San Marino. Ercolani all’attacco: “Ci sarà azione di responsabilità contro Banca Centrale e Ccr”

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La maggioranza eletta più di due anni fa continua a parlare di banche senza averne alcuna contezza.
Abbiamo perso diversi anni, vitali per risolvere il problema dei problemi: la mancanza di liquidità delle banche e di conseguenza del Paese. Seguiranno presto i problemi di capitalizzazione degli istituti di credito. La vendetta, non si sa per che cosa e contro chi, ha accecato i governanti mettendo in ginocchio l’intero Paese. Asset Banca, vada come vada, rimane un esempio di cosa non fare come intervento e comportamento di Banca Centrale e Comitato per il Credito e Risparmio sul sistema. A questo punto inevitabilmente verrà intrapresa un’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del suddetto Comitato nonché di Banca Centrale, con rivalsa sui beni personali, perché i soci erano pronti ad un eventuale aumento di capitale. Ora, se si è creato un deficit, è giusto che lo paghino i vari personaggi delle istituzioni coinvolti nella vicenda Asset. È stato troppo facile colpire un istituto bancario che finanziava l’economia reale. Qualunque banca del mondo vicina al mondo delle imprese e delle famiglie ha il problema della valutazione del credito, dopo 10 anni di crisi. Lo sapeva anche l’ultimo dei bancari come risolvere il problema. Altri fantomatici problemi per giustificare la chiusura della Banca non esistono e non esistevano. La voluta inerzia del Ccr è stato l’errore micidiale di questo governo. È come somministrare la chemioterapia per curare un raffreddore. È come aver seppellito una persona viva che non vuole morire. E Asset, che lo voglia o meno il governo, continua ad essere viva nella mente dei cittadini e del Paese. Cosa fare ora? Occorre dare un segnale molto forte all’esterno. Ristrutturare il sistema bancario da domani mattina mettendo ai vertici delle banche solo esperti in materie bancarie scelti da tutto il Consiglio Grande e Generale con la maggioranza dei 2/3 dei componenti e non da un governo che ha dimostrato incompetenza e pericoloso dilettantismo. Da sei banche, compresa Asset, a tre banche con specializzazioni diverse. Una commerciale vicina alla clientela retail, una vicina alle imprese ed un’altra forte nella gestione dei risparmi. Il tutto condiviso dall’Italia con conseguente richiesta di un mutuo ventennale alla Cassa dei depositi e prestiti italiana. Forse ce la facciamo!

Stefano Ercolani

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