San Marino. E io pago……. l’editoriale sulla riforma tributaria di Giovanni Maiani

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

GIOVANNI MAIANI PRIMAEd io pago.

 

Vi presento di seguito alcune misure di austerità addotte in giro per il mondo.

 

Ritengo a precisare che gli esempi elencati sono stati presi a caso nella rete dopo una semplice ricerca, ma tenevo ad avere delle indicazioni per vari paesi.

 

  • Settore pubblico colpito dai tagli a stipendi e pensioni. Un tetto agli stipendi dei deputati e dei senatori. (Argentina – 2001)
  • Aumento delle tasse e welfare decisamente ridotto (Irlanda – 2010).
  • Fondi pensione privati congelati fino al 2014, contributi pensione aumentati al 10% e libertà di scelta dei fondi pensioni privati. (Ungheria – ottobre 2010).
  • “Circa duemila dipendenti statali perderanno il posto entro gennaio, quelli che resteranno vedono scomparire tutti i bonus extra, le pensioni subiranno tagli fino al 25%, gli stipendi speciali (polizia magistratura, diplomatici, medici e docenti universitari) caleranno del 27%. I tagli riguardano anche la salute, le persone vedranno scomparire la previdenza sociale, che sarà sostituita con una non chiarissima indennità calcolata in base al reddito.” (www.agoravox.it Grecia – novembre 2012).
  • “La nuova riforma spagnola prevede una riduzione del numero degli enti pubblici e un drastico taglio dei consiglieri comunali, del 30%, un taglio delle tredicesime e delle ferie per i dipendenti pubblici ed un aumento dell’Iva al 22% entro luglio 2013…. La manovra ‘lacrime e sangue’ toccherà anche il mercato del lavoro dei contratti a tempo determinato. I datori di lavoro potranno licenziare senza giusta causa in cambio di un indennizzo di 20 giorni per anno lavorato (contro i 45 attuali) se l’azienda è in perdita da almeno 6 mesi. (www.lindro.it Spagna – marzo 2013).
  • “Il governo aumenta l’ammontare delle ore di lavoro settimanali nel settore pubblico, da 35 a 40, rinegozia al ribasso la tabella degli stipendi e riduce i giorni di ferie. E non solo: lo Stato si appresta a mandare a casa 30 mila dipendenti nei prossimi tre anni”. Inoltre “… i pensionati percepiranno meno soldi e si entrerà in pensione un anno più tardi del previsto, a 66 anni.”. (www.ilfattoquotidiano.it Portogallo – maggio 2013).
  • Aumento dell’imposta sulle transazioni finanziarie da 0,3 a 0,6% e sui versamenti bancari da 0,2 a 0,3%. (Ungheria – giugno 2013).
  • Via libera al licenziamento o alla cassa integrazione di circa 25mila dipendenti statali, specialmente agenti della polizia municipale ed insegnanti. (Grecia – luglio 2013).
  • Imu, Iva al 22%, Ires, tassa sui rifiuti, ticket sanitari,… (Italia – discussione in questo momento).
  • Patrimoniale e riforma tributaria (San Marino – discussione in questo momento).

e ancora

  • Haircut e ristrutturazione del debito pubblico, nazionalizzazioni, introduzione delle imposte patrimoniali su beni immobili in vari paesi.

 

L’elenco sarebbe lunghissimo, ma quanto riportato rende l’idea.

 

Tutto quello che viene attuato in giro per il mondo, ribadisco che l’elenco non è assolutamente esaustivo ed unicamente indicativo, serve principalmente a reperire liquidità immediata spremendo la gente che ha sempre pagato (per esempio i dipendenti) o derubando coloro che non possono ribellarsi (per esempio gli obbligazionisti).

 

La gente sarebbe anche disposta a fare dei sacrifici, ma se ci sono delle manifestazioni è perché il problema è altrove e non viene, guarda a caso, neanche sfiorato.

 

In effetti, come capita nella maggior parte dei casi, chi ha prodotto una situazione difficile non viene mai penalizzato. Ovviamente questo vale soltanto per i governanti di certi paesi e gli amministratori facoltosi e spregiudicati di alcune aziende. No di certo per un comune mortale che deve sempre pagare fino all’ultimo per rimediare ad un suo impegno, che sia un prestito o un qualche sbaglio. Vi vengono in mente il nome di qualche azienda?

 

Quindi, che cosa è accaduto a San Marino e di chi è la colpa? Di qualcuno sarà obbligatoriamente e, visto che ci sono delle conseguenze, non si può cancellare il passato o fare finta di nulla.

 

Questo è un rompicapo che il comune mortale vuole vedere risolto.

 

Quando il sentimento di giustizia verrà appagato o ripristinato agli occhi del comune mortale questo farà la sua parte di sacrificio per il proprio paese, senza obiettare, sapendo che chi ha sbagliato sta già pagando e che il suo sacrificio permetterà l’uscita dalla crisi ed aprirà la porta alla crescita.

 

Diversamente, se il comune mortale verrà spremuto come di solito senza sapere di chi è la colpa cresceranno ovviamente i disordini civili ed i conflitti tra classi sociali (privato vs pubblico, dipendenti vs lavoratori autonomi) che portano obbligatoriamente all’esasperazione. E’ ovvio.

 

I tempi attuali sono difficili e la crisi si fa sentire. Ricordo la mia analisi del 14 ottobre 2012 (ripresa il 14 novembre 2012) intitolata “Wef: Global Risks 2012” dove sottolineavo il rischio di disordini sociali evidenziati dal Wef. Solitamente non scrivo a caso. I tempi sono cambiati e la gente è allo stremo.

 

Da “bravo analista” prima di continuare a spremere i dipendenti e le classi più deboli che hanno sempre pagato andrei in primis a chiedere i conti ad altri. Quindi non dobbiamo ancora parlare della riforma tributaria e chiedere quanto? E’ controproducente e ci allontana dalla soluzione. Dobbiamo invece pretendere di sapere perché e per chi?

 

Infine, ricordatevi che difficilmente una nuova tassa verrà successivamente cancellata senza qualche semplice artificio contabile.

 

Cordialmente

Giovanni Maiani

http://giovannimaiani.blogspot.it/

 

  • WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com