San Marino, giovani e web: il 15% degli studenti vittima di cyberbullismo, i dati della ricerca saranno presentati il 16 gennaio a Domagnano

Insulti nei giochi online, offese in chat e l’esclusione dai gruppi virtuali come nuova forma di emarginazione sociale. È una fotografia nitida e a tratti preoccupante quella scattata dall’Università degli Studi della Repubblica di San Marino sulla “generazione Z” del Titano. Secondo una ricerca condotta su quasi mille ragazzi, il 15% degli studenti sammarinesi ha vissuto sulla propria pelle esperienze di cyberbullismo. I dati sono contenuti nel volume “Adolescenti tra mondo digitale, scuola e futuro”, che sarà presentato venerdì 16 gennaio a Domagnano.

Il libro, edito da FrancoAngeli, è il frutto di un’indagine capillare svolta tra ottobre e dicembre 2023 dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Ateneo. Il campione è significativo: 937 studenti delle scuole medie e superiori, di età compresa tra i 10 e i 17 anni. I numeri raccontano una realtà complessa, dove la distinzione tra vittima e carnefice talvolta sfuma nelle dinamiche del branco digitale. Se il 15% dichiara di aver subito prevaricazioni, una percentuale leggermente superiore, il 16,2%, ammette di aver compiuto atti di cyberbullismo almeno una volta, in particolare “insulti e offese in giochi online”.

L’analisi scende nel dettaglio della frequenza e della tipologia delle aggressioni. C’è uno zoccolo duro di comportamenti reiterati: “Il 9,6% riporta episodi molto frequenti, più di una volta alla settimana”, si legge nel testo. Ma le forme di violenza non sono solo verbali. L’escludere o l’ignorare “qualcuno in un social network o in una chat” è una pratica diffusa, messa in atto occasionalmente dal 22,7% degli intervistati. Dire “cose spiacevoli oppure offensive su qualcuno tramite internet o messaggi” è un’abitudine relativamente comune, confessata dal 20,8% dei ragazzi. Fortunatamente, restano marginali i comportamenti più gravi e penalmente rilevanti: oltre il 94% degli studenti afferma “di non aver mai messo in atto” azioni come il furto di informazioni personali o la creazione di falsi account (il cosiddetto impersonation).

Il volume, curato dai ricercatori Alberto Amadori e Alberto Righi, non si limita alla cronaca del disagio digitale ma allarga lo sguardo al benessere psicologico complessivo. L’indagine tocca temi come il rifiuto scolastico, inteso come riluttanza a frequentare le lezioni motivata da “disagio emotivo legato a situazioni accademiche o sociali”, e analizza le relazioni con i genitori e le paure per il futuro. “I social media rappresentano attualmente un elemento fondamentale nella vita degli adolescenti, influenzando la loro comunicazione, il processo di apprendimento e lo sviluppo delle relazioni affettive e sociali”, spiegano gli autori, ponendo l’accento sulla necessità di fornire ai ragazzi le competenze per navigare queste sfide.

Tutti i risultati saranno illustrati nel dettaglio venerdì prossimo alle 17.30 nella Sala Montelupo di Domagnano. Al tavolo dei relatori siederanno il direttore del Dipartimento di Scienze Umane Luigi Guerra, la ricercatrice Silvia Stefanelli e la docente di Psicologia dello Sviluppo della Libera Università di Bolzano, Antonella Brighi. All’incontro parteciperà anche il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Teodoro Lonfernini, per un confronto istituzionale su come la scuola possa rispondere alle pressioni dei social network e supportare la crescita dei cittadini di domani.