Impostare una campagna elettorale sullo scontro personale è una prassi utilizzata spesso da chi non ha grandi elementi da proporre e purtroppo ne abbiamo esempi lampanti anche in questi ultimi giorni di campagna elettorale.
Condivisibile o meno, fortunatamente non è una pratica che ci appartiene, dato che quello che abbiamo sempre fatto è stato quello di far parlare numeri e dati che sono sì incontrovertibili e facilmente confutabili qualora non fossero veritieri.
Ciò che non si può accettare tuttavia, è che per giustificare attacchi che rasentano se non superano la denigrazione fine a se stessa, si arriva anche a sparare dati senza cognizione di causa e gettando discredito su interi settori della società, come in questo caso la sanità e sicurezza sociale sammarinese, vero fiore all’occhiello del nostro Stato.
Chi dichiara che funziona una sola sala operatoria invece di 3 o 4 mente sapendo di mentire.
Dati alla mano, nel 2014 gli interventi sono stati oltre 2.500, saliti poi a oltre 2.600 nel 2015. Al 31 ottobre 2016 gli interventi eseguiti nelle sale operatorie sammarinesi hanno già superato i 2.600. Ogni mattina sono utilizzate dalle 2 alle 3 sale operatorie, a cui va aggiunto l’utilizzo pomeridiano di una e spesso due sale al giorno. Quelle attualmente funzionanti sono 4 e per dare un’idea del servizio che viene svolto, in una occasione recente accaduta di domenica sono state attivate subito due sale operatorie per gestire una maxi emergenza, continuata poi il giorno successivo dove c’erano anche altri interventi programmati.
Non corrisponde al vero neppure l’affermazione che non esisterebbe più il reparto di Cardiologia, che anzi oltre a essere molto importante vanta una grande tradizione a San Marino. Vero è tuttavia, che la ridotta casistica sammarinese non consente di affrontare tutti gli ambiti di intervento e cura delle patologie cardiocircolatorie, per questo, da sempre, gli interventi di cardiologia interventistica ed elettrofisiologica sono svolti a Rimini e quelli di cardiochirurgia sono svolti a Villa Maria Cecilia. Inoltre, già dal 2014 si è pensato di attuare una prima esperienza di intensità di cura a livello di area critica, come contenuto nel piano socio sanitario nonché nelle linee guida di budget 2014, 2015 e 2016, per un’area ricovero con posti letto insieme alla terapia intensiva. Il paziente cardiologico ha quindi il suo posto e la consulenza cardiologica e rispetto a prima ha anche comunanza di assistenza fra la rianimazione e la semintensiva dove lavorano sia rianimatori sia cardiologi con una risposta migliore per il paziente e una maggiore collaborazione soprattutto infermieristica tra Cardiologia e Rianimazione.
Altro dato che non corrisponde al vero è quello relativo alla mobilità passiva: nel 2014 l’ammontare degli importi per gli interventi eseguiti fuori territorio da parte dei cittadini sammarinesi ammonta 6.478.478,57 euro, contro i 5.408.767,87 euro del 2015, segnando quindi un risparmio di oltre un milione di euro.
Piace infine constatare che problematiche quali la necessità di separare da un punto di vista strutturale e gestionale il personale sanitario dal resto della Pa trovi spazio nel programma elettorale di Adesso.sm come tanti altri punti quali la necessità di attivare una rete sanitaria di eccellenza con l’estero, il potenziamento del sistema informativo che non solo sono contenute nel piano strategico ISS depositato a settembre e presentato nei mesi precedenti alla Consulta Sanitaria e ai professionisti sammarinesi, ma anche già attuate proprio in questi anni.
Forse Adesso.sm non si è accorta, ma siamo qui per ricordarlo noi volentieri, che è stato siglato un accordo con AGFA per trasmettere tutti i dati del paziente direttamente a casa del paziente stesso con digitalizzazione dei referti, iconografia delle immagini e successivamente anche la cartella clinica.
Sulla valorizzazione del personale medico e non solo, si è concluso di recente, dopo oltre un anno di incontri e analisi, il lavoro prodotto su tale tema con la Bocconi di Milano a cui hanno partecipato numerosi professionisti dell’Istituto per la Sicurezza Sociale. Per non parlare infine dei rapporti con le Università di Ferrara, Modena e Reggio Emilia e della Cattolica di Roma per posti riservati ai sammarinesi, attivi già da anni e implementati proprio di recente, mentre è in corso l’accordo con il Presbiterian Hospital di New York ed il Sant’Orsola di Bologna.
Sparlare della Sanità sammarinese non è uno sport che fa bene a San Marino e alla cittadinanza, soprattutto quando per farlo si raccontano storie che non sono affatto veritiere.
In un recente sondaggio DOXA si evidenziava come solo il 6% della popolazione percepisca come negativamente quanto offerto dalla sanità sammarinese.
Confido che il 20 novembre i cittadini sapranno distinguere la verità dalle accuse non veritiere.
Francesco Mussoni
Segretario di Stato