San Marino. Evasori totali a posto con 4 mila euro. Ecco la bozza del concordato fiscale che dovrebbe portare 4 milioni di euro

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soldiCome svelato da Tribuna nei giorni scorsi il governo sta lavorando per mettere in atto un condono, anche se il nome ufficiale è transitorio fiscale, con l’obiettivo da un lato di fare cassa e dall’altro di sanare i contenziosi degli anni passati, una sorta di reset in previsione della riforma introdotta quest’anno.

A settembre in Consiglio
La decisione era stata messa nero su bianco nella finanziaria approvata nel dicembre scorso, dove lo scontro tra maggioranza e opposizione era già stato molto duro, ma in questi giorni – lunedì il primo incontro con i capigruppo – la Segreteria alle Finanze ha fatto circolare alle forze politiche la prima bozza del testo di legge che introdurrà il condono. L’intenzione è di portarla in prima lettura nel Consiglio di settembre ma non è escluso che venga richiesta la procedura d’urgenza per arrivare entro lo stesso mese alla sua entrata in vigore.

Tre categorie

Nei suoi tre articoli la bozza di legge “Transitorio fiscale” descrive le procedure per accedere a questa sanatoria che riguarda tre categorie di debitori con lo Stato.

L’autodenuncia

La prima, individuata nell’articolo 1, si riferisce, come illustrato nella relazione del segretario Felici, a coloro che, pur non avendo in essere un contenzioso tributario, vogliano definire la propria posizione fiscale relativamente agli anni 2011, 2012 e 2013. In questa categoria rientrano ad esempio coloro che non hanno dichiarato qualche reddito o beni immobili realizzato o detenuti all’estero – il caso delle pensioni è molto diffuso – oppure che non hanno dichiarato proprio nulla.

La bozza prevede che i cittadini che “confessano” al Tributario i redditi non dichiarati possano sanare la propria posizione con un versamento da effettuare tassativamente entro il 30 novembre prossimo.

250 euro e sei a posto

L’importo da versare varia in base allo scaglione del reddito prodotto, a parte per le persone fisiche titolari di redditi diversi da quelli di impresa e libere professioni – ad esempio dipendenti e pensionati – per i quali la somma è di 250 euro indipendentemente dal reddito.

Le aziende milionarie

Per tutti gli altri, quindi per le persone fisiche titolari di reddito d’impresa, per i liberi professionisti, per le società e “gli enti assimilati” è stabilito un contributo scaglionato. Nel dettaglio si dovranno versare: 300 euro per i redditi fino a 10 mila euro; 500 euro per quelli fino a 100 mila euro; 750 euro per quelli fino a 200 mila euro; 1.000 euro per quelli fino a 500 mila euro; 1.500 euro per quelli fino a 1 milione di euro; 3 mila euro per i redditi fino a 5 milioni di euro; 4.500 euro per i redditi fino ai 10 milioni di euro; 6.000 euro se il reddito è superiore a 10 milioni di euro.

Evasori totali

Nel caso invece i cittadini non abbiamo depositato alcuna dichiarazione dei redditi sempre in riferimento agli anni 2011, 2012 e 2013, si potranno mettere a posto col fisco versando 8 mila euro per le persone fisiche titolari di reddito d’impresa, per i liberi professionisti, per le società e “gli enti assimilati” mentre per tutti gli altri il contributo è di 4 mila euro.

Niente controlli

Il comma 8 dell’articolo 1 della bozza dispone quindi che l’Amministrazione finanziaria non possa fare “accertamenti in rettifica nei confronti del dichiarante, fatti salvi gli obblighi del sostituto d’imposta, con il perfezionamento della procedura in esame”. Come incentivo all’autodenuncia quindi lo Stato rinuncia a controllare la veridicità delle dichiarazioni dei contribuenti.

Niente condono per chi sta chiudendo
Infine viene stabilito che non potrà accedere al condono, pardon transitorio fiscale, chi ha in corso una controversia tributaria nell’anno in oggetto e chi ha in corso procedure concorsuali, di liquidazione volontaria o d’ufficio. Niente procedura anche nel caso in cui nell’istanza di ammissione alla procedura in esa-

me “vengano indicati dati diversi da quelli contenu- ti nell’originaria dichiara- zione dei redditi”. Contenzioso con la Commissione degli Ac- certamenti

La seconda e la terza cate- goria di debitori sono co- loro che hanno un con- tenzioso aperto con lo Stato, indipendentemen- te dall’anno di formazione della controversia. L’articolo 2 in particolare stabilisce la procedura di ammissione al transito- rio per i contribuenti che hanno pendente una con- troversia tributaria con la Commissione degli Ac- certamenti (ex articolo 49 bis, comma 1 della Leg- ge 91/1984). Costoro, “li- mitatamente all’anno og- getto della controversia”, possono estinguerla me- diante il pagamento del 65% della maggiore im- posta reclamata dall’Uf- ficio Tributario, oltre agli interessi calcolati fino alla data del pagamento. So- no escluse le controversie che si riferiscono al man- cato pagamento di impo- ste dovute e non versate.

Il 60% per chiudere col Tribunale

L’ultimo articolo riguarda infine la procedura di am- missione al transitorio per i contribuenti che hanno pendente una controversia tributaria con la Giunta di Stima o con l’Autorità Giudiziaria. In questo caso ogni pendenza può essere cancellata previo pagamento del 60% del valore della stessa, oltre agli interessi calcolati fino alla data del pagamento. Anche in questo caso so- no escluse dal transitorio le controversie che si riferiscono al mancato pagamento di imposte dovute e non versate. Queste procedure si applicano anche ai casi per i quali sia stato notificato il provvedimento di accertamento per il quale sono ancora pendenti i termini per l’impugnazione avanti alla Giunta di Stima o alla Autorità Giudiziaria.

Data certa

Sia per questi che per i casi contemplati dall’articolo 2 le somme vanno versate entro il 30 novembre 2014, pena la nullità dell’istanza. In questo modo le entrate verranno contabilizzate nel bilancio di quest’anno. La bozza infine precisa che per tutte e tre le casistiche previste dalla legge l’Ufficio Tributario emanerà un’apposita circolare dove verranno definite le modalità applicative.

Indotto milionario

Mentre sono certe le polemiche che il provvedimento susciterà nella politica e nel Paese non è sicuro l’introito che frutterà. Secondo la prima stima di Claudio Felici la mossa dovrebbe portare circa 4 milioni di euro alle assetate casse statali. Quasi mezza Patrimoniale. Di questi tempi un vero tesoro.

La Tribuna

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