San Marino. Frode al Fisco per il Mose bis: processo il 12 gennaio

Il prossimo 12 gennaio avrà inizio sul Titano il dibattimento a carico di Piergiorgio Baita, Claudia Minutillo e William Ambrogio Colombelli per l’evasione fiscale commessa a San Marino e che, secondo le contestazioni degli inquirenti, era finalizzata a produrre i fondi neri poi destinati alle tangenti del Mose. A darne notizia è il mattino di Padova, il quale ricorda inoltre che per questi fatti i tre imputati sono già stati giudicati dal tribunale di Venezia e ora dovranno affrontare un altro procedimento giudiziario celebrato secondo il Codice penale del Titano che non prevede il patteggiamento.
I primi arresti vennero eseguiti quasi quattro anni fa, nel febbraio del 2013, attraverso un’indagine partita dalla Procura di Venezia, in collaborazione con il Tribunale sammarinese. All’epoca vennero arrestati l’ad del Gruppo Mantovani Piergiorgio Baita, il responsabile amministrativo Nicolò Buson, Claudia Minutillo, già segretaria dell’ex governatore veneto ed ex ministro Giancarlo Galan e William Colombelli, presidente della sammarinese Bmc Broker e console a disposizione di San Marino, nonché amico intimo di Galan. Per capire l’amicizia che c’era tra i due, Smtv ricorda che quando Galan venne in visita in Repubblica preferì salire sull’auto di Colombelli piuttosto che su quella di Stato.
Le violazioni contestate si riferiscono alle fatture false emesse dalla società sammarinese Bmc Broker – fondata e amministrata da Colombelli – a favore delle aziende del gruppo Mantovani con amministratore delegato Baita e di Adria Infrastrutture con ad Minutillo, per un totale di oltre 10 milioni di euro. Il meccanismo rilevato dagli inquirenti italiani e confermato dai sammarinesi, è noto: le fatture emesse dalla Bmc, una cartiera, venivano regolarmente pagate dalle aziende venete; poi Colombelli andava in banca per prelevare in contanti gli importi relativi (decurtati di un 15-20% ritenuto il suo compenso). Secondo gli inquirenti, le somme venivano riconsegnate a Baita e Minutillo in Italia e solo in minima parte depositate su altri conti personali esteri a San Marino. I soldi che rientravano in Veneto erano quelli destinati a pagare le tangenti per il Mose.
Il Commissario della Legge l’anno scorso interrogò i tre, attribuendo a Colombelli false dichiarazioni ai funzionari dell’amministrazione tributaria con riferimento a false fatture per un importo di 9 milioni 084 mila euro in favore della Mantovani e per 1 milione 870 mila euro a favore di Adria Infrastrutture nel periodo che va dal novembre 2005 al febbraio 2010. Al manager viene anche contestata una violazione successiva: un documento contabile fasullo datata 16 gennaio 2012 e per l’importo di 100 mila euro, anch’esso riferito a operazioni inesistenti. Baita e Minutillo sono accusati di essersi appropriati dei fondi delle società di cui erano alla guida, procedendo ai pagamenti a favore della Bmc per servizi che in realtà non avevano mai ricevuto.
Secondo gli inquirenti, inoltre, una parte dell’esborso complessivo sarebbe stata usata per la formazione del capitale sociale di Finanziaria Infrastrutture di cui erano soci sia Minutillo che Colombelli.
Gli importi accreditati sui conti della Bmc Broker, accesi presso istituti finanziari sammarinesi, venivano prelevati in contanti dallo stesso Colombelli per essere poi restituiti a Baita, il quale li usava “per dazioni corruttive a favore dei funzionari italiani”, secondo la ricostruzione del Commissario della Legge.
Dal versamento complessivo di 10 milioni 954 mila euro sarebbe stata stornata una percentuale destinata alla remunerazione del manager della Bmc Broker e un’altra somma, pari a 1 milione 025 mila euro, sarebbe stata versata – secondo gli inquirenti – nel conto corrente intestato alla società Finanziaria Infrastrutture presso la Banca Agricola Commerciale per essere poi divisa tra Minutillo e Colombelli.
L’ad di Mantovani, secondo il Commissario della Legge, dirigeva l’associazione il cui obiettivo era la raccolta del denaro di cui disporre per corrompere i politici italiani, ed era il destinatario cui recapitare i fondi ripuliti attraverso la BmcBroker. Minutillo avrebbe avuto un ruolo di collegamento tra le società venete e quelle sammarinesi.
Inoltre, secondo il quotidiano veneto, è probabile che l’ex ad di Adria Infrastrutture (difesa dagli avvocati Carlo Augenti e Mirko Dolcini del Foro di Padova), così come Baita (rappresentato dagli avvocati Alessandro Rampinelli e Pier Luigi Bacciocchi del Foro di Venezia) non si presentino all’udienza. Colombelli è difeso dagli avvocati Filippo Cocco e Maria Selva.
Infine, il procedimento a carico di Baita, Minutillo, Colombelli, potrà concludersi solo con una sentenza di assoluzione o condanna e non c’è la possibilità per l’imputato di puntare sullo sconto di pena. Questo perché, al contrario di quello che accade in Italia, nel sistema giudiziario sammarinese è assente il rito alternativo del patteggiamento.
L’udienza inizierà nel pomeriggio di giovedì 12 gennaio davanti al Tribunale Unico di San Marino. L’accusa è rappresentata dalla figura del Commissario della Legge.
Il decreto di citazione è stato firmato dal magistrato Roberto Battaglino. La Tribuna Sammarinese