San Marino. Formazione contro la violenza sulle donne e di genere: 700 insegnanti ai seminari dell’università di San Marino

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  • universita-degli-studiQuattro appuntamenti per le iniziative organizzate dall’Ateneo in collaborazione con l’Authority Pari Opportunità.—
    Circa 700 insegnanti parteciperanno, fra novembre e gennaio, ai seminari organizzati dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino per fornire ai docenti un’adeguata formazione in materia di prevenzione e repressione della violenza contro le donne e di genere. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Authority per le Pari Opportunità e attiva già da diversi anni, riguarda il personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori, oltre che del Centro di Formazione Professionale.
    Per garantire agli insegnanti un formazione aggiornata alla luce delle leggi sammarinesi e della Convenzione di Istanbul, ratificata dal Consiglio Grande e Generale nel 2016, è stato organizzato un seminario che si concentra da una parte sulle normative e dall’altra su contenuti di natura culturale e pedagogica. La lezione verrà ripetuta in quattro appuntamenti, in diverse sedi all’interno del territorio sammarinese: il 10 novembre alla Sala Polivalente di Serravalle, il 17 novembre nell’Aula Magna delle scuole medie di Fonte dell’Ovo e il 5 dicembre al Cinema Teatro Concordia di Borgo Maggiore, dove la lezione verrà riproposta il 16 gennaio 2017. I seminari, della durata di 3 ore, avranno inizio alle ore 15.
    Sul fronte della prevenzione e repressione della violenza contro le donne e di genere, oltre al personale scolastico, l’Ateneo sammarinese è chiamato a formare categorie come quelle legate alle forze dell’ordine, i magistrati, gli ordini professionali e i servizi socio-sanitari. Lo scopo è prevenire i reati violenti e formare chi entra a stretto contatto i soggetti che subiscono o mettono in atto le violenze.
    “Vogliamo diffondere sistematicamente una migliore conoscenza delle leggi, favorire l’applicazione di protocolli di intervento efficaci e alimentare la crescita di una visione culturale diversa”, spiega il direttore del Dipartimento di Scienze Umane, Sebastiano Bastianelli. “La violenza di genere non è solo un problema di sicurezza e incolumità delle donne e dei minori che vi assistono – prosegue – ma una questione culturale che coinvolge vere e proprie forme di discriminazione. Ciò riguarda gli stereotipi che definiscono le relazioni fra i sessi e interessa tutta la società, non solo le donne. Ne ritroviamo le conseguenze in tutti gli aspetti della vita: familiare, affettiva, economica, sociale e politica”.