Per comprendere la specificità del settore, fornisco alcuni dati:
– Imprese coltivatrici dirette: 49
– Imprese agricole condotte con salariati: 4
– Occupati 97 di cui 30 donne
– Superfice agricole utilizzata: 3500 ettari
– La viticoltura è la cultura principe con circa 130 ettari di vigneti
– Il patrimonio zootecnico comprende 350 fattrici che producono 1 milione di litri di latte, 170 quin-tali di carne, seguono 8.000 quintali di uve, 11.000 quintali di cereali, 700 quintali di olive e 70.000 quintali di foraggi.
Obbiettivo degli anni ’80 è stato quello di tipicizzare e conservare le genuinità dei nostri alimenti in un sistema di regole certe e di tracciabilità vera e trasparente.
Il sistema cooperativo è stato di fondamentale importanza in questo percorso, allo scopo sono nati il Consorzio Vini Tipici di San Marino, la Cooperativa Allevatori Sammarinesi, la Cooperativa Ammasso Prodotti Agricoli, la Cooperativa Olivicoltori e la Cooperativa Apicoltori.
La presenza sui mercati interni ed internazionali, la promozione della filiera agro-alimentare e l’ottenimento di riconoscimenti importanti sulle manifestazioni specifiche ed in fiere di settore, ha avuto e sta avendo forte impulsi con il consorzio di 2° livello che rappresenta tutte le cooperative:
Consorzio Terra di San Marino.
Il lavoro dell’agricoltore è diventato complesso, sono indispensabili conoscenze tecniche approfondite, manualità sulle gestioni delle attrezzature, capace di rispondere al trinomio meccanico – idraulico ed elettronico.
L’impegno è costante nell’anno solare, specificatamente per gli allevatori, non si conoscono pause, la custodia ed il governo del bestiame sono a 365 giorni.
Non siamo di fronte a cicli produttivi che si possono interrompere il venerdì e ripartire il lunedì successivo.
Negli ultimi anni registriamo difficoltà di redditività delle imprese a causa della forte lievitazione dei costi e dei mezzi di produzione.
Il mercato delle derrate agricole è pressoché costante per questioni di politiche sociali e di un rapporto di equilibrio fra produttori e consumatori, binomio inscindibile in cui uno ha necessità di interagire con l’altro.
In questo quadro si è inserito un drastico decremento del finanziamento pubblico.
Ho fatto una ricerca e risulta che dal 2007 al 2014 la spesa di bilancio ha giustamente registrato una diminuzione di spesa che in percentuale è del 22 %; nello stesso periodo il sostegno finanziario all’agricoltura ed alla zootecnia è diminuito del 39%!
Mi pare logico dedurre che le spese di bilancio siano state decurtate nelle voci superflue e nel rigore agli sprechi.
Mi viene da chiedere perché nel settore agricolo, settore produttivo primario, di tutela e salvaguardia del territorio, di grande promozione dell’immagine della Repubblica all’interno ed all’ esterno, si è tagliato così tanto in una voce tipica degli investimenti?
Ancora è importante, per capire quello che esporrò successivamente, sapere che l’Europa nel finanziare le attività Agricole-Zootecniche investe circa 110 Euro per ogni cittadino Europeo.
A San Marino la situazione di bilancio dell’esercizio finanziario 2016 è di 1 milione e duecentomila Euro, quest’importo diviso su trentatremila abitanti, comporta un esborso di finanza pubblica a favore dell’agricoltura di 36 Euro per cittadino.
Ora non serve tanto parlare del passato, occorre sapere cosa fare per il futuro.
A noi del PDCS e della coalizione San Marino Prima di Tutto sta a cuore il perseguimento delle attività produttive ed i livelli occupazionali, per cui da subito indichiamo queste linee di intervento:
– Finanziamento all’agricoltura almeno per il 3% delle spese di Bilancio dello Stato
– Revisione del piano di sviluppo dell’agricoltura del 1974 su direttive ben precise: semplifica-zioni dell’articolato, orientamento del sostegno finanziario nel settore Agricolo e Zootecnico legati alla filiera agro-alimentare del territorio
– Introduzione di un programma definito negli obbiettivi e nella fase operativa per un’agricoltura biologica. San Marino potrebbe divenire nel giro di un congruo numero di anni, data la sua micro-realtà e la possibilità di condividere politiche di sviluppo comuni, il primo Stato nel Mondo a intera filiera agro-alimentate biologica
– Potenziamento del comparto cooperativo
– Introduzioni di nuove leve nel settore provenienti da Formazione Professionale, Istituti Tecnici Agrari, laureti in Scienze Agrarie, Forestali e dell’Alimentazione mediante politiche che consentono un approccio graduale con il duro lavoro dell’agricoltura. Meglio un salario per l’apprendimento di un grande mestiere che una disoccupazione
– Implementazione della filiera agro-alimentare, ancora tanto si può fare, laboratorio della carne, produzione di insaccati tipici locali e perché no, introduzione paste di 1°piatto: la ta-gliatella sammarinese!
– Un’integrazione più attiva fra produttori e ristoratori, per attrarre turisti e presentare loro gusti e sapori della nostra Madre Terra
– Aziende aperte nei week-end per fare conoscere ai sammarinesi, ai turisti e far vedere loro i nostri campi, le nostre coltivazioni, i nostri allevamenti, lo stato di benessere degli animali ed il rapporto che la nostra attività ha con la Fauna e la Flora del territorio
– Una struttura Pubblica, UGRRAA, a vero supporto degli agricoltori, snella, accogliente ed ha sostegno di coloro che il reddito se lo devono costruire
– Un confronto fra Governo e Associazioni di Categoria, quali interlocutori istituzionali per la migliore produzione di politiche agricole per il Territorio ed il Paese.
Il PDCS e la coalizione San Marino Prima di Tutto e per aver un voto legato alla persona, che con la propria passione ed amore per questa terra vuole tenere alto il prestigio della nostra bella ed amata agricoltura.