San Marino, fine vita e cure palliative: la proposta delle associazioni laicali alla politica

In un comunicato diffuso oggi dalle Associazioni laicali sammarinesi della Diocesi di San Marino-Montefeltro, è stato presentato un documento programmatico rivolto a tutte le forze politiche della Repubblica. Al centro della nota, una riflessione profonda sul tema del fine vita e la richiesta di un confronto serrato sulle proposte legislative riguardanti il cosiddetto “Testamento biologico” o Disposizioni Anticipate di Trattamento Sanitario (DATS).

Le associazioni partono da un’analisi del contesto sociale attuale, denunciando la pressione esercitata da canoni estetici ed economici che rischiano di isolare chi vive una condizione di fragilità. “Viviamo un tempo in cui appaiono imperanti canoni come la bellezza, la giovinezza, la buona salute e il successo economico”, spiegano le realtà laicali, sottolineando come queste aspettative possano diventare “una pressione silenziosa e pesantissima” per chi affronta la malattia.

Secondo quanto comunicato dai rappresentanti diocesani, la risposta alla sofferenza non può risiedere nella proposta della morte, bensì in una vicinanza che sappia farsi carico del dolore altrui. “Riteniamo che la risposta a queste difficoltà o paure non possa essere la proposta della morte, ma la vicinanza e l’accompagnamento amorevole fino alla fine dell’esistenza”, si legge nel documento inviato ai partiti.

L’iniziativa si concretizza in una serie di osservazioni tecniche e valoriali relative ai due progetti di legge attualmente in discussione in territorio sammarinese. Le associazioni indicano nelle cure palliative e nel supporto costante i pilastri su cui fondare la normativa. Tra le proposte principali emerge con forza la necessità di istituire un hospice in Repubblica, considerato “la vera risposta” al bisogno di dignità nelle fasi terminali della vita.

Un passaggio significativo del comunicato è dedicato al riconoscimento del lavoro svolto dal personale sanitario dell’Ospedale di Stato. Le associazioni hanno espresso gratitudine per la “grandissima umanità” e la professionalità dimostrata dai medici e dagli infermieri, capaci di accompagnare i pazienti e i loro familiari con “delicatezza e vicinanza” anche nei momenti più complessi.

In chiusura, le Associazioni laicali auspicano che il loro appello possa aprire una fase di dialogo pubblico che vada oltre i confini del dibattito parlamentare. “Questo è il momento propizio per un confronto serio e rispettoso, di fronte a un argomento che interessa tutti i cittadini e che non può essere appannaggio esclusivo della politica”, conclude la nota, rinnovando la richiesta di un incontro ufficiale con tutte le forze politiche del Paese per approfondire i contenuti del documento e collaborare alla definizione di un modello di welfare sempre più attento alla vulnerabilità umana.