Ieri si è tenuta anche l’udienza relativa al procedimento legato al tentativo di apertura di un conto corrente presso la Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino nel marzo 2018, destinato alla società Terra Verde Limited. Le testimonianze raccolte hanno portato alla luce dinamiche interne alla banca e alla sua gestione delle segnalazioni di operazioni sospette.
Sara Graziosi, che nel 2018 ricopriva il ruolo di responsabile antiriciclaggio della Cassa di Risparmio, ha confermato di aver inviato una segnalazione all’Agenzia di Informazione Finanziaria (AIF) in merito alla vicenda. Durante la sua deposizione, la Graziosi ha specificato di non ricordare se all’epoca ebbe modo di visionare in dettaglio tale segnalazione o di verificare direttamente l’interazione avvenuta tra i richiedenti – i signori Botteghi e Comanducci– e la filiale centrale della banca. La Graziosi ha inoltre dichiarato di lavorare presso la sede centrale di Cassa di Risparmio e di non essere presente quando la richiesta di apertura conto è stata presentata.
Di particolare rilievo è stata la deposizione del testimone Giacomo Zonzini, all’epoca direttore della filiale della sede centrale della Cassa di Risparmio. Zonzini ha dichiarato di aver avuto contatti con i signori Botteghi e Comanducci in relazione alla richiesta di apertura di un conto corrente per Terra Verde Ltd. e di ricordarsi che durante la procedura di due diligence, emersero criticità che portarono alla decisione di non procedere con l’apertura del conto. Zonzini ha specificato che la richiesta proveniva principalmente dalla signora Comanducci, la quale agiva probabilmente come intermediaria. Durante l’udienza, il teste ha ricordato di aver comunicato al direttore generale dell’epoca, Dario Mancini, il proprio parere negativo riguardo alla richiesta. Mancini, stando alla testimonianza, condivise la decisione di rifiutare l’apertura del conto. Zonzini ha ammesso però di non ricordare con precisione se i richiedenti si siano effettivamente presentati fisicamente in banca o se la richiesta sia stata avanzata tramite email.
Nel corso dell’udienza, l’avvocato Menghini, difesa Franco Botteghi e Fabiola Menicucci,ha richiesto l’acquisizione di documentazione ulteriore che possa chiarire i contorni della vicenda. In particolare, l’attenzione è stata posta sulle comunicazioni via email tra la banca e i soggetti coinvolti – Botteghi, Comanducci e Ricciardelli Maurizio, figura citata durante le deposizioni. Anche il Procuratore del Fisco si è associato a questa richiesta, sottolineando la necessità di acquisire ogni elemento utile per ricostruire i fatti.
Il Commissario Saldarelli ha accolto le richieste, disponendo il rinvio del processo al 5 marzo 2025, alle ore 10:30. Zonzini è stato incaricato di presentare, entro 15 giorni prima della nuova udienza, eventuali documenti in suo possesso – inclusi scambi di email o altre comunicazioni – che possano contribuire all’accertamento dei fatti. La direzione della banca è stata altresì informata della necessità di collaborare per fornire la documentazione richiesta.