Oggi 50 anni dalla strage del Vajont, una storia ancora attuale: l’ imperizia di un progetto faraonico realizzato senza tener conto dell’ impatto ambientale, sulla pelle di paesi interi, di una popolazione di una vallata spazzata via in una sera d’ ottobre. A nulla valse il giornalismo d’inchiesta di Tina Merlin, poi eletta in parlamento, il cui nome viene ricordato dai più per la legge che chiuse i bordelli, che fu trascinata in tribunale per aver denunciato i rischi e pericoli nel costruire la diga. Quella del Vajont è una tragedia del passato che resta attuale da tenere a memoria come ammonimento dei pericoli scatenati dal connubio affari-politica e dall’ inerzia dell’ opinione pubblica.
Erik Casali











