Fra i cittadini alla paura sempre più marcata e diffusa per il futuro si unisce in questi giorni un sentimento di sbigottimento di fronte agli ultimi avvenimenti.
Le indiscrezioni riguardanti la Banca Cis unite alla recente sentenza sulla liquidazione coatta di Banca ASSET, sono l’ennesimo colpo alla credibilità del Paese dove ormai è chiaro, bande criminali hanno fatto il bello ed il cattivo tempo essendo infiltrate in ogni angolo decisionale della amministrazione, della politica, delle libere professioni.
Se da un lato consola il funzionamento della parte sana (gran parte) della Giustizia, nonostante i maneggi e le invasioni di campo di una politica degradata e collusa, dall’altro non possono non lasciare attoniti e sbigottiti le trame che ogni giorno di più si intravedono dietro fatti e personaggi che sono stati gli assi pigliatutto del nostro panorama socio – economico degli ultimi trenta quarant’anni.
Piani criminali dettagliati, perseguiti con precisione militare e con precisi ruoli e mosse dei singoli adepti nelle varie funzioni svolte e che, rapina dopo rapina, hanno devastato il Paese e rubato decine e centinaia di milioni di euro alle nostre pensioni, al nostro Welfare i, al nostro futuro di comunità indipendente.
Il filo rosso della collusione politica affari attraversa molti decenni ma si è caratterizzato per una costante escalation sia nelle proporzioni della corruzione e della voracità sia nella mancanza di scrupoli.
Ne è derivato un degrado pubblico sempre più accentuato ed uno scollamento della società nel suo insieme e fra ed all’interno dei vari ceti sociali con l’accentuarsi di un individualismo predatorio che è stato l’humus su cui si è potuto sviluppare un sistema che si può definire clientelar-mafioso-assistenziale.
Questo fiore velenoso è cresciuto altresì sul tronco putrido di una economia parassitaria (il famoso fatturificio) e sull’affermarsi di cordate affaristiche sempre più ingorde e criminali che si sono perpetuate ed ingrassate procurando consenso ai propri terminali nei partiti divenuti sempre più scatole vuote di idee e di proposte e sempre più uffici di collocamento e di gestione di traffici illeciti.
Lo abbiamo scritto più volte ed affermato pubblicamente in circostanze non sospette. abbiamo anche più volte affermato che le analisi dovevano essere vere e sincere sulle cause e sulle responsabilità evitando la ricerca di capri espiatori perché il marcio e i meccanismi che producevano corruzione continuavano ad essere presenti e ben funzionanti al di la dei singoli pizzicati o incarcerati e continuavano a funzionare con altri protagonisti e, come una autentica peste, si erano diffusi e riguardavano comportamenti, omertà, collusioni, illegalità assai diffusi in una società largamente priva di anticorpi e ormai divisa non fra onesti e disonesti ma solamente fra furbi e coglioni.
Stupisce quindi non più di tanto che il famoso governo del cambiamento è in realtà l’ennesima versione di quanto sopra descritto, ovviamente con le dovute distinzioni fra figuranti e burattinai.
non era del resto sfuggito che la vittoria al ballottaggio di Adesso.sm con un premio di governabilità di 15 consiglieri in aggiunto agli appena 20 conquistati (praticamente un raddoppio del consenso reale) era stata determinata proprio sullo spostamento di voti effettuato dal gruppo di potere oggi sotto la lente di ingrandimento del tribunale.
Se all’interno della coalizione Adesso.sm esistono –ed io credo che esistano- persone libere e responsabili, è il momento che diano prova di verità e di coraggio, dissociando le proprie responsabilità da quelle dei referenti e dei capi occulti di una coalizione che in due anni ha distrutto il Paese ed il futuro dei suoi cittadini.
Un atto di verità, seppur tardivo, potrebbe consentire di evitare ulteriori nefaste azioni e creare i presupposti di una politica d’emergenza che veda protagonisti tutte le forze amanti del Paese indipendentemente dalle specifiche posizioni ideologiche ma accomunate da un programma in pochi punti che salvi la Repubblica dal baratro su cui pericolosamente oscilla.
Se anche questa occasione verrà mancata, il giudizio non potrà che essere quello di collusione e corresponsabilità.
Dario Manzaroli (Repubblica Sm)