San Marino. Giovanni Lonfernini contro di me e l’UPR un “piano”, un’azione “di pulizia etnica

lonferniniGiovanni Lonfernini, capogruppo dell’Unione per la Repubblica, tra i politici sbattuti in prima pagina come sottolinea lui stesso, a metterci il carico da 90. Parlando di un “piano”, un’azione “di pulizia etnica, ordinata contro di me e l’Upr”.

“Quello che ci è capitato non dovrebbe mai accadere a nessuno – ha detto rivolgendosi alla Reggenza -. Non lo auguro nemmeno ai miei peggiori avversari politici che, in quest’aula, so di avere anche numerosi.

Perché quello che mi è accaduto non è frutto del normale scontro politico”. “Sono stato sbattuto in prima pagina alla stregua di un delinquente – ha proseguito Lonfernini – ma il piano era pronto e doveva andare avanti senza intoppi. Peccato che io non sappia per cosa dovrei essere un delinquente e per quale ragione debba subire questa gogna mediatica”.

Dunque Lonfernini parla di un “piano” e rivà a due episodi che avrebbe dovuto analizzare con “maggiore lucidità”. Un incontro con il segretario democristiano Marco Gatti, in cui il numero uno di via delle Scalette affermava, ricorda Lonfernini, che “c’era qualcosa che si frapponeva tra i nostri due partiti e che ne limitava la possibilità di costruire una prospettiva comune”. Il “libretto Mazzini” appunto.

Aggiungendo che “esaurita la stagione dei congressi, la bomba sarebbe esplosa”. Nell’incontro si é fatto anche riferimento a un “non meglio precisato rapporto della polizia giudiziaria”. E un rapporto ritorna anche nel secondo episodio.

Una nota di pochi giorni fa di Tito Masi, in cui l’ex consigliere di Alleanza popolare fa riferimento “da un lato a un dettagliatissimo rapporto della pg; dall’altro del fatto che i nomi dei politici si sapevano già prima delle elezioni del novembre 2012”. C’è infine uno scambio di battute su Facebook tra l’ex coordinatore di Ap, Stefano Palmieri e il candidato Upr, Antonio Raschi: “Non è detto che a breve possano venire alla luce al- cune situazioni poco edificanti che coinvolgano alcuni della tua lista”.

Insomma, attacca Lonfernini, “si sapeva”, come “si sapeva che Rainer Masera, candidato alla presidenza di Bcsm, era un uomo Sopaf; si sapeva che il memoriale Ghiotti era vero. Si sapeva che, in un incontro a Palazzo Begni, l’ex segretario alle Finanze illustrò come doveva essere pagato il sovrapprezzo, per non parlare di altro, Sopaf di circa 15 milioni.

Si sa che, nonostante i tanti rilievi della società di revisione, uno dei primi atti della gestione Sibani-Masi è stato il perfezionamento della consulenza Sopaf”. Dopodiché Lonfernini sottolinea “la totale e assoluta liceità e legittimità dei movimenti economici attribuitici. Movimenti del tutto estranei a episodi di malcostume o eventi delittuosi. E che – ha aggiunto – per quanto è di nostra conoscenza in alcuni casi non corrispondono neppure alla realtà.

Alla magistratura saranno forniti tutti i chiarimenti”. L’Upr infatti sta valutando l’ipotesi di una commissione d’inchiesta, ma allargata ad “altre questioni che hanno pesantemente tormentato e piegato la vita, non solo politica, del nostro Paese”. (…) San Marino Oggi