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  • San Marino. Gian Carlo Venturini (Pdcs): “I cittadini vogliono soluzioni ai problemi”

    Il senso della misura è la cifra che anche in questa campagna elettorale ha contraddistinto la Dc, la parola ora spetta agli elettori che domenica saranno chiamati a decidere a chi dare il mandato di scrivere il futuro del Paese. E’ dunque quasi giunto il tempo dei bilanci, abbiamo fatto il punto con il segretario della Dc Gian Carlo Venturini.

    Quale clima accompagna la fine di questa campagna elettorale?
    “Ritegno che la Dc abbia avuto un riscontro molto buono considerata la situazione di grande confusione che si è generata in questi anni di legislatura a marchio Adesso.sm. Anni che hanno destato preoccupazione e sono sfociati nella sfiducia verso la politica facendo in modo che la gente perdesse i propri punti di riferimento. Mentre altri hanno avuto la necessità di aggregarsi nascondendosi, noi abbiamo deciso di presentarci da soli forti della nostra identità, della nostra storia, dei nostri valori e di un programma concreto con una squadra rinnovata e competente che si propone come vera alternativa per il rilancio e il futuro del Paese. E’ per questo motivo che abbiamo tenuto i toni bassi, lo scontro per lo scontro non interessa alle persone che vogliono piuttosto sentir parlare di programmi e contenuti ed ancor di più di come risolvere certi problemi che attanagliano il Paese.”

    Quale eredità lascia chi ha governato negli ultimi tre anni?
    “Un’eredità pesante dove è mancata soprattutto la capacità di mettersi in ascolto. La Dc ha portato tantissime proposte ma il governo in tre anni non ha mai recepito nulla. Ricordo anche che ad aprile del 2017 abbiamo fatto un esposto alla Reggenza in Consiglio Grande e Generale evidenziando ciò che ha trovato riscontro due anni dopo nelle ordinanze del giudice Morsiani. Se le nostre segnalazioni fossero state prese in considerazione, certe problematiche su Asset, Carisp e Cis non avrebbero trovato attuazione. Come pure nel maggio del 2017 con apposito progetto di legge abbiamo chiesto l’istituzione di una commissione d’inchiesta che è stata bocciata dalla maggioranza nella commissione preposta qualche mese dopo ma che noi abbiamo con perseveranza continuato a chiedere fino a che, verso la fine della legislatura, ha ottenuto i voti non solo delle ex opposizioni ma anche di una parte della ex maggioranza. Commissione di inchiesta che dovrà essere attivata quanto prima per accertare le responsabilità anche politiche e per fare in modo che chi ha sbagliato paghi. Non è possibile le conseguenze ricadano sulle spalle dei contribuenti. Questi tre anni sono stati incentrati su azioni sul sistema bancario e finanziario, al posto di risolvere i problemi che c’erano ne sono stati creati di nuovi”.

    Non eravate in effetti i soli a sostenere determinate cose, un Paese intero ha provato a fermare Adesso.sm.
    “Sì, è certamente vero. Quello che noi abbiamo sollecitato in questi anni ci fa per esempio piacere ritrovarlo nelle posizioni espresse nella relazione puntuale, dettagliata e concreta del Presidente di Anis, che ha evidenziato le problematiche legate all’occupazione, all’imprenditoria, al mondo del lavoro e in generale a tutto il sistema. Di fatto ciò che è stato ribadito è che è mancato il dialogo e la capacità di confrontarsi ed ascoltare, si veda ciò che è successo con Camera di Commercio dove la sentenza del Collegio Garante ha annullato il provvedimento del governo”.

    Il metodo, a giudicare dalle vostre recenti denunce, non sarebbe cambiato. Quali sono le delibere che il Congresso non avrebbe più titolo di adottare?
    “La fase di ordinaria amministrazione è sancita per legge dall’art. 21 della legge 184 del 2005, ciononostante il Congresso va avanti con l’adozione di alcune delibere che a nostro avviso nulla hanno a che fare con la fase attuale, parliamo di incarichi professionali, convenzioni e atti di altra natura. Non entro nella legittimità dei contenuti, ciò che contestiamo è il metodo, da una parte abbiamo apprezzato il fatto che da che la crisi si è aperta si è deciso di condividere le delibere anche con noi della ex opposizione, dall’altra però non accettiamo si tratti solo di una operazione di facciata visto che le nostre osservazioni quasi sempre non vengono considerate. Questa non è trasparenza e noi non ci facciamo prendere in giro. Stesso discorso vale anche per altri settori della pubblica amministrazione allargata, mi riferisco in particolare ad Iss dove con la scusa dell’autonomia si stanno assumendo dei provvedimenti che in questo momento non dovrebbero essere assunti. C’è poi l’anomalia delle retribuzioni visto che c’è chi sempre all’Iss si è trovato con buste paghe che in alcuni casi sono arrivate a 15-16mila euro perché si è deciso di erogare ora arretrati, gettoni e straordinari. Ovviamente è giusto che se erano dovuti, fossero erogati, ci si chiede solo il motivo per cui anziché pagarli periodicamente e gradualmente lo si sia fatto proprio in tale periodo”.
    E veniamo alla spinosa questione dell’ammissione da parte del Collegio Garante del ricorso per la mancata presa d’atto dei giudici.
    “Abbiamo appreso con stupore questa notizia, il Collegio avrà avuto le sue motivazioni che ci riserviamo di approfondire avendo avuto solo oggi la documentazione. Per il momento viene da chiedersi a quale titolo dei magistrati d’appello che non risultano titolari di un fascicolo a loro assegnato e dunque che non sono direttamente parte in causa, sollevino un conflitto di attribuzione nei confronti della Reggenza e del Consiglio Grande e Generale.”.

    Perché i cittadini dovrebbero scegliere di votare per la Dc?
    “Per tutto quanto ho ricordato sopra invito i cittadini l’8 dicembre a votare la Dc perché è un voto utile per il futuro del Paese”.

    Repubblica Sm