San Marino. Fu ‘funzionale’ l’agguato ad Asset, ma non tutto andò in porto

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Roberto Ciavatta (Rete): “Io continuo a credere che l’agguato fatto su quella banca che aveva molta liquidità fosse funzionale
a dare quella liquidità ad un’altra banca, di qui tutto il cartello di persone che si sono aggirate attorno a Bcsm con il nulla osta del governo, cieco anche di fronte alle segnalazioni e ai documenti che portavamo”.

La puntata di giovedì ‘Carte Scoperte’, la trasmissione di Sonia Tura in onda su Rtv, ha avuto picchi particolarmente interessanti quando i due protagonisti, il consigliere di Rete Roberto Ciavatta e il capogruppo di Ssd Giuseppe Morganti, hanno cominciato a parlare di Bcsm e di provvedimenti di rigore.

Ha iniziato Morganti sostenendo come negli anni di provvedimenti di rigore ce ne sarebbero dovuti essere di più. A quel punto la mente è subito corsa al disastro Asset e il consigliere di Rete Roberto Ciavatta non si è potuto tenere dal dirgli “i commissariamenti dovrebbero avere la finalità di tenere in piedi gli istituti, su Asset si è intervenuti scientificamente soltanto per prosciugare la liquidità di un istituto che di liquidità ne aveva tanta e la cui liquidità serviva ad un altro istituto”.

Di qui l’ammissione di Morganti che poi però si è subito anche giustificato: “credo che il commissariamento di Asset sia stato fatto molto male però abbiamo avuto in Italia esempi altrettanto gravi. Le vigilanze agiscono così anche in Italia”. Pronta la risposta del consigliere Ciavatta: “questa cosa non veniva sostenuta prima inoltre voglio specificare come la vigilanza è quell’organo che quando vigilava su alcune banche veniva eliminata”. Riprendendo il discorso su Asset: “Io continuo a credere che l’agguato fatto su quella banca che aveva molta liquidità fosse funzionale a dare quella liquidità ad un’altra banca e che tutto il cartello di persone che si sono aggirate attorno a Bcsm con il nulla osta del governo, cieco anche di fronte alle segnalazioni e ai documenti che portavamo, è servito a spostare la liquidità da un istituto all’altro sennonché questi personaggi come si evince dalle ordinanze si sono rivelati talmente incapaci da non riuscire a evitare nemmeno la sua fuoriuscita, hanno lasciato prosciugare una banca.

Di lì iniziano i problemi degli ultimi 2 anni, sono usciti 1 miliardo di euro e ultimamente si ingenera ulteriore sfiducia. Questo governo ha sfiduciato tutti, come fa Morganti a parlare di fare comunità senza avere il sostegno popolare dopo averlo perso del tutto nel corso del tempo? Nella situazione in cui siamo non c’è via d’uscita. Ci siamo incuneati in una situazione che non ha vie d’uscita se non il cambio di impostazione. Gli attacchi sono interni, c’è chi deve far ricadere sulla cittadinanza le proprie problematiche”.

Non c’è purtroppo molto da aggiungere se non che le due sentenze del giudice Pasini che danno ragione ad Asset Banca perché l’istituto venne chiuso senza motivazione, sono state di recente appellate da Bcsm. Una decisione che è arrivata a ridosso della scadenza dei termini per l’appello: si è evidentemente consapevoli che non avendo nulla in mano sarà davvero difficile ottenere un esito diverso.

In questa fase ciò che conta è però guadagnare tempo e farlo perdere ai cittadini che oltretutto sono coloro che pagheranno le consulenze (non certo a buon mercato) e gli avvocati di questa nuova crociata di Bcsm contro il Paese.

La RepubblicaSM

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