“San Marino è ipocrita?” Don Gabriele Mangiarotti replica all’editoriale del Dr. Dario Manzaroli

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”Quanto scritto dal Dr. Manzaroli più che di repliche e confutazioni avrebbe bisogno di un bel cestino della carta straccia sia per la banalità delle affermazioni che per la sicumera con cui sono espresse”.

Un detto popolare ricorda che «Raglio d’asino non sale al cielo». Mi è subito rimasto evidente che quanto scritto dal Dr. Manzaroli più che di repliche e confutazioni avrebbe bisogno di un bel cestino della carta straccia, sia per la banalità delle affermazioni che per la sicumera con cui sono espresse.

Basterebbe prendere in considerazione le varie affermazioni per avere evidenza della pochezza di quanto scritto.

1. «L’ipocrisia sammarinese» consisterebbe nel fatto che l’aborto, vietato in Repubblica, viene praticato in Italia. Ora, mi si perdoni l’esempio, se un genitore dicesse al proprio figlio: «Tu in casa mia non ti ubriachi» e se il figlio andasse in un qualsiasi bar a riempirsi di vino, dove starebbe l’ipocrisia? Forse se madre o padre gli dessero i soldi per potersi ubriacare fuori di casa. Ma non è forse così a San Marino? Se una donna vuole andare ad abortire fuori Repubblica che cosa si può fare? A meno che – e qui sta l’ipocrisia – lo Stato la sovvenzioni con un punto certificato che non menziona l’aborto… Ma qui ipocrita è lo Stato o chi per esso, non certo chi ritiene che l’aborto sia un crimine perché uccide una vita indifesa e non un grumo di cellule di cui proprietaria sia la sola madre.

2. In Italia l’aborto, che la legge istitutiva (la 194) si proporrebbe di sostenere la maternità, ha procurato sei milioni di aborti da quando è entrata in vigore, numero che la rende simile a un autentico genocidio. Allora non nascondiamoci dietro le parole, non si tratta di difesa della maternità e di «attivare politiche informative ed educative per evitare» l’aborto, ma di una giustificazione dell’aborto comunque e sempre. Del resto l’osservazione sul numero esorbitante di abitanti nel mondo smaschera ogni finto pudore rispetto a una pratica che giustamente la Chiesa chiama «abominevole delitto», crimine orrendo. E a San Marino sarebbe diverso per l’assicurazione del Dr. Manzaroli?

3. Lasciamo da parte le considerazioni sulla «avversione della chiesa all’uso del preservativo» che sembrano ricalcare le stantie e ammuffite critiche di una sinistra radicale che preferiva gli slogan al dialogo e alla riflessione.

4. La chicca più comica sta nella lettura di quanto avvenuto al Convegno di Verona sulla difesa della famiglia naturale. La sua vera intenzione, udite udite, «non è stato l’avere radunato oltre ad integralisti cattolici, evangelisti, fascisti finti sovranisti, sovranisti veri fascisti e molti ministri della Repubblica Italiana. Il bersaglio vero non era la legge 194 (interruzione volontaria di gravidanza) ma Papa Francesco, giudicato dal clero più tradizionalista un “comunista”. Per il momento il bersaglio grosso è stato con tutta evidenza fallito».

E qui non resta che ricordare un altro slogan dei tempi passati: «Una risata vi seppellirà», sì, perché di fronte a tali banalità non ci resta che …ridere! P.S.: Se proprio vuole, il nostro, ripetere il pensiero di altri, citi qualcuno che a Verona c’è stato (anche tra i sammarinesi) ed eviti di ripetere le farneticazioni di Melloni su Repubblica («Il congresso di Verona ha chiuso i battenti avendo mancato il bersaglio grosso. Che non era questa o quella legge. Era papa Francesco come espressione della fede cristiana. Bersaglio in certo modo necessario. Giacché il mondo reazionario che occupa e cannibalizza i conservatori europei deve infatti espugnare il papato per poter consolidare l’Amalgama Nera che per questo obiettivo salda la componente clericofascista del tradizionalismo cattolico, l’evangelicalismo suprematista …»

Forse un argomento come quello della difesa della vita dal suo inizio, della paternità e maternità responsabile, della educazione affettiva e sessuale avrebbe bisogno di protagonisti più seri e capaci di andare oltre alla chiacchiera da bar.

Già altre volte abbiamo assistito a scivoloni nella comunicazione del Dr. Manzaroli, se il Comitato Esecutivo dell’ISS si è permesso di scrivere a proposito di altre sue affermazioni queste considerazioni: «Decidere di utilizzare i “media” per trasmettere le proprie idee ai lettori, richiede il rispetto di alcune semplici regole: Il principio etico di riportare la verità sostanziale dei fatti e acquisire le informazioni ed i dati ritenuti significativi, in modo attendibile e documentato, così da rappresentare, per i lettori, un informatore credibile ed autorevole. L’uso “strumentale” dei media, non supportato da dati attendibili e veri cati, delegittima chi scrive, espone al grave rischio della “disinformazione”, disorienta i lettori e non permette la crescita di una coscienza civile attenta alle importanti scelte che il Paese compie e decide di compiere. Il tema della salute e l’offerta dei servizi sanitari rappresenta sicuramente un tema sensibile, nel quale la corretta informazione è ancor più fondamentale.»

Don Gabriele Mangiarotti

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