San Marino. Focus sulla vicenda titoli

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Tirate le somme, l’operazione titoli non si è rivelata opportuna, occorre riconoscerlo. E’ quanto ha sostenuto durante la trasmissione di Rtv ‘Il cantone delle botte’’ di Sonia Tura il capogruppo di Civico10 Matteo Ciacci che ‘litote’ a parte non ha resistito a voler ‘condividere’ le ‘colpe’ di quanto accaduto con le forze di opposizione, era stato il consigliere di Rete Elena Tonnini a far notare che grazie alle denunce del suo movimento si sarebbe potuto agire prima che l’operazione titoli venisse realizzata: “ci accusano continuamente – ha sostenuto Ciacci – di non aver ascoltato le denunce che venivano fatte, per noi è stato difficile dialogare in maniera serena a causa dell’atteggiamento delle forze di opposizione”. Poi la notizia annunciata dallo stesso Ciacci che d’improvviso potrebbe essersi accesa una luce in mezzo a tanto buio: “Come ho detto non credo sia stato opportuno portare avanti l’operazione titoli, c’è però una importante novità: il 20 di marzo l’autorità di vigilanza ha venduto uno dei due titoli, quello più rischioso, accettando una proposta d’acquisto di una società finanziaria, non solo non c’è stato nessuno tipo di perdita ma si è realizzato anche un leggero guadagno di 30mila euro”. Notizia che il consigliere di Rete Roberto Ciavatta ha così commentato: “Questa maggioranza è maestra delle fake news. Se fossi la maggioranza partirebbe un’accusa su come ha fatto il consigliere Ciacci ad avere quelle informazioni. La strategia è quella di non dare informazioni, di tacere su tutto. Io facendo politica non solo posso immaginare come abbia fatto Ciacci ad avere queste informazioni, sono infatti notizie che ho anch’io. Così posso affermare che quanto detto sia in realtà solo una mezza verità. Ciò che Ciacci non ha detto è che il titolo era stato acquistato a 128 e che è stato venduto a 113,5 per un caso assolutamente fortuito, ovvero perché Petrobas sta riacquistando in tutto il mondo le proprie azioni e c’è stata una finestra di 24 ore in cui doveva avvenire quella operazione che se non fosse avvenuta ci avrebbe fatto perdere qualche milione di euro. E’ stato detto poi che a livello finanziario ci sono stati 30mila euro di guadagni, non è stato invece detto che sul bilancio di Bcsm ci saranno due milioni di perdite proprio perché i titoli erano stati contabilizzati al valore di acquisto dalla precedente amministrazione”. Poi la risposta a Ciacci sui toni forti: “quando ci sono da utilizzare toni forti li utilizziamo perché noi non siamo a bere un tè attorno a un tavolino ma cerchiamo di salvare il Paese da dinamiche che spesso non vengono viste o che si cerca di non vedere. Ora si sostiene che l’operazione titoli non era opportuna cercando di far passare il messaggio che non ci sarebbero state perdite. Il punto è che non si tratta di una operazione soltanto inopportuna ma non lecita perché non prevista dagli statuti. Se la logica fosse quella della redditività allora si potrebbe fare qualunque investimento. Da 24 mesi Giorgetti dice quattro cose che ha imparato a memoria e non dice altro. Il Paese non ha bisogno di armi di distrazione di massa ma di conoscere cosa sta succedendo”.

Repubblica Sm

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