San Marino, energia più cara: il Tar respinge il ricorso AASS sui costi di trasporto

Tegola giudiziaria per l’Aass. Il Tar della Lombardia ha respinto il ricorso presentato contro l’autorità italiana Arera, stabilendo che la Repubblica dovrà farsi carico dei costi maggiorati per il trasporto e il dispacciamento dell’energia elettrica. Una decisione che rischia di avere ripercussioni dirette sulle casse della stessa Azienda e, potenzialmente, sulle tariffe applicate all’utenza sammarinese.

Al centro della disputa legale ci sono due delibere dell’Autorità italiana per l’energia che Aass aveva impugnato, contestando le tariffe applicate per il vettoriamento. Il nodo tecnico riguarda la condizione di “Stato intercluso” di San Marino: in assenza di un sistema di misurazione puntuale che controlli gli scambi alle frontiere, non è possibile calcolare con esattezza l’eventuale sbilanciamento tra l’energia programmata e quella effettivamente prelevata. I giudici amministrativi hanno dato ragione alla linea italiana: in mancanza di dati certi, si applica un prezzo di sbilanciamento standard, economicamente più penalizzante, i cui costi ricadono ora sull’azienda sammarinese.

La sentenza, emessa nei giorni scorsi, condanna l’Azienda anche al pagamento delle spese legali a favore di Arera e Terna. Sebbene rimanga aperta l’ipotesi di un appello al Consiglio di Stato, lo scenario attuale impone una riflessione urgente sulle strategie di approvvigionamento. La questione potrebbe presto spostarsi dal piano legale a quello politico-diplomatico, rendendo necessaria una revisione degli accordi internazionali, specialmente in vista dei futuri progetti energetici che il Titano ha in programma fuori dai propri confini.