Un anno di attività alle spalle per rompere un lungo silenzio e un 2026 che si apre con obiettivi chiari sul fronte della tutela fiscale e previdenziale. L’Associazione Frontalieri Italia San Marino (Afis) ha tracciato in queste ore il bilancio del suo primo anno di vita, delineando le strategie future per la difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati che operano o hanno operato a cavallo del confine di Stato. Dopo essersi accreditata presso le istituzioni locali e nazionali, l’associazione punta ora a trasformare gli impegni politici in norme concrete.
Il 2025 è stato descritto dal direttivo come l’anno della ripartenza per la rappresentanza della categoria. L’Afis è nata con l’intento di colmare un vuoto nella tutela dei diritti, progressivamente erosi nel tempo, portando le istanze dei frontalieri sui tavoli sindacali e parlamentari a Roma. Il risultato più rilevante di questo percorso di accreditamento è stato raggiunto nelle ultime settimane dell’anno appena concluso, grazie all’inserimento di un Ordine del Giorno nella Legge di Bilancio 2026.
L’associazione ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto alla Camera dei Deputati, con particolare riferimento all’impegno dell’onorevole Beatriz Colombo. L’atto parlamentare approvato riveste un ruolo strategico: mira a risolvere definitivamente l’annosa questione della doppia imposizione fiscale che penalizza i pensionati ex frontalieri. Il nodo centrale riguarda l’interpretazione della Convenzione bilaterale tra Italia e San Marino, specificamente sulla definizione di “pensione di sicurezza sociale”. L’obiettivo è ottenere un’applicazione uniforme della norma su tutto il territorio nazionale, eliminando le incertezze che generano contenziosi e disparità di trattamento.
Per l’anno corrente, la priorità assoluta resta la trasformazione di tale indirizzo politico in un provvedimento di legge o attuativo. L’urgenza è dettata dalla necessità di fermare gli atti e le cartelle esattoriali emessi dall’Agenzia delle Entrate, una situazione che genera forte apprensione tra i pensionati. L’Afis rivendica inoltre parità di trattamento rispetto ad altre aree di confine: la richiesta è che i lavoratori impiegati a San Marino godano delle stesse tutele previste per i colleghi italiani che lavorano in Francia o nel Principato di Monaco, garantendo così equità e certezza del diritto.
Oltre all’emergenza fiscale, l’agenda 2026 prevede il rilancio di temi sociali rimasti in secondo piano a causa delle urgenze tributarie. Tra i punti statutari che verranno affrontati con determinazione figurano l’applicazione della Legge 104, gli assegni familiari e i diritti connessi alla disabilità e all’assistenza. L’associazione intende inoltre allargare il proprio raggio d’azione, ponendosi come interlocutore anche per i cittadini sammarinesi che lavorano in Italia e avviando progetti sociali a favore delle famiglie, grazie alla ricerca di bandi e finanziamenti dedicati.
Sul piano interno, l’Afis ha voluto dare un segnale di vicinanza ai propri iscritti: nonostante le risorse limitate, il tesseramento per chi si è iscritto nel 2025 verrà rinnovato gratuitamente per il nuovo anno. La direzione tracciata è quella di un consolidamento della struttura, affinché il confine non sia più percepito come una barriera per i diritti, ma come un punto di incontro regolato da norme chiare e giuste.













