le festività, che sono pagate, la tredicesima e ulteriori aumenti sono previsti a seconda dei deficit del paziente stesso. Senza contare ovviamente poi che il prezzo cambia se i pazienti da seguire in casa sono più di uno. Il contratto non è vincolante e la famiglia può anche decidere di riconoscere la tredicesima però resta un dato di fatto la scarsa attrattività di San Marino per chi può essere messo in regola in Italia. Il contratto sammarinese prevede che l’assistenza venga data h24, con due mezze giornate libere. Ci sono poi altre 2 ore libere al giorno che mentre in Italia sono obbligatorie a San Marino sono facoltative e mettono in grande difficoltà le famiglie che non avendo l’obbligo di concederle spesso non lo fanno”.

Qualora una famiglia voglia reclutare una badante, a chi deve rivolgersi?
“In quel caso la famiglia è isolata, non si sa davvero a chi rivolgersi. Come detto le persone in regola sono sempre meno ed è per questo che da noi a San Marino dilaga la piaga di coloro che lavorano in nero. Un fenomeno che, lo dico a malincuore, avevo previsto da tempo. Mentre chi può lavorare in regola sceglie l’Italia, chi decide di lavorare in nero dalla vicina Italia approda a San Marino”.

Le persone che hanno bisogno di assistenza sono in aumento?

“Certamente aumentano i casi in cui le famiglie si trovano in difficoltà e infatti il pericolo è che presto saranno disponibili solo persone non in regola che magari decideranno di lavorare in nero avendo scelto lavori legati al turismo che danno diritto, a fronte di un tot di giorni lavorati, alla disoccupazione”.

Difficoltà che si aggiungono alle difficoltà, è solo di qualche giorno fa la polemica sulla recente stretta dei guanti monouso.

“Per ciò che concerne la sospensione di quel dispositivo che prima era gratuito il Comitato ha preso una posizione ben precisa. Non si chiudono i rubinetti così. Il problema è che se alla base della scelta ci fosse stata una specifica motivazione, per esempio un abuso, sarebbe stato più appropriato comunicarlo in assoluta trasparenza. Si sarebbe potuto agire con l’inasprimento dei controlli come si sta facendo nella vicina Italia. E’ tempo che ciascuno faccia la propria parte perché altrimenti a pagare saran- no sempre e solo i deboli”.

La RepubblicaSM

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