San Marino. E chi glielo dice alla EULIVE che dovrà, grazie all’emendamento Renzi, sottostare al controllo del Garante dell’Informazione? … di Marco Severini

Benvenuti nell’Antica Terra della Libertà, un luogo dove il confine tra sovranità e surrealismo giuridico si fa sempre più sottile.

Mentre le istituzioni si affannano a lucidare l’argenteria per il gran ballo dell’integrazione europea (che è ancora tutto da vedere se si faccia o meno), nei corridoi del potere è stata confezionata una norma che rischia di trasformare il Titano in un caso di studio internazionale, e non per meriti democratici.

Marco Severini, direttore GiornaleSM

Il portale d’informazione internazionale EUalive ha recentemente scosso le fondamenta di Palazzo e dintorni con un’inchiesta esplosiva. Si parla di capitali bulgari, di un buco da 15 milioni di euro e del ruolo della Banca di San Marino. Un’inchiesta che, come ricordato anche da Emilio Della Balda, scoperchia un “pentolone” che molti avrebbero preferito rimanesse sigillato. Anche se sappiamo benissimo, e l’abbiamo scritto più volte, che quei capitali sono stati sequestrati (non c’è nessun buco) per un procedimento legato a una questione di tangenti che ha visto anche la carcerazione preventiva di due soggetti.

Ma, a parte questo dettaglio non da poco, qui la cronaca si scontra con la nuova ingegneria legislativa sammarinese.

Perché se EUalive pensa di poter fare giornalismo d’inchiesta transfrontaliero senza rendere conto a nessuno, non ha fatto i conti con la Legge n. 40 del 2023, meglio nota come “Legge Teodoro Lonfernini”, un disastro legislativo.

Il cuore del problema risiede in un emendamento introdotto dal leader dell’opposizione Nicola Renzi (Repubblica Futura)!! E votato dall’allora maggioranza con una maggioranza di 31 consiglieri su 60.

Una norma che, se non fosse tragica per la libertà di stampa, sarebbe quasi comica.

L’Articolo 12, comma 2, stabilisce che l’Autorità Garante per l’Informazione di San Marino può intervenire non solo sui media locali, ma anche su siti web, blog e testate estere che parlino della Repubblica in maniera “ricorsiva”.

Il punto è: cosa significa “ricorsiva”? La legge non lo dice. Significa che se EUalive pubblica due articoli all’anno (e lo ha fatto) sul caso dei capitali bulgari, diventa automaticamente un soggetto “sotto osservazione” della nostra Autorità Garante per l’Informazione!

Quindi EUalive è un soggetto controllato dai Garanti dell’informazione sammarinese. Secondo la legge siamo di fronte a una pretesa di extraterritorialità che non ha eguali nelle democrazie occidentali.

Ma il vero affondo arriva con l’Articolo 28. La legge impone a tutti gli organi d’informazione “soggetti alla normativa”, e quindi, per estensione, anche a quelli esteri “ricorsivi”, l’obbligo di depositare presso l’Autorità Garante entro il 31 luglio: i nomi dei propri finanziatori; l’elenco degli inserzionisti pubblicitari; i nomi dei proprietari della testata; i bilanci integrali dell’editore.

Chi non si adegua rischia sanzioni amministrative fino a 10.000 euro. Ce lo vedete San Marino a comminare una sanzione al Sole 24ore, al Washington post, al Corriere Romagna, al Resto del Carlino, al GiornaleSM ed anche alla EUalive dopo che ha scritto in maniera massiva sui bulgari? Mi viene da ridere! E non solo a me.

Ora, proviamo a immaginare la scena: l’Autorità Garante che invia una notifica di multa a un sito on line europeo perché ha osato indagare sui flussi finanziari del Titano senza prima “presentare i documenti” a San Marino. È un corto circuito che mina la credibilità del Paese e di chi ha pensato a un obbrobrio del genere.

In diritto europeo, questo fenomeno ha un nome preciso: Chilling Effect. Non è necessario che San Marino riesca effettivamente a riscuotere quei 10.000 euro da una testata estera. Il solo fatto che la legge esista, che la minaccia sia lì, appesa come una spada di Damocle, serve a scoraggiare i giornalisti. L’obiettivo non è la trasparenza, ma l’intimidazione. Come ha giustamente osservato Enrico Lazzari, siamo di fronte a una violazione palese dei principi della CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo) sulla libera circolazione delle informazioni “senza frontiere”.

Mentre il Governo litiga sulle Giornate Medievali, la libertà di stampa viene svenduta in nome di un controllo ossessivo su chiunque osi guardare troppo da vicino i conti della Repubblica: ”se scrivi di San Marino poi ti mettiamo a posto!” Chi glielo dice ora ai colleghi di EUalive? Chi spiega loro che, per aver fatto il proprio dovere, sono diventati “bersagli ricorsivi” di una legge che sembra scritta apposta per nascondere la polvere sotto il tappeto? O che per colpire questo sito estero GiornaleSM, ed i suoi scoop anche su Repubblica Futura, il geniale Nicola Renzi (leader del partito di opposizione Repubblica Futura) ha fatto fare una guerra contro tutti i media del mondo … purché scrivano ricorsivamente di San Marino. Un genio! San Marino non può pretendere di entrare in Europa portando con sé un apparato normativo che ricorda più i regimi autoritari che lo spirito di libertà che sbandieriamo ai turisti.

La legge sull’informazione va riformata, o meglio, ripulita da queste derive illiberali prima che sia la comunità internazionale a farlo per noi, con conseguenze devastanti per l’immagine del Paese o prima che i ricorsi di GiornaleSM arrivino nelle sedi deputate.

Saranno così intelligenti da annullare l’articolo 12 comma 2 o la piccola San Marino farà guerra al mondo intero in nome della ricorsività!

Per ora non ci resta che ridere osservando la completa incapacità ed ottusità di certi politici.

Marco Severini, direttore di GiornaleSM